Ho 71 anni, una lunga carriera e ora voglio solo godermi tutto con la mia famiglia, mio figlio e gli amici

Intervista a Franco Oppini, uno dei ragazzi de I Gatti di Vicolo Miracoli, ripercorrendo la sua lunga carriera e i suoi traguardi, soprattutto personali e privati

Franco Oppini, è stato uno dei quattro protagonisti de I Gatti di Vicolo Miracoli, assieme a Jerry Calà, Ninì Salerno e Umberto Smaila. Una carriera lunga, la sua, tra cinema, teatro e tv costellata di successi e grandi soddisfazioni. Un legame con Alba Parietti durato fino al 1990 che ha portato alla  nascita di un figlio, Francesco Oppini, cronista di calcio e venditore di auto, uno dei più significativi protagonisti  de Il Grande Fratello Vip. Il noto artista è risposato, con l’astrologa Ada Alberti, dal 2003 e con lei vive a Roma.
Io e Franco ci siamo concessi una lunga chiacchierata, abbiamo ripercorso le tappe importanti della sua carriera, sfogliato ricordi unici, parlato di suo figlio Francesco e della sua esperienza aIl Grande Fratello Vip e provato a lanciare lo sguardo oltre questo difficile momento storico che tutti stiamo vivendo.  È stata una conversazione stimolante assai, per quanto mi riguarda: Franco è un uomo e un artista  strutturato culturalmente ed umanamente e io, lo ammetto, avrei continuato ad ascoltare i suoi vividi ed entusiasti racconti, ancora per ore!
Franco, il tuo successo è cominciato col gruppo “I gatti di Vicolo Miracoli” insieme a Jerry Calà, Umberto Smaila e Ninì Salerno.  Ma è vero che eravate compagni di classe al liceo?
Con Smaila eravamo persino compagni di banco, ero l’unico che ci andava nel banco con lui, magro come ero!(ride)
Ninì fu bocciato un anno e quindi ce lo ritrovammo in classe con noi e Jerry, invece, era il nostro compagno di bisbocce, in pratica! E lo siamo tuttora eh…
Quindi siete ancora amici oggi, nonostante il gruppo si sia sciolto da tempo, oramai?
Ma certo! Noi da ragazzi giocavamo e scherzavamo, gli anni del liceo sono stati la nostra palestra e poi ne abbiamo fatto una professione, non con poca fatica oltretutto . Ci siamo separati professionalmente perché ciascuno di noi ha voluto sperimentare altro, ma certo che ci sentiamo, ritroviamo e ridiamo sempre! Con Ninì ci diciamo spesso che “va bene invecchiare ma è bello farlo restando sempre un pò birbanti!
Avevi 28 anni quando è arrivato il grande successo. Che anni erano quelli?
Erano anni incredibili. Erano anni in cui i Social ancora non esistevano e chi diventava famoso era una specie di idolo per la gente comune. Noi eravamo ospiti al Tg nazionale e pensa che non potevamo manco uscire di casa o andare in giro chè si creava il caos, i fans impazzivano se ci incontravano.
Inoltre,  quello era un periodo storico rivoluzionario sotto tutti i punti di vista: la musica, la rivoluzione sessuale. Per fortuna io ho avuto una sana educazione che mi ha permesso di restare in equilibrio e di non perdermi.
È stata la trasmissione Non Stop a consacrarvi. Lo stesso programma che ha sfornato talenti incredibili tipo La Smorfia di Troisi o Verdone, tra gli altri. Ma che mangiavate in quegli anni, per essere così geniali?
Ma che mangiavamo? Passati troppi anni, chi vuoi se lo ricordi più? (ride)
Scherzi a parte, il motivo per cui , un tempo, un programma sfornava tanti e tali talenti , è perché allora esisteva quella cosa chiamata “gavetta”,  hai presente? Prima di arrivare in televisione, noi artisti ci esibivavamo ovunque: dalla strada ai locali dove il pubblico era esigente, la gente pagava e quindi pretendeva di ridere, di divertirsi e di trascorrere una bellissima serata! Noi siamo arrivati ad esibirci finanche al Derby Club dove c’era la clientela più selezionata che potesse essere pensata. Era difficile e faticoso, credimi. E quando, dopo anni di questa palestra, arrivavi finalmente al programma in Rai… eri già evidentemente un talento, altrimenti ti saresti perso prima, strada facendo.
