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F1, Gp d’Australia

Di Michele Pisani 
 

Dove eravamo rimasti? L’inizio della nuova stagione ripropone lo stesso cliché con la sola differenza che, almeno in Australia, la Red Bull (Verstappen) ha lo stesso passo delle rosse di Maranello. La Mercedes ha giocato d’astuzia, ‘nascondendo’ gli evidenti miglioramenti che hanno spaventato e non poco i tifosi italiani.

 

 
 
 
 

 
 
 
Dalla Ferrari fanno sapere che il consistente gap con le stelle d’argento è dovuto alla difficoltà della pista di Melbourne. Speriamo sia vero. Il terzo incomodo, la casa austriaca con il nuovo motore Honda (turbo-ibrido), fa capire e non solo al team del bel paese che bisognerà soffrire. Tanto per cambiare. Proviamo a racchiudere il primo gran premio in un solo giro? Al 31esimo giro Verstappen supera Vettel che non può fare altro che accettare la nuova, tristissima, realtà. Ricciardo con la sua nuova monoposto (Renault) continua la sua striscia negativa in casa, ennesimo ritiro. Toccherà la stessa sorte anche a Roman Grosejan.
 
                                         
 
Al pronti, partenza e via c’è la sorpresa Bottas che supera Hamilton e saluta tutti. Il finlandese non avrà alcun problema per tutto il gran premio, eccezion fatta per evitare una improvvisa quanto inedita noia da leader solitario. Vettel si chiede perché va cosi’ piano, domanda che si sono posti anche tutti i tifosi della rossa. Causa ed effetto: ritrovarsi Hamilton a 25 secondi da Bottas non ha prezzo, il mondiale piloti, almeno in casa Mercedes, non sembrerebbe cosi’ scontato. Bandiera a scacchi. Vince, meritatamente, Bottas (primo squillo in Mercedes) poi Hamilton, Verstappen, Vettel e Leclerc. Alfa Romeo: ottavo Raikkonen, male Giovanazzi. Appuntamento tra quindici giorni in Bahrein. Sarà la solita musica?
 
 
                                                    

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