Share, , Google Plus, Pinterest,

Print

Posted in:

SILVIA MORIGI

Young Talent

Di Federica Del Re

 

Silvia Morigi è una ragazza in cerca di ispirazione da
donare e da ricevere, in ogni campo. Ha una passione sfrenata per l’avventura e  dopo la
laurea in legge e un pò di praticantato ha capito che il lavoro d’ ufficio non faceva per lei, per quanto lo studio
le piacesse molto. Da lì ha deciso di fare una scommessa che porta avanti tutt’ora. Domani, vedremo chi
sarà!

 

Come nasce la tua passione per la recitazione?
Sono partita quattro anni fa alla volta di un percorso, quello della recitazione, che avevo avuto il
coraggio di intraprendere solo nei mie sogni o amatorialmente. Quando ho iniziato a maturare le
mie scelte in maniera più personale che non socialmente obbligata, ho abbandonato il percorso
dell’avvocatura che era prossimo a spalancarsi davanti a me e sono partita alla volta di New York.
Da quel momento mi sono nutrita di recitazione notte e giorno. E ogni volta che torno in Italia
faccio un patto con me stessa per riuscire a unire le cose importantie tanto diverse che i due
mondi, l’Italia e gli USA mi donano.
 Ci racconti la tua esperienza nel film ” Safe Spaces”?
Quello di Safe Spaces è stato un set bellissimo. Tutti erano estremamente motivati alla buona
riuscita del film. La storia è autobiografica, il regista è anche lo scrittore, per cui è stata una
grande sfida quella di dare ai personaggi la dimensione specifica che Dan voleva comunicare e
allo stesso tempo permettere alla nostra creatività di dargli una dimensione nuova. É stato un
grande dare e avere che ci ha fatto crescere tutti moltissimo.
 Cosa ti accomuna con Caterina, personaggio che interpreti in the Safe Spaces?
Tra me e il personaggio di Caterina è stata amore a prima vista. Devo dire che è anche quello che
succede quando hai un personaggio tridimensionale, ben scritto da Daniel, che oltre che regista è
anche autore del film. Quello che amo di questo personaggio e che mi ha dato tanto con cui
lavorare durante le riprese è la sua onestà al limite del “socialmente opportuno” . E’ una persona
estremamente diretta senza peli sulla lingua ma allo stesso tempo di una riservatezza a tratti
impenetrabile. Mi piace quresto lato di lei e mi ci ritrovo molto. Come Caterina metto le persone a
loro agio e loro riescono ad aprirsi, il contrario invece non succede spesso.
 Hai fatto parte del cast di due corti molto importanti: Praescitun e Slappy. Quale ti ha
entusiasmato maggiormente?
Sono state due esperienze molto diverse. Posso dire che mi hanno regalato due entusiasmi di
tipo diverso. Praescitum ci è valso un premio al 48 ore Film Festival che ci ha incoraggiati
ancora di più ad estendere la sceneggiatura e realizzare una serie tv. Slappy ancora è in post,
quindi sono trepidante al pensiero del decorso che avrà nei festival a cui abbiamo deciso di
mandarlo.
 Sogni nel cassetto?
Il palco di un teatro importante con spettacoli messi in scena dalla mia compagnia che ribaltino un
pò il trend dell’ ”andare a teatro per non pensare” che vedo molto in giro qui in Italia. Senza nulla
togliere a nessuno ma credo che il teatro sia un potente strumento di condivisione del momento
presente e di riflessione sullo stesso. Spesso ci accontentiamo di essere intrattenuti ed è ruolo e
responsabilità di chi sceglie di fare questo lavoro di portare contenuti che stimolino l’attenzione
invece di sopirla.
Progetti futuri?
Sono ora sul set di un feature film ambientato in un futuro distopico in un
mondo colpito da un virus che lentamente evidenzia el caratteristiche negative degli esseri
umano, fino al deterioramento. Un progetto importante per la sua trasversalità, dal momento
che è composto da quattro segmenti girati in Italia, Germania e Cile da 4 registi diversi che
sviluppano lo stesso tema principale nella stessa storia ma con punti di vista diversi, anche date
le loro provenienze diverse. La dimensione internazionale per noi nuove generazione di
lavoratori e amanti del cinema e teatro sta crescendo prepotentemente e arricchisce lo scenario
lavorativo di contenuti e modalità prima retaggio solo di poche produzioni. É una vera e propria
rivoluzione che ci sta offrendo la possibilità di aprirci e letteralmente di sconfinare. Sono curiosa
di vedere cosa succederà.