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Svolta alla Consulta: Marta Cartabia eletta presidente

La giudice costituzionale Marta Cartabia è stata eletta presidente della Corte: è la prima donna a ricoprire l’incarico. Ha ottenuto 14 voti su 15

(Roma )Marta Cartabia è la nuova presidente della Corte costituzionale, ed è un’elezione storica: per la prima volta in Italia una donna arriva al vertice della Consulta: “Ho rotto un cristallo, spero di fare da apripista”, sono state le sue prime parole, un chiaro riferimento alla metafora del soffitto di cristallo, usata per esemplificare gli ostacoli che da sempre devono affrontare le donne per raggiungere posti di potere.

Il suo sarà però un mandato breve, che durerà solo pochi mesi, fino a settembre 2020: il ruolo di giudice costituzionale non può durare infatti più di 9 anni e Cartabia è stata eletta nel 2011.Una nuova stagione per la Consulta, o almeno è quello che molti si auspicano, e un piccolo ma significativo passo per l’uguaglianza di genere nel nostro Paese: sono molteplici i significati, simbolici e non, che l’elezione della 56enne Marta Cartabia quale presidente della Corte Costituzionale si porta dietro e la stessa diretta interessata -il cui nome in passato era circolato pure come possibile premier di un esecutivo tecnico e nei giorni scorsi quale candidata più forte per salire sullo scranno riservato a quella che è di fatto la quarta carica dello Stato- ha ammesso che il suo sarà anche un ruolo di “apripista” per altre donne e citando anche le parole della prima Presidente del Consiglio finlandese di sesso femminile.

Unanimi, i commenti positivi dalle massime cariche istituzionali alla politica. A partire dal presidente della Repubblica, che ha espresso «gli auguri più grandi per l’espletamento del suo mandato». Per il ministro degli Esteri Luigi Di Maio si tratta di «una giornata storica per il Paese». Mentre il presidente del Senato, Elisabetta Casellati, «come primo presidente donna del Senato» esprime «l’orgoglio di vedere finalmente una donna ai vertici della Consulta». Secondo il presidente emerito della Corte Costituzionale, Cesare Mirabelli, invece, «l’elezione di Marta non è certo un segnale da quote rosa, piuttosto un’eguaglianza fondata su competenza e professionalità». Anche il vicepresidente del Csm, David Ermini, si è complimentato: «È una bella notizia che ci sia stata l’unanimità e che per la prima volta una donna ricopra un incarico così importante».

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