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Sonia Sodano

Da accanita lettrice diventa scrittrice in giovane età, ma la sua curiosità la porta ad allungare lo sguardo al mondo del giornalismo. Sonia Sodano, giornalista e scrittrice, oggi è impegnata in TV, radio e alla direzione di un giornale nazionale. E’ una persona appassionata il cui motto è “se puoi farlo oggi non aspettare domani”, per questo non si ferma mai, cercando di vivere a 360 gradi. Quando si stanca un po’ legge un buon libro, ascolta i Queen e viaggia per scoprire posti nuovi. Ovviamente mai una cosa alla volta, ma tutte e tre insieme.

Come nasce la tua grande passione per la scrittura?
Da quando mio nonno mi ha insegnato a scrivere, credo. Ho sempre inventato storie sia da raccontare che da tenere per me, ma la primissima volta che ho iniziato a mettere le idee nero su bianco e a crederci un po’ è stato quando avevo circa sedici anni. Lessi un libro che mi aveva lasciato l’amaro in bocca per un finale a me poco piacevole, non ricordo di quale opera si trattasse, ma sono certa fosse un classico della letteratura russa. Allora decisi di creare una storia tutta mia, un romanzo, dove solo io potessi deciderne trama, personaggi e soprattutto il finale. Non l’ho mai pubblicato, anzi, il plico di fogli scritti a penna, resta nella mia libreria a prendere polvere, ma quello fu il primissimo approccio “serio” che ebbi con la scrittura. Successivamente scrissi la mia prima opera pubblicata “Memorie di un padre” ed. Il Filo. Avevo diciotto anni, volevo lavorare come scrittrice, ancora non avevo ben chiaro come funzionasse l’editoria in Italia. Nel frattempo partecipai a numerosi concorsi e vinsi molti premi, sia per la narrativa che per la poetica. Dopo un anno circa pubblicai il mio secondo libro “Le forme dell’amore” ed. Aletti. Fu quest’opera a portarmi in giro per l’Italia, con presentazioni e interviste, tra radio, tv ed eventi. Infine arrivò il mio terzo libro, questa volta si trattava di una silloge poetica, “Note di Strauss”, che dedicai a mio nonno, quello che mi insegnò a scrivere e che oggi non è più tra i vivi. Da allora non ho più pubblicato libri, ma ne ho uno già pronto nel cassetto che presto vedrà la luce. Non posso dire altro.
Invece la passione per il calcio?
Non sono una di quelle giornaliste che può dire di essere da sempre stata tifosa ed amante del calcio. Sono cresciuta senza il mio papà e mio nonno che ha sopperito alla mancanza, al calcio preferiva i film di Bud Spencer, i Western e i telegiornali, quest’ultimi a tutte le ore del giorno e della notte.. sarà per questo che sono diventata una giornalista? Il calcio mi è entrato nelle vene poco alla volta. L’ho metabolizzato prima dovendone scrivere “per forza”, ma quell’impegno doveroso per “imparare”, è diventato un vero e proprio divertimento. Iniziai a parlare di calcio durante la mia prima esperienza televisiva a canale 21, poi a scriverne per diletto su qualche sito, fino a quando Telecapri non mi chiamò per condurre un programma impegnativo che parlava di calcio a 360° . Allora ho conosciuto il vero calcio, quello che non vediamo solo nella Serie A, ma soprattutto nelle serie minori. Mi sono fatta le ossa sui campi di tutte le categorie. Il mio battesimo calcistico, mi ha portato ad alimentare la passione che mi era nata nelle vene, conducendo trasmissioni radiofoniche a Radio Antenna Uno, dove sono stata direttore artistico per qualche anno e poi a Radio Club 91, storica realtà napoletana. In tv invece, ho continuato a parlare di calcio, sino ad oggi come opinonista in diverse trasmissioni come per esempio “Tifo Azzurro” in onda su Televomero. Ho ideato anche un format tutto mio “Donne Nel Pallone” in onda tutti i martedì alle 18 su TLA, canale 93 del digitale terrestre. Il programma nato dall’affermazione di Mihajlovic: “Le donne non parlino di calcio” , è dedicato alle donne tifose e/o esperte di calcio, è un format dal tono tra l’ironico ed il serio. In studio oltre a me c’è un opinionista fisso, il giornalista Daniele Naddei. Tra gli ospiti invece, non mancano le donne, ma anche ex calciatori, allenatori e colleghi uomini.
Sogno che vorresti realizzare ?
Ti dirò, un sogno l’ho realizzato proprio qualche giorno fa. Sono direttore di “Cultura A Colori – quotidiano d’informazione culturale”, un giornale che dal web è riuscito a diventare anche un trimestrale cartaceo. Puoi immaginare la soddisfazione! Cultura A Colori nasce da una mia idea nel 2011, allora lavoravo a Canale 21 e divenne un programma trasmesso proprio su quest’emittente. Dopo il grande successo, fondai un’associazione omonima, ancora oggi attiva, poi un blog che divenne una testata giornalistica ancora adesso attiva sul territorio nazionale ed infine il trimestrale. In questo primissimo numero abbiamo intervistato Biagio Izzo, Anna Falchi, Erri De Luca e molti altri… la distribuzione è nazionale. Trovi la rivista in tutta Italia oppure si può richiedere inviando una mail ad info@culturaacolori.it. Ci tengo però, nel ringraziare chi ha creduto in questo sogno e mi ha aiutato a realizzarlo, ossia la mia redazione: Mauro Lanzieri, Massimiliano Alvino, Imma Petraroia, Emanuela Belcuore, Daniele Naddei, Giuseppe Secondulfo, Alberto Enipeo, Rossella Napoletano.

