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Yakir Arbib‏

Di Antonio Vistocco

 

Di che colore è la musica? Di tutti i colori. Specialmente per Yakir Arbib, virtuoso pianista, musicista contemporaneo (che unisce e mescola alla prediletta musica classica la sua profonda esperienza da jazzista) e compositore italo‐israeliano, 27 anni, che racconta al mondo arcobaleni sfiorando una tastiera con le proprie dita. Portando luce nel buio, illuminando ogni possibile sfumatura sonora, in qualsiasi Paese al mondo dove abbia avuto occasione di esibirsi al pianoforte. Il suo orecchio? Assoluto. I suoi occhi, dalla nascita, hanno scelto di non vedere come vediamo tutti ma di sentire e percepire i colori dell’immenso attraverso i suoni. Suoni che partono prima di tutto dall’anima e pervadono a poco a poco tutti i sensi. Lo sguardo superiore di chi non vede qui ed ora ma “Oltre”. Dotato del dono della “Synesthesia”, come la chiama lui in inglese, i suoi sensi si mescolano insieme producendo dei risultati eccentrici: “[…] involontariamente quando mi incontro con il mondo esterno, percepisco le persone, i numeri, i giorni della settimana, in colori […]” Cit. – “Quando sento una nota vedo un colore che non cambia mai, ed è sempre stato così fin da bambino; quando compongo un pezzo di musica lo “vedo” prima di sentirlo, traducendo un quadro astratto che arriva nella mia mente come una mappa o un paesaggio in 3d e che man mano che mi avvicino ad esso, si fa più nitido e si trasforma in note musicali”. Yakir Arbib: un talento innato, un prodigio naturale dichiarato fin dai primi anni di vita, coltivato nel tempo anche dallo studio e da tanta ricerca. I suoi concerti sono caratterizzati dall’improvvisazione, prima di un concerto non chiedetegli cosa suonerà poiché vi risponderà che deciderà sul momento. Può iniziare da un motivo da lui scritto o inventare ex novo oppure ancora coinvolgere il pubblico chiedendo di suggerire un motivo da cui partire per poi reinterpretarlo a suo modo. Vincitore per 4 anni consecutivi dell’America‐Israel Cultural Foundation for young talents, a 19 anni ottiene il Premio Internazionale Massimo Urbani, e nel 2015, a Montreux, l’International Piano Jazz Competition. Inoltre, a 19 anni, riceve una borsa di studio dalla Berklee e a 22 il Techniques Award. Attualmente vive a Berlino e il prossimo 5 agosto sarà in Italia e alle ore 21:00 Yakir si esibirà a Tarquinia nella Basilica di Santa Maria in Castello nell’ambito della 16° edizione dell’Etruria Musica Festival.

Come nasce la tua passione per la musica?

I compositori del passato che ammiro – spiega – erano tutti grandi improvvisatori ed era per questa qualità straordinaria che erano apprezzati e conosciuti, mentre ai nostri giorni sento che si è perso questo elemento della spontaneità”. Oggi il compositore sente che c’è qualcosa che manca nella musica: “Essa – osserva – viene considerata come un linguaggio, qualcosa che esiste in rapporto a un significato, a un altro oggetto. Per me invece la musica deve essere fine a se stessa”.

Quale genere musicale preferisci eseguire?

Va bene qualunque cosa, da opere classiche famose a colonne sonore di film, e le persone riescono sempre a stupirmi”, racconta Yakir. Come per esempio quando qualcuno a Boston gli ha chiesto di confrontarsi niente meno che con la nona sinfonia di Beethoven, oppure come quando non conosce la musica che gli viene proposta e allora chiede allo spettatore di cantargliela. “Il mio scopo – sottolinea – non è tanto trovare una base da cui partire ma soprattutto rendere il pubblico partecipe del mio processo creativo”. Il risultato di tale interazione non è dunque un’interpretazione dei pezzi già esistenti ma “musiche assolutamente nuove, mai sentite”.

C’è un compositore a cui sei legato musicalmente?

Sono molto legato a Bach perchè quando mia mamma era in attesa della mia nascita, mio padre faceva ascoltare la musica di Bach , la musica classica e le melodie classiche napoletane.

Che rapporto hai con la nostra bella nazione?

Splendido. Tutti e due i miei genitori sono italiani. Mia madre milanese e mio padre nato a Roma. Amo di questo paese per il grande senso di umanità che trasmette.

Quali sono i tuoi progetti futuri?

Ho finito da poco di registrare il mio primo disco-piano . Grazie ad un produttore americano uscirà in autunno. In questo lavoro improvviso i temi della musica classica ed improvviso miei temi mescolandoli insieme.

Ci parli del concerto di Tarquinia del 5 Agosto?

Certo, sono onoratissimo di poter partecipare alla 16° edizione dell’ Etruriia Music Festival . Mi esibirò nella Basilica di Santa Maria in Castello. Eseguirò un repertorio molto improvvisato, che partirà sempre dalla musica classica. Poi come facevano i grandi conpostitori di di 200-300 anni fa improvviserò cercando di mescolare insieme molti generi di musica.

A quali hobby ti dedichi quando non sei impegnato con la tua amata musica?

Sono appassionato di astrofisica, poi amo la matematica sin da bambino perchè ho sempre abbinato i numeri ai colori.

Se nella tua vita non avresti incontrato la musica, a cosa ti saresti dedicato?

Sicuramente il pittore. Avrei dipinto paesaggi astratti e colori che ho dentro di me.

 

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