È vero che voi “Gatti” avete scoperto un certo Carlo Verdone? E che avete persino incoraggiato il tecnico delle luci a provare a fare spettacolo? Mi pare si chiamasse Diego Abatantuono…
 In realtà noi Gatti abbiamo avallato la scelta di Verdone. Gli autori ce lo segnalarono e ci chiesero di andarlo a vedere per conto loro. Ovviamente era troppo bravo e noi incoraggiammo affinché lo prendessero!
Con Diego uguale, lui faceva il tecnico luci al Derby, poi divenimmo amici ed era sempre con noi. Lo abbiamo spinto a intraprendere questa strada e mi pare che abbiamo fatto bene, no? La cosa eclatante è che noi non eravamo invidiosi l’uno con l’altro.
In quegli anni hai conosciuto anche Alba Parietti. Non mi dirai che hai scoperto pure lei?
No no…Alba già lavorava in una televisione locale. Ci siamo poi sposati e ovviamente a Milano, insieme a me, ha avuto la possibilità di conoscere persone dello stesso ambiente e di provare a fare anche altro. Ma poi è andata avanti da sola, con le sue ( lunghe) gambe…
Tu e Alba avete avuto Francesco. Quando tuo figlio ti ha detto che avrebbe partecipato a Il Grande Fratello, che consigli gli hai dato?
Ma di divertirsi ed essere se stesso. Di ricordarsi che era un gioco, di goderselo tipo una vacanza. Oltretutto veniva fuori dalla convivenza con la mamma  durante il lockdown… una passeggiata Il Grande Fratello !( ride)
E osservandolo da casa, hai avuto conferme o hai scoperto cose nuove su Francesco?
Io ho trovato in lui una profondità tale che mi ha commosso. Ho scoperto alcuni suoi lati che non mi aspettavo. Ho pensato “..ma allora non è del tutto cretino, anzi!”( ride). Battute a parte, Francesco mi è apparso come il bravo ragazzo che in realtà è, ha detto cose che mi hanno colpito molto, ha tirato fuori una sensibilità unica che a volte non gli ha permesso di giocare di più o di farsi scivolare addosso certe cose. Ecco, lui mi ha reso così orgoglioso che avrei voluto dire a tutti:” Attenzione, quello è mio figlio eh…!”
Da oltre 20 anni sei sposato con l’astrologa Ada Alberti. È vero che lei studia continuamente i tuoi piani astrali e ti predice pure se perderai la partita di calcetto, per dire?
Non fino a questo punto ma mi mette in guardia con raccomandazioni tipo ” fai attenzione oggi…” e io le do retta perché poi le azzecca tutte! E poi io l’assecondo ma non del tutto, come fanno giustamente i mariti. ( ride)
A tal riguardo, una volta Gassman mi disse ” Meno male che uomini e donne sono diversi e che non si capiranno mai del tutto, perché altrimenti la magia si perderebbe…”
Franco, stiamo tutti vivendo un particolare e difficile momento storico. Tu lavori da anni in teatro, e la categoria degli artisti è tra le più penalizzate…
Beh negli ultimi anni ho portato in giro per l’Italia numerosi spettacoli teatrali,  persino più di uno contemporaneamente e nonostante la mia età. Da mesi  oramai i teatri sono chiusi, le piazze anche, i cinema pure. Però le metropolitane e i pullman affollati restano aperti, i centri commerciali saturi, e altri assembramenti vari ed eventuali qua e là, concessi . Ma l’Arte resta a casa, chi lavora in questo mondo sta a casa, io resto a casa. Che posso dire o aggiungere a riguardo?
Nulla! Dimmi solo dove vorresti vederti tra cinque anni…
In una casa sul Lago di Bracciano. Ho 71 anni sai, a volte ci penso e me ne auguro almeno altri venti in ottima salute, da vivere al meglio con la mia famiglia, mio figlio, gli amici. Ho corso un pò troppo negli ultimi anni e ora ho bisogno di rallentare e godermi tutto quel che ho…
Exit mobile version