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Athos Faccincani: Un viaggio tra i colori dei suoi ricordi

Intervista all'Artista che sogna ancora come faceva da bambino.

Athos Faccincani è, oggi, un artista di enorme successo: ha esposto a Londra, Parigi, Vienna , Madrid, New York, Los Angeles, Montecarlo… oltre che in Italia.
Le sue opere sono presenti nelle case di molte celebrità di Hollywood , in diversi musei e ha vinto numerosi premi. Il suo stile è quasi impressionista,i colori usati sono accesi : riesce a tingere la Bellezza delle coste del Mediterraneo privandola di malinconia  o tristezza.
Ma non è stato sempre così: le sue opere negli anni giovanili ritraggono personaggi cupi e sofferenti.
Scopriamo insieme perché. Ho avuto una piacevole conversazione telefonica con il Maestro nella quale, tra una risata e una confidenza , ho provato a conoscerlo un poco di più.
Athos, la peculiarità della sua pittura è l’esplosione di colori! Tuttavia quando ha iniziato a dipingere i suoi quadri erano più cupi, malinconici e sofferti. Come mai?
Il negozio nel quale si riforniva i primi tempi aveva esaurito i colori vivaci? O cosa?
Si vero! Infatti poi quel negozio l’ hanno chiuso !
Scherzi a parte, la verità è che sono cresciuto in un ambiente triste.
Ho avuto una madre melanconica che usava metodi educativi rigidi.
Ricordo che avevo solo pochi anni quando mi portò alla riesumazione di mio nonno , incoraggiandomi a toccare il suo scheletro. Ecco, io per molto tempo ho cercato ambienti nei quali fosse presente una tristezza maggiore della mia e i primi dipinti rispecchiavano il mio stato d’animo!
Poi negli anni ottanta ho fatto una passeggiata nelle tue zone : la Costiera Amalfitana e mi sono innamorato di quei colori e quella Bellezza. E ho deciso di dipingerla, la Bellezza.
Soprattutto ho deciso di combattere la Tristezza.
Ma è vero che i suoi genitori le vietavano di dipingere e che lei lo faceva di nascosto?? Ma soprattutto, sono assai curiosa, dove  e come nascondeva tele, pennelli e colori considerando che io cercavo di mimetizzare al massimo il diario segreto e mia mamma lo scovava in tre secondi?
E si vede che non lo nascondevi bene !
Io ero esperto invece: mi rifugiavo nella nostra piccola cantina e dipingevo in segreto!
Avevo circa 13 anni e con i soldini delle merende compravo il materiale e poi camuffavo tutto accuratamente prima di risalire.
Come mai i suoi genitori speravano che lei non divenisse  un artista?
Mio padre era , a sua volta, un artista, un musicista. Credo semplicemente desiderasse per me una professsione ordinaria : voleva diventassi un commercialista, pensa.
Ho letto da qualche parte che è   è facile, per un osservatore, ‘entrare’ in un suo quadro. È d’accordo?
Assolutamente no. Nei miei quadri è facile entrare se sei capace di fare uscire le emozioni.E non è semplice. Senza emozioni, resti fuori e lo guardi soltanto.
Athos , lei  é credente?
Io credo esista una grossa forza energetica. Credo che attiriamo  o siamo attratti da cose o persone. Ho le prove che esistano entità soprannaturali con cui ho ‘ vissuto’ per diverso tempo e che comunicavano con me. Ah, se sapessi quante cose potrei raccontare…
Cosa prova il maestro Faccincani quando dipinge?
Dipingere per me è un gioco che mi permette di sognare. Io sogno spesso. Bisognerebbe sognare sempre, come si faceva da bambini. Io non ho mai smesso.
Grazie Athos Faccincani, per il tempo che mi hai dedicato ( so che ci tieni ti dia del “tu”). Aggiungo solo che se tu sogni dipingendo, io sogno perdendomi nei colori dei tuoi quadri!
(Nella foto l’autrice di questa intervista Laura Solimene,  mentre ammira un opera del maestro Athos Faccincani  presso la mostra di Sperlonga dedicata  all’ artista lombardo).
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