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Vinitaly: chiude con record incidenza, presente anche la Distilleria Petrone

L' antica Distilleria Petrone presente al principale evento del vino italiano

(Verona)-Vinitaly finalmente torna in presenza dopo due anni di stop forzato causa pandemia. 
Al principale evento del vino italiano (la 54ma edizione attiva dal 10 al 13 aprile), prendono parte circa 4.400 espositori e quasi 700 buyer professionali provenienti da 50 paesi. 
Ben 130 tra questi, provengono da Usa e Canada ovvero la prima area di sbocco per il vino italiano con un giro d’affari superiore ai 2 miliardi (sui 7,1 complessivi di export 2021) registrati tra gli Usa, primo mercato in assoluto (con 1,7 miliardi di fatturato) e il Canada (quinto sbocco estero con 393 milioni).
Ma nel HQ di Veronafiere in questi due anni di stop forzato, utilizzando anche le indicazioni emerse dalla “special edition” in forma ridotta che si è tenuta ad autunno scorso, hanno messo a punto un piano che tratteggia una vera svolta in senso professionale e che la manifestazione avvierà da subito, per completarlo poi nei prossimi anni:
le aziende infatti considerano il brand Vinitaly centrale per la promozione all’estero del vino italiano e considerano centrale anche il binomio con Verona». «Ma la richiesta forte che è emersa – ha aggiunto il dg di Veronafiere, Giovanni Mantovani – è quella per una maggiore professionalizzazione di Vinitaly.
In quest’ottica da quest’anno partirà infatti una massiccia profilazione di tutti i partecipanti, che avverrà in sede di accredito alla manifestazione, con la quale cominceremo a distinguere il buyer dal ristoratore e dal sommelier professionista fino al semplice appassionato.
Questo ci porterà già da quest’anno a concentrare il pubblico professionale nelle giornate di lunedì e martedì dirottando gli appassionati su domenica e mercoledì per poi completare la riorganizzazione e arrivare al nuovo assetto entro il 2024.
Un assetto che dovrà portare a concentrare i professionisti in fiera e gli appassionati in città per gli eventi diffusi di Vinitaly and the City».
Tornando al vino, il biennio pandemico ha introdotto anche alcuni cambiamenti rilevanti nelle abitudini di consumo: ben nove italiani su dieci (fonte Wine monitor) nel 2021 hanno confermato di aver consumato almeno una volta vino.
I consumi complessivi che erano a quota 14,8 miliardi di euro nel 2019, nel 2020 a causa della prolungata chiusura di bar e ristoranti sono precipitati a 12,4 mld e solo lo scorso anno sono risaliti a 13,8 mld.
Ancora non si è recuperato tutto ma siamo sulla buona strada.
E così, tra un padiglione e l’altro non possiamo non immergerci nell’atmosfera: dalla storica Ferrari Trento alla Masi Agricola, passando per la celebre Antica Distilleria Petrone fino alle pregiatissime selezioni di Ca di Rajo, Di Meo, Vigne Irpine e Donnafugata.
Ogni azienda è espressione del proprio territorio e del tramandare ricette, idee e prodotti tipici del proprio luogo di origine.
Sono tantissimi i noti produttori che ogni anno onorano questa manifestazione e che provano ad esportare il vero ed ancora fortemente voluto concetto di “Made in Italy”.
Per questo non ci resta che aspettarvi in fiera, consapevoli del fatto che sarà, come sempre, una meravigliosa esperienza.
https://www.distilleriapetrone.it/
#enjoyourtrade

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