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US/NOI di Jordan Peele

Di Giuseppe Christian Gaeta
 

“US/NOI” di Jordan Peele – Torna il talento-horror di Jordan Peele enfant prodige del nuovo cinema horror mondiale dopo lo scoop del 2017 con il pluripremiato “Get out” (una sorta di “Indovina chi viene a cena?” in chiave orrorifica…). Qui l’obiettivo, se possibile, è ancora più alto e possiamo dire che se Peele non l’ha centrato appieno ci è andato mooolto vicino, perlomeno. Siamo nel campo del “tema del doppio”, del doppio malefico naturalmente (o almeno così pare…). Un tema caro al genere che ha visto già in passato passare al cinema capolavori come “L’ Invasione degli ultracorpi” , “La Cosa” di Carpenter, “Enemy” di Villeneuve, e al limite, anche “Il cigno nero” Darren Aronofsky. Estate 1986 uno strano Lunapark (i Lunapark sono sempre posti un po’ sinistri….) sulla spiaggia di Santa Cruz.

 

Adelaide Wilson, una bambina di pochi anni sfugge per pochi minuti al controllo dei genitori, si ritrova nella casa degli specchi: va via la luce, proprio mentre da uno degli specchi della casa emerge una bambina UGUALE a lei che la guarda minacciosa….sono passati 30 anni la bambina di allora si è fatta una famiglia e torna (di malavoglia) nello stesso “strano posticino” (che sarebbe caro a Stephen King…) con marito e figli al seguito. Adelaide ha pessimi presentimenti… Una sera si presenta nel vialetto di casa di casa una “famiglia particolare” : non parlano, non si muovono e non rispondono alle domande della famiglia Wilson.
 

E soprattutto….sono maldettamente SIMILI A LORO, solo che ne sono una versione “oscura”. Inzia l’incubo….davvero un ottima prova di Peele e del cast con una straordinaria Lupita Nyong’o (Adelaide) in testa. Perfettamente in bilico fra l’horror e il comico (!) per lunghi tratti della pellicola, appare all’inizio come il classico “assedio/assalto” alla casa isolata da parte di una banda di strani squilibrati…ma poi si evolve, a mano a mano che si scoprono motivazioni e origini dei “doppi oscuri”.
 
 

 
E si evolve PARECCHIO fino a coinvolgere, forse, i destini della umanità stessa. Un film che fa riflettere su molte cose: sul nostro lato oscuro, sul passato remoto, sul futuro prossimo. E con un colpo di scena finale semplicemente DA STREPITO, degno del miglior Shyamalan. Jordan Peele si conferma, quindi l’astro nascente del nuovo cinema “black” e horror mondiale. E forse molto di più. Per i patiti dell’horror psicologico. E anche per gli altri.
 
                      

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