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MARCO SCALIA

Di  Cristina Vannuzzi 
 
 

Torna la bella stagione e si mettono in moto tanti sport e “fioriscono” tanti eventi, tra questi il pugilato, sia praticato da professionisti che da dilettanti che debuttano nella categoria superiore.
Fra gli altri, alle porte di Firenze, al Teatro dell’Arena estiva di Chiesanuova – San Casciano Val di Pesa, venerdì 7 giugno, si vedrà quello che è diventato un appuntamento fisso, ormai da 5 anni, un evento fatto da combattimenti di professionisti organizzati dalla ASD S.A.F. di Via della Chiesa, un vivaio di giovani pugili in quella che è la più antica e storica palestra fiorentina.
Main Event, categoria Super Gallo, Marco Scalia che, in attesa di essere nominato sfidante ufficiale al titolo d’Italia, affronterà il pericoloso fighter Jacopo Lusci di Rivalta –  Torino, reduce da tre vittorie consecutive. Dopo vari anni di lontananza il fuoriclasse torna tra le corde, infatti la nascita di Emma e tanta tenacia e passione sono stati il suo  lasciapassare per dimostrare d’essere il migliore … la voglia di combattere che ogni pugile deve avere nel suo DNA e Scalia questa volta ha le carte in regola per puntare al titolo italiano.
Marco Scalia ha origine Siciliane ma si considera fiorentino a tutto tondo, cresciuto a Firenze, città da cui ha assorbito l’ironia e la C aspirata, senza dimenticare la sua vera passione, dopo la famiglia, il pugilato. Lo incontriamo nel Parco delle Cascine, dopo la sua consueta sgambata nella natura e nel verde di Firenze e  ci racconta la storia della sua grande passione.

 

 

 
Marco quando hai “incontrato” la boxe?
A 15 anni ho iniziato a tirare di boxe trovando in questo sport veri e reali valori… che mi hanno fatto quindi restare nel pugilato, appassionandomi. Successivamente, da dilettante, sono entrato nella categoria professionismo a 28 anni, e se mi chiedi il perché io ti dico un nome, Giovanni Parisi, indimenticabile leggenda della boxe, il mio idolo, campione italiano, 2 volte campione del mondo, medaglia d’oro alle Olimpiadi di Seul nel ’88, categoria Superleggeri e Leggeri.
 

 
 
Cosa ti ha dato il pugilato?
In questa disciplina sportiva ci sono tanti valori, che ben si adattano e ti aiutano nella vita di tutti i giorni. La boxe mi ha insegnato soprattutto a superare gli ostacoli. Ogni ostacolo va superato,  questo bisogna impararlo indubbiamente, ma anche tenerlo ben presente nella vita… La boxe è uno sport che esalta la volontà di affrontare ogni evento, perché un pugile non scappa dal ring, non si nasconde per non replicare a un avversario, non evita di affrontare la situazione, se non attacca, almeno si difende, se non condivide, pensieri o pugni che siano, lo fa capire, ma c’è rispetto per sé e per gli altri, una sorta di comandamento da onorare nello sport in generale, nella boxe in particolare.
 

 
E oggi cosa trovi nel pugilato?
La boxe, come diceva Nelson Mandela, porta anche risvolti che non hanno vincitori e vinti, uno sport senza colori, senza politica, senza lacrime, perché le lacrime non hanno colore, sono uguali per tutti,  dove c’è l’epilogo ma anche l’inizio delle storie di tanti campioni, sul ring e nella vita.
 
 
 

Cosa vuol dire “il silenzio del pugile”
E’ la solitudine dell’uomo in mezzo al ring, sono assordanti i silenzi di un pugile, fermo sul ring, solo, perché un pugile è solo con il cuore che batte a mille, non vede la gente, le luci e le bandiere, non sente urla, non vede e non sente, cerca solo la concentrazione ma sente solo il battito del suo cuore.
 

Marco Scalia oggi
Ho fatto il pugilato, l’ho fatto bene e sono arrivato a certi livelli.. adesso ho la mia famiglia, una bellissima moglie e due figli, quindi ho una vita bellissima e… vorrei chiudere in bellezza, a 36 anni punto al Titolo Italiano in una stagione d’oro per il pugilato Toscano, diciamo un nuovo Rinascimento della boxe, in Toscana abbiamo Fabio Turchi, Dragan Lepei, Mohammed Obbadi e Marco Scalia….vorrei esserci anche io, nei 4 moschettieri del pugilato Toscano!
7 giugno 2019 – Arena Estiva di Chiesanuova – San Casciano – Firenze
Crediti ph: Matteo Innocenti
 

 
Credit photographer:  Ph  Matteo Innocenti
 

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