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MASSIMO DI CATALDO

Di Federica Del Re
 
 

Affascinato prima dal teatro e dal piccolo schermo sin da giovanissimo si fa apprezzare da vari registi che lo scelgono per diversi lavori televisivi.
Ma la sua passione più grande è la musica e partecipa prima a Castrocaro e poi per ben due volte al famoso festival di Sanremo.
Massimo Di Cataldo racconta a twikie la sua splendida carriera, il suo ritorno in televisione ed i suoi progetti futuri.

 
 

Ci racconti la tu prima esperienza al festival di Sanremo nel ‘95?

Posso dirti sicuramente di aver vissuto la prima esperienza al Festival con grande incoscienza. Non immaginavo cosa sarebbe potuto accadere di lì a poco. Ovviamente ero molto emozionato, ma allo stesso tempo cercavo di dissimulare con un’atteggiamento più sfrontato. Riguardando quell’ esibizione si nota tanto che ero un ragazzo intimorito da quel palco, però in quel momento cercavo di sentirmi all’ altezza della situazione e ovviamente per me è stata un’esperienza meravigliosa.

Ci ha fatto sognare con due pezzi meravigliosi: “Che sarà di me” e “Se adesso te ne vai”. Come nascono questi capolavori?

“Se adesso te ne vai” per me rimane il mio primo amore. E’ stata da apripista per tutto quello che è accaduto dopo. Ci sono legato particolarmente, perchè è una canzone che ho scritto insieme a Vincenzo Incenzo, che nel tempo è diventato anche un caro amico. Vincenzo è un grande autore di testi e penso che, tra le varie canzoni che ha scritto per tanti, “Che sarà di me” abbia una magia particolare data dalla semplicità: era una storia probabilmente vera. É stato bellissimo trovarci insieme intorno al pianoforte a lavorare al brano che è stato il seme che ha poi fatto sbocciare il nostro talento artistico. L’anno successivo, nel ’96, entrai  a far parte dei big del Festival di Sanremo. Onestamente non è che mi sentissi tanto big, benché l’album precedente avesse venduto tantissime copie ed era stato distribuito in 35 paesi nel mondo. Sentivo quindi di avere una grande responsabilità e occorreva avere anche una grande canzone. Lavorai al brano “Se adesso te ne vai” insieme a Laurex, un grande compositore. Io scrissi il testo, la musica insieme a lui. Non ti nascondo che avevo tanto timore, perchè era una storia che mi apparteneva e portarla a Sanremo mi intimoriva un pò, poiché era la prima volta che mi presentavo con un pezzo con le mie liriche. Prima di partecipare feci ascoltare “Se adesso te ne vai” a Pippo Baudo, e gli piacque molto. Dalla partecipazione al Festival è diventata una canzone di tutti, proprio perché racconta una storia nella quale altre persone possano ritrovare la loro esperienza. Questo è probabilmente il segreto del successo di questa canzone.

 
 
 

Ci racconti un aneddoto particolare della tua carriera?

Un’aneddoto divertente che posso raccontarti è quando mi trovai a Londra ed entrai in un negozio per comprare una chitarra acustica che mi occorreva per un brano in particolare, “Come sei bella”. Iniziai a strimpellare alcune chitarre per trovare quella che fosse più adatta al sound del brano e a pochi passi da me c’era un ragazzo, tipico ragazzo inglese che suonava a tutto volume una chitarra elettrica. Ad un certo punto si accorse che anche io stavo suonando una chitarra acustica, ed abbassò il volume per darmi modo di suonare. Mentre strimpellavo degli accordi, lui ha iniziato ad improvvisarci con dei fantastici fraseggi sopra la mia musica. Guardandolo bene mi sono accorto che stavo suonando insieme a Noel Garaghen degli Oasis!
In quel periodo la Sony fece uscire con la stessa data di pubblicazione l’ultimo album degli Oasis ed il mio e la cosa buffa fu che per la promozione avevano fatto un cartello girevole, con da una parte la copertina degli Oasis, dall’altra la copertina di Massimo Di Cataldo… non mi dispiacque affatto, anche perché sono sempre stato un loro grande fan.

