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VACCINI; VERSO OK ASTRAZENECA

Manca ancora il pronunciamento dell'Agenzia italiana del farmaco

(Roma)- Fumata bianca, secondo quanto si apprende, per la  somministrazione del vaccino AstraZeneca fino ai 65 anni, purché in buona salute. E’ la sintesi trovata nel corso del vertice tra ministero della Salute, Aifa, Iss, Regioni e Agenas, che si è riunito oggi. Per procedere concretamente occorrerà, però,  il pronunciamento dell’Aifa, che decide in autonomia su farmaci e  vaccini.

Palù:  “Se occorre lo rivalutiamo” “Consideriamo anche AstraZeneca un vaccino efficace, e probabilmente gli inglesi che lo hanno sperimentato ritardando la seconda somministrazione dalle 8 alle 12 settimane perché ovviamente immersi nella crisi di una diffusione rapida delle varianti” di Sars-CoV-2, hanno trovato che questi soggetti erano protetti, che potevano coprire una maggior parte della popolazione. Quindi probabilmente anche noi rivaluteremo se occorre questo suggerimento” ha dichiarato stamane Giorgio Palù, virologo e presidente dell’Agenzia italiana del farmaco. Intanto Parte a rilento la campagna di vaccinazione con Astrazeneca: le prime 249mila dosi consegnate all’Italia sono state tutte distribuite ma le somministrazioni non sono ancora cominciate.

Astrazeneca  ha fatto sapere di aver ottenuto dall’Oms l’approvazione per l’uso di emergenza in individui di età pari o superiore a 18 anni, compresi gli over 65. L’uso di emergenza consente la somministrazione di due dosi del vaccino in un intervallo di tempo che va dalle quattro alle 12 settimane. Negli studi clinici, secondo l’azienda, questo regime «si è dimostrato sicuro ed efficace nella prevenzione del Covid-19 sintomatico, senza casi gravi e senza ricoveri oltre 14 giorni dopo la seconda dose». Gli esperti dell’Oms hanno raccomandato un intervallo di somministrazione da otto a 12 settimane.

E hanno raccomandato l’uso del vaccino anche nei Paesi in cui sono prevalenti nuove  varianti covid, inclusa quella sudafricana. ver 55. Anci, Decaro scrive a Gelmini: “Noi sindaci pronti a collaborare” “Cara ministra, a nome della comunità dei sindaci italiani, ti auguro buon lavoro. Ti rinnovo la nostra disponibilità a proseguire lungo la strada della collaborazione e in virtù di questa disponibilità ti rappresento l’opportunità di un coinvolgimento diretto dell’Anci per quanto concerne il piano vaccinale”. Il presidente dell’Associazione Nazionale Comuni Italiani e sindaco di Bari, Antonio Decaro, scrive alla neoministra per le Autonomie e gli Affari regionali, Mariastella Gelmini. “Per quanto riguarda l’individuazione delle strutture e dei luoghi per la somministrazione vaccinale – scrive Decaro – al fine di garantire una diffusione il più possibile capillare su tutto il territorio. Imprimere il massimo dell’accelerazione possibile per raggiungere l’immunità di gregge è l’obiettivo primario che deve vedere tutte le istituzioni, soprattutto quelle territoriali, coinvolte e impegnate in questo sforzo”.

Le “indicazioni precise” chieste dalle Regioni al ministro, spiega il coordinatore della Commissione e assessore alla Salute del Piemonte Luigi Icardi, sono tre: sull’uso di Astrazeneca sulle persone over 55 e senza patologie, sull’acquisto da parte dell’Italia di vaccini in autonomia rispetto agli accordi con l’Europa e sulla data di somministrazione della seconda dose”. Su quest’ultimo punto il ministero ha risposto con la circolare pubblicata oggi con la quale l’Aifa raccomanda che la seconda dose sia somministrata “idealmente nel corso della 12/a settimana (da 78 a 84 giorni) e comunque ad una distanza di almeno 10 settimane (63) giorni dalla prima dose”. Nella circolare si sottolinea inoltre che, non essendoci dati disponibili sull’intercambiabilità del siero con altri vaccini, “i soggetti che hanno ricevuto la prima dose” di Astrazeneca, “devono ricevere la seconda dose” dello stesso farmaco “per completare il ciclo di vaccinazione”. Anche sulla possibilità di utilizzare il siero per le persone oltre i 55 anni senza patologie l’Aifa ha già risposto, il 2 febbraio: “sulla base dei risultati di immunogenicità e dei dati di sicurezza, il rapporto beneficio/rischio di tale vaccino risulta favorevole anche nei soggetti più anziani senza fattori di rischio”.

 

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