Da tifosa partenopea un commento su questa stagione del Napoli?
Vedo una squadra molto bella in campo, che è migliorata dal punto di vista tattico, è maturata soprattutto in difesa e a centrocampo. Rispetto agli anni passati abbiamo una panchina con cambi veramente di spessore, ma quello che vedo invece, “trascurato” è l’attacco. Con l’addio di Higuain, l’assenza forzata di Milik e un Gabbiadini non nel suo ruolo, trovo che il Napoli stia vistosamente zoppicando. Se a questo poi aggiungi la mancanza di quella che a Napoli chiamiamo “cazzimma” diventa un problema. Quella che questo Napoli non ha è la cosiddetta cattiveria agonistica. Non la vedo nei calciatori né tanto meno nel mister. Ammiro molto Sarri, trovo che sia un grande allenatore e un bravo uomo. Se i singoli sono migliorati è grazie a lui. È riuscito a infondere in ogni membro della squadra una buona dose di “spirito di sacrificio”. Se a questo riesce ad unire una prima punta come si deve, un po’ di tenacia e la fermezza che manca nella finalizzazione di alcuni elementi, sono cerca che vedremo grandi cose sia in Campionato che in Champions. Con questo non voglio dire che il Napoli abbia fatto male fino ad ora. È una delle squadre più forti in Italia, ma per usare un eufemismo sarriano “bisogna sempre migliorarsi” per arrivare alla vetta e spodestare la Juve. Sugli acquisti fatti in estate, posso dirmi abbastanza soddisfatta, però non conto il reparto d’attacco. Sono rimasta molto sorpresa dal buon lavoro di Diawara, che seppur giovanissimo ha detto la sua in più di una partita e quasi sicuramente sta spodestando Jorginho, diventando il vero regista del gioco, insieme ad Hamsik. Il capitano, che può far leva sulla sua esperienza in maglia azzurra, è indispensabile a questo Napoli, tanto quanto lo è Callejon. Lo slovacco è ,come lo definisco io,“il trascinatore silenzioso” che trova sempre il modo di portare in profondità la squadra e riesce a trovarsi al posto giusto nel momento giusto. Il Capitano si spende tanto per questa squadra. Callejon invece, è un vero mattatore. Ci sono dei momenti dove sembra “indemoniato” ed è allora che fa veramente paura, una condizione di massima condizione che vede quasi sempre necessario il feeling con Insigne. Lorenzo che, seppure non ha realizzato ancora gol, riesce ad essere l’assist-man più in voga tra gli azzurri. Almeno quattro dei suoi cross, quest’anno, hanno portato a dei gol importanti. Spero infine, di vedere presto Mertens rialzare la testa e giocare nuovamente come ci aveva abituato, da folletto belga pestifero che sa fare molto male alle avversarie. Spero anche di vedere presto in campo Rog… in questo caso la speranza si unisce alla curiosità di vederlo all’opera.
Come ami trascorrere il tuo tempo libero?
Amo leggere, fare video da postare sul mio canale youtube, scattare foto per arricchire il mio profilo instagram e ascoltare tanta musica, la stessa che spesso propongo nel mio programma “Tutto Fa Spettacolo” che si può ascoltare ogni venerdì dalle 18 alle 20 su New Radio Network. Ma soprattutto amo passeggiare all’aria aperta e trascorrere del tempo con il mio cane, Sharon, lei è tutta la mia vita! Amo anche viaggiare e scoprire posti nuovi. Sono un’anima curiosa, che ha voglia di vivere la vita il più possibile, cosicché quando sarò vecchia non dovrò rimpiangere nulla…

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