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Il genitore ha l’obbligo di vigilare ed educare il minore all’uso dei mezzi di comunicazione

Nozioni Giuridiche dell'Avvocato Francesca Pileggi

A stabilirlo il Tribunale per i Minorenni di Caltanissetta che ha dichiarato decaduto dalla responsabilità genitoriale un genitore, venuto meno ai doveri di educazione e di vigilanza sul minore. E infatti, “gli obblighi inerenti la responsabilità genitoriale impongono non solo il dovere di impartire al minore una adeguata educazione all’utilizzo dei mezzi di comunicazione, ma anche di compiere un’attività vigilanza sul minore per quanto concerne il suddetto utilizzo”.

Poiché i minori utilizzano in maniera eccessiva e anomala i mezzi di comunicazione  è necessario attuare una una costante formazione, tesa ad evitare o limitare i pericoli in cui possono incorrere.Pertanto, il dovere di vigilanza dei genitori “deve sostanziarsi in una limitazione sia quantitativa che qualitativa dell’accesso a internet, al fine di evitare che quel potente mezzo fortemente relazionale e divulgativo possa essere utilizzato in modo non adeguato da parte dei minori”. Sebbene l’impiego di tali mezzi determini “l’esercizio di un diritto di libertà, ossia del diritto all’informazione e alla comunicazione, riconducibile alla libertà di espressione” di ricevere e comunicare informazioni e idee, tale diritto non può incidere sulla dignità della persona, “trova un limite nella tutela della dignità della persona, specie se minore di età. […] I minori sono infatti soggetti deboli e, in quanto tali, necessitano di apposita tutela, non avendo ancora raggiunto un’adeguata maturità ed essendo ancora in corso il processo relativo alla loro formazione”.

Per il Tribunale “l’anomalo utilizzo da parte del minore dei mezzi offerti dalla moderna tecnologia tale da lederne la dignità cagionando un serio pericolo per il sano sviluppo psicofisico dello stesso, può essere sintomatico di una scarsa educazione e vigilanza da parte dei genitori”. I genitori sono tenuti “non solo ad impartire ai propri figli minori un’educazione consona alle proprie condizioni socioeconomiche, ma anche ad adempiere a quell’attività di verifica e controllo sulla effettiva acquisizione di quei valori da parte del minore”. E, riguardo all’uso di internet, il dovere di vigilanza deve sostanziarsi “in una limitazione sia quantitativa che qualitativa” dell’accesso, se ciò è necessario ad evitare che il mezzo possa essere usato in modo non adeguato (cfr. Trib. Teramo,16.1.2012).

I pericoli ai quali il minore è esposto nell’uso della rete telematica rendono quindi necessaria una tutela degli stessi, indipendentemente dalle competenze digitali da loro maturate.

 

Avv. Francesca Pileggi

 

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