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VICE – L’UOMO NELL’OMBRA DI ADAM MC KAY

Visti da Noi - la recensione di Giuseppe Christian Gaeta

Di Giuseppe Christian Gaeta

Forse il migliore dei film che ho visto quest’anno. Attenzione perché si tratta di un film Politico e sulla politica americana degli ultimi 40 anni. In realtà , Sulla politica repubblicana degli ultimi 40 anni.Più specificamente sulla politica repubblicana gestita da Dick Cheney e dai suoi alleati negli ultimi 40 anni. Quindi un film che parla di materia politica americana, per cui chi non la segue o a chi non piace potrebbe risultare indigesto. E’ però necessario per capire COSA E’ SUCCESSO DAVVERO sullo scacchiere interno e internazionale americano negli ultimi decenni.

Al servizio di Ma Kay c’è un supercast capeggiato da uno STRAORDINARIO Christian Bale nei panni di Dick Cheney ex-vicepresidente USA con George W. Bush, coadiuvato da Amy Adams (la moglie di Cheney Lynne Cheney), Steve Carrell ( Donald Rumsfeld eminenza grigia dei Repubblicani) e il grande Sam Rockwell nei panni di Bush. Dick Cheney dunque. Brutto, sporco e cattivo. Ubriacone e scapestrato da giovane. Rissaiolo, avviato verso una pessima strada. Viene salvato dalla energica moglie. E avviato dal mefistofelico Rumsfeld sulla via della politica di Washington, una via che lo porta prestissimo alla Casa Bianca come Capo di Gabinetto.

 

Da lì una serie di cadute resurrezioni che ne faranno uno dei “king-maker”, degli ideatori, degli assi portanti delle politiche del partito Repubblicano. Cattivo, spietato, sempre un passo avanti a tutti. Capace di travolgere ogni cosa per brama di potere (e danaro). Compie il suo capolavoro durante la Presidenza Bush (il secondo Bush).

 

 

Bush in tutti i film (anche in questo) è sempre dipinto più stupido di quello che era, ma il Cheney che viene qui rappresentato è Perfetto: comanda lui nei settori chiave (energia, esercito,economia,servizi segreti), è il vero Presidente “In pectore”, stringe accordi con le lobby miliardarie di Wall-Street e crea una rete di collaboratori (col suo vecchio capo Rumsfeld in testa) con la quale controlla l’intera nazione.

 

Poi compie il “misfatto” (o il suo capolavoro ?) più grande: sfrutta l’11 settembre per fabbricare prove FALSE e invadere l’Iraq da cui vuol rubare petrolio per le lobby e ingurgitare appalti per la Hallyburton, l’impresa militare di cui è stato a capo per anni, dando vita AL PIU’ GIGANTESCO CONFLITTO D’INTERESSI DELLA STORIA.

 

Dovrebbe portarsi sulla coscienza centinaia di migliaia di morti, ma una coscienza non ce l’ha. E se ne compiace. L’uomo nell’ombra. L’Uomo che Comanda. E’ stato detto che sia un film troppo “fazioso”,e “caricaturale” a me pare più documentaristico di quelli di Michael Moore (salvo alcune parti in cui il regista e gli attori gigioneggiano un po’).

 

Ottimamente girato, ben recitato e con vari colpi di teatro, vedrà Bale concorrere per l’Oscar con il Malek di “Bohemian Rhapsody” come rivale più agguerrito. Alla fine ne resterà uno solo. Per il resto un gran film da vedere per tutti quelli che vogliano capire cosa è davvero successo nella politica mondiale degli ultimi anni. Lo sospettavamo già, ma questo non impedisce agli spettatori di rimanere impietriti in sala per molti minuti dopo i titoli di coda. Gran film davvero. Regista e Bale ispirati da “Il divo” di Sorrentino.