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Via libera in Italia al vaccino monodose Johnson & Johnson

La Commissione tecnico-scientifica (CTS) dell'Agenzia si è riunita oggi ed ha confermato la valutazione dell'EMA sull'efficacia del vaccino

(Amsterdam)- Via libera anche dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) al vaccino anti-Covid dell’azienda Johnson &Johnson per l’autorizzazione all’immissione in commercio e all’utilizzo nell’ambito del Servizio sanitario nazionale. Ieri il vaccino J&J aveva ottenuto l’approvazione dall’Agenzia europea dei medicinali Ema.  Si tratta del quarto vaccino anti-Covid approvato in Italia dopo quelli di Pfizer-BionTech, Moderna e AstraZeneca.  AIFA ha autorizzato il vaccino Janssen di Johnson&Johnson per la prevenzione della malattia COVID-19 per i soggetti al di sopra dei 18 anni, come da indicazione EMA. Il vaccino sarà dunque messo a disposizione a carico del SSN.

La Commissione tecnico-scientifica (CTS) dell’Agenzia si è riunita oggi ed ha confermato la valutazione dell’EMA sull’efficacia del vaccino che nelle forme gravi arriva fino al 77% dopo 14 giorni dalla somministrazione e all’85% dopo 28 giorni dalla somministrazione. I dati attualmente disponibili, rileva l’Aifa in una nota, “hanno mostrato che nei soggetti over65 non si è notata alcuna flessione nella efficacia.  Il vaccino Janssen, il quarto approvato, si aggiunge come un’altra utile opzione con un beneficio rilevante nel contrasto alla pandemia”. Lettera intenti Patheon Thermo Fisher per produzione Italia “Ieri Patheon Thermo Fisher ha firmato una lettera di intenti per la produzione di massa di un vaccino in Italia. A questo stadio, l’azienda non intende fornire ulteriori dettagli”. Lo precisano fonti del Governo. La Patheon Thermo Fisher è un’azienda farmaceutica multinazionale con due stabilimenti produttivi in Italia, a Ferentino (Fr) e Monza. Nasce dalla fusione della statunitense Thermo Fisher Scientific e la canadese Patheon. Ha più di 55 sedi in vari paesi: negli Stati Uniti, in Canada, Cina, Giappone, Australia e in Europa nei Paesi Bassi, in Gran Bretagna, Francia, Germania, Austria.

 

Come da indicazione dell’Ema, il vaccino Johnson & Johnson è stato approvato per tutte le classi di età sopra i 18 anni. Si tratta dell’unico vaccino disponibile finora per il quale basta una sola dose, e stando al nuovo piano vaccinale sono attese per il secondo trimestre 7,3 milioni di dosi nel nostro Paese.

La Commissione tecnico-scientifica dell’Agenzia riunita oggi, si legge in una nota, “ha confermato la valutazione dell’Ema sull’efficacia del vaccino che nelle forme gravi arriva fino al 77 per cento dopo 14 giorni dalla somministrazione e all’85 per cento dopo 28 giorni dalla somministrazione. I dati attualmente disponibili hanno mostrato che nei soggetti over 65 non si è notata alcuna flessione nella efficacia. Il vaccino Johnson, il quarto approvato,  si aggiunge  come un’altra utile opzione con un beneficio rilevante nel contrasto alla pandemia”.

Il vaccino anti-Covid della multinazionale Johnson & Johnson, che ha ottenuto ieri il via libera dall’Agenza europea dei medicinali Ema, promette di essere un’arma efficace anche contro la minaccia rappresentata dalle varianti del virus SarsCov2, in particolare rispetto alle cosiddette mutazioni sudafricana e brasiliana, e sembrerebbe avere efficacia anche contro la variante inglese. A spiegarlo in un’intervista all’ANSA è Johan Van Hoof, responsabile Area Malattie infettive e Vaccini di Janssen, azienda del gruppo J&J che ha sviluppato il farmaco.

«I dati che abbiamo – spiega Van Hoof – si basano sul nostro studio su larga scala, che ha visto l’arruolamento di 44mila persone in diversi Paesi dove, durante quel periodo, c’era un’alta incidenza di contagi ed erano anche presenti delle nuove varianti. Siamo stati in grado di sequenziare una grande parte dei casi che si sono verificati nello studio. Per questo, sappiamo che più del 95% dei casi in Sud Africa erano effettivamente causati dalla variante sudafricana». Qui, precisa, «abbiamo rilevato nel complesso un’alta efficacia, dell’81%, contro le forme gravi della malattia. Se guardiamo a casi ancora più critici, come l’ospedalizzazione e la morte, in Sud Africa abbiamo avuto zero ricoveri a causa della Covid dopo il 28/mo giorno dalla vaccinazione e zero morti legate a Covid. Questi dati sono estremamente incoraggianti perché – sottolinea – dimostrano che il vaccino protegge contro la variante sudafricana».

 

 

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