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E’ morto il giornalista e scrittore Giampaolo Pansa

È morto, all'età di 84 anni. E' stato uno dei protagonisti del giornalismo del Novecento italiano

(Roma) – Pansa è stato uno dei cronisti e dei commentatori più noti ai lettori italiani: dal 1961 — quando ottenne il suo primo contratto giornalistico, alla Stampa — ha raccontato come nessuno (e come nessuno ha fustigato) la società e la politica del nostro Paese.  Lo ha fatto scovando scoop (a partire dallo scandalo Lockheed), inventando locuzioni e nomi entrati di diritto nella storia (uno per tutti: la «Balena bianca»), intervistando i protagonisti (al Corriere, e a Pansa, Enrico Berlinguer consegnò le frasi con le quali chiariva che non desiderava l’uscita dell’Italia dalla Nato) e descrivendo il «bestiario» (altra sua invenzione lessicale) della nostra scena politica.

Dagli esordi torinesi con un memorabile reportage sulla Strage del Vajont agli articoli sull’attentato di Piazza Fontana e quelli sullo scandalo Lockheed , nella sua lunga carriera ha messo a segno tanti colpi. Sua per esempio l’espressione «Balena Bianca» per definire la democrazia cristiana.

Alla fine degli anni ’80 del Novecento lancia dalle pagine di Panorama la sua celebre rubrica Il Bestiario , che poi porta sull’Espresso ed infine su Libero. Tra i libri più noti , il Sangue dei vinti , nel quale mette a punto le sue idee poi accusate di revisionismo sulla Resistenza , Bellla Ciao controstoria della Resistenza,. Provocatore fino all’ultimo con un autoritratto intitolato Quel fascista di Panza e poi con un pamphlet su Salvini «ritratto irriverente di un seduttore autoritario»​

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