Maria Luisa Anele ha iniziato gli studi di recitazione qualche anno fa, diplomandosi in Recitazione ed Arti dello Spettacolo presso l’Accademia degli Artisti a Firenze. Classe 1990, calabrese, ha il fascino mediterraneo. Ha poi proseguito la specializzazione del mestiere presso seminari e masterclass di Actor Training e Script Analysis. Dal 15 gennaio è al cinema con “Prendiamoci una Pausa”, per la regia di Christian Marazziti. Si tratta di una divertente pellicola che segue la storia di tre coppie, di tre età diverse, che hanno preso un’unica decisione, ovvero prendersi una “pausa di riflessione”. Nel film un grande cast: a far compagnia a Maria Luisa Anele, che ha un ruolo minore ma intenso, nomi di protagonisti assoluti come – tra gