Attualità

Trump firma l’intesa con la Cina

Firmato un accordo tra Washington e Pechino per una tregua nella guerra dei dazi tra i due Paesi

(Washington) – Donald Trump ha firmato la cosiddetta “fase uno” dell’accordo commerciale con la Cina insieme al vicepremier cinese Liu He. “Un passo importante verso un commercio equo con la Cina – ha commentato il presidente Usa . In tanti pensavano che questo non potesse mai accadere”. E, parlando del presidente cinese Xi Jinping, ha affermato: “Un mio grande, grande amico. Abbiamo creato un rapporto molto stretto”.

Una prima tregua, seppur di portata relativa. È così che analisti e mercati hanno salutato ieri la firma dell’accordo commerciale preliminare tra Stati Uniti e Cina (Fase 1), al termine di tre giorni di «serrata comunicazione» a Washington, tra i negoziatori americani e la delegazione cinese guidata dal vice primo ministro Liu He. Definendo “storica” la mini intesa con Pechino, il tycoon ha sottolineato come l’accordo “riscriva gli errori del passato per offrire un futuro di giustizia economica e di sicurezza per i lavoratori, gli agricoltori e le famiglie americane”. “In un futuro prossimo andrò in Cina”, ha poi aggiunto. La visita segnerà l’inizio dei negoziati per la “fase due” dell’accordo.

L’accordo vero e proprio (Fase 2) arriverà infatti dopo le presidenziali statunitensi del prossimo novembre, come ha confermato lo stesso Donald Trump. Il testo dell’accordo non è stato pubblicato. Ciò che è trapelato, è che i due Paesi si impegnano innanzitutto a non imporre nuovi dazi punitivi. Gli USA hanno eliminato dal tavolo le tariffe del 15% per prodotti cinesi del valore di quasi 160 miliardi di dollari ( a cui Pechino era intenzionato a rispondere con dazi su 3.300 prodotti made in USA) che erano state minacciate lo scorso autunno. Inoltre sono stati dimezzati al 7,5% i balzelli su altri 120 miliardi di prodotti cinesi. Tuttavia, restano in vigore i dazi del 25% per un valore di 250 miliardi di dollari introdotti nel 2018.

Delle misure beneficiano vari settori, ad esempio elettronica, giochi, abbigliamento ma anche alimentari e agricoltura. Da parte sua, la Cina si impegna ad importare beni dagli Stati Uniti nel settore manifatturiero, dei servizi, dell’agricoltura per i prossimi due anni per oltre il doppio di quanto fatto nel 2017: da 186 miliardi di dollari, gli acquisti dovrebbero schizzare a 386 miliardi.

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