 
 

Sei tornato in Tv partecipando ai programmi “Ora o mai più” e “Tale e quale show”. Come hai vissuto il ritorno sul piccolo schermo?

Molto emozionante. Inizialmente, devo essere sincero, ero molto incerto se partecipare ad una trasmissione dal titolo “Ora o mai più”. Dopo che mi hanno spiegato bene il format, mi sono convinto ed ho deciso di lanciarmi in questa nuova avventura. Sono stato felicissimo di duettare con un’artista del calibro di Patty Pravo, visto che la seguo da sempre.

“Tale e quale” è stata un’altra bellissima esperienza. Straordinaria la squadra e il clima che si era creato tra noi. Infatti sono nate delle belle amicizie e siamo ancora tutti in contatto.

Mi sono divertito molto ad interpretare Bobby Solo, dato che mi è sempre piaciuto come artista ed ho avuto modo di conoscerlo di persona e mi colpì il suo modo di fare gioviale con la gente. Anche interpretare Rovazzi è stato divertente, dato che fisicamente dovevo fare delle cose un pò folli. Quello che in assoluto ho amato di più è Jim Morrison, perchè è un’artista che ritengo fondamentale per aver dato luce ad un genere musicale che ha poi dato vita ad un filone del rock e non solo.

 

 
 

Parlaci della cover di Battisti “Con il nastro rosa”.

Con il nastro rosa è una tra le più belle canzoni italiane, tra quelle che mi ha più colpito. E’ questa la prima canzone con la quale ho cominciato a sognare. Era il 1980 quando uscì l’album “Una giornata uggiosa”, io ero in macchina con la mia famiglia quando passò questa canzone ed iniziai a sognare. La frase iniziale, “Inseguendo una libellula in un prato”, mi ha colpito particolarmente e mi ha invitato a sognare… di diventare un cantante per “scoprirlo solo vivendo”, come dice il maestro Mogol in questo splendido brano.
Spesso, durante i miei concerti quando il pubblico chiedeva un bis, ho improvvisato questa canzone. Una volta solo con la chitarra, altre con la band che mi accompagnava. Resomi conto che questo pezzo coinvolgeva sia me che il pubblico ad ogni mio live, ho deciso di farne una versione nuova. Ho poi avuto l’onore di ricevere i complimenti del maestro Mogol che mi ha concesso di girare il videoclip del “Nastro rosa” al suo centro in Umbria, il Cet, dove c’è una sala dedicata a Lucio Battisti.

 

C’è una persona che ti è stata vicina in questo tuo percorso artistico?

Mi ritengo fortunato perché ho avuto una splendida famiglia. Con le mie sorelle ho un rapporto fantastico,  siamo cresciuti insieme, facendo insieme esperienze sia musicali che teatrali. Con loro abbiamo anche fondato insieme un’etichetta discografica nel 2002, con la quale produco i miei lavori. Al di là dell’importanza che hanno avuto tutti i maestri e i collaboratori che sono stati accanto a me, devo ammettere che la mia famiglia è stata fondamentale nel mio percorso artistico. Da poco si è unita a noi anche mia figlia, una bambina molto eclettica e creativa… il cerchio si è un po’ allargato!

 

Sogni e progetti futuri?

Adesso sto ultimando il nuovo album, che uscirà a breve. L titolo ancora non è definito. Sono già usciti quattro singoli, “Con il nastro rosa”, “Ci credi ancora all’amore”, “Domani chissà” e “Prendimi l’anima” che faranno parte di questo lavoro. Ci saranno altri inediti che completeranno questo album. E poi, a seguire, sarò in tour per tutta l’estate, che è la cosa che mi piace di più perché amo il contatto con il pubblico.
Tra i tanti sogni nel cassetto mi piacerebbe scrivere musica per il cinema, ma anche tornare, come agli esordi, a fare teatro. Mi piacerebbe collaborare con artisti che hanno il mio stesso entusiasmo.

 
 

 
Credit photographer:  Ph Marco Giustiniani 

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