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Buon compleanno Peanuts: 70 anni di successi per Charlie Brown e Snoopy

Il 2 ottobre 1950 usciva la prima striscia disegnata da Charles M. Schulz

(New York)- L’impacciato Charlie Brown, la scorbutica Lucy, il tenero Linus, l’intraprendente Piperita Patty, il solitario Schroeder e naturalmente il cagnolino Snoopy hanno esordito ufficialmente il 2 ottobre 1950. La striscia che li vede protagonisti è stata pubblicata quotidianamente fino al 13 febbraio del 2000, il giorno successivo alla morte del loro autore, Charles M. Schulz. In 70 anni i Peanuts non hanno mai smesso di commuovere piccini e adulti. Per gran parte della sua produzione, il fumetto è stato pubblicato in strisce quotidiane di quattro vignette, diventando uno dei più famosi e influenti al mondo, diffuso per 50 anni su oltre 2600 testate, tradotto in più di 20 lingue e pubblicato in oltre 70 nazioni.

L’AUTORE – Dal 2 ottobre 1950 Charles M. Schulz, fino sua morte avvenuta nel sonno (nel 2000), disegnò 17.897 strisce, una al giorno, dal lunedì al venerdì, con un ritmo orario metodico da impiegato, dalle 9 del mattino alle 16. Lo stile è minimalista, senza sfondi, oppure tratteggiati sommariamente come se costringesse “i suoi lettori a focalizzarsi sulle sfumature sottili, piuttosto che su ampie azioni o passaggi improvvisi”. Schulz mantenne questa impostazione per tutta la vita, riaffermando nel 1994 l’importanza di costruire le strisce completamente da solo: “Non si tratta di una sciocca questione di riempire dei riquadri d’inchiostro. È un’impresa terribilmente seria”.

LA RAGAZZINA DAI CAPELLI ROSSI – Schulz era un uomo timido e riservato. Da un compagno di liceo prese in prestito il nome del personaggio in cui mise tutto se stesso: Charlie Brown. Una donna che nel 1950 respinse la sua proposta del matrimonio fu cambiata in una creatura continuamente nominata ma che nessuno ha mai visto: la ragazzina dai capelli rossi.

I PERSONAGGI – Caratteristica comune è l’assenza degli adulti, che non compaiono mai se non citati indirettamente. I personaggi non invecchiano tranne quelli che avevano esordito come neonati e che vengono poi rappresentati con un’età simile a quella degli altri più grandi. Il protagonista. Frustrazioni, insicurezze, illusioni, ansie dei personaggi bambini hanno sempre rispecchiato quelle dei lettori. E Charlie, in particolare, sembra soffrire degli stessi problemi degli adulti (più precisamente del maschio medio americano): in una società molto competitiva, non è un adone, non primeggia nello sport, né tanto meno con le donne, è bullizzato. E’ in poche parole un perdente. Perdente ma refrattario all’arroganza e al narcisismo. E non molla, non molla mai. Si rialza e non si fa sopraffare dalle prepotenze. Un bambino resiliente.

PERCHE’ SI CHIAMANO PEANUTS – La prima vignetta di Charlie Brown è uscita su sette giornali contemporaneamente. Ma Charles M. Schulz avrebbe voluto che la striscia fosse intitolata “Good Ol’ Charlie” (il buon vecchio Charlie), ma il suo editore preferì chiamarla Peanuts, noccioline, che era un modo comune per chiamare i bambini, un termine preso in prestito da uno show televisivo dell’epoca. “Non mi piace nemmeno la parola”, diceva Schulz. “Non è una bella parola. È totalmente ridicola, non ha nessun significato, genera semplicemente confusione e non ha dignità. E io penso che il mio umorismo abbia dignità”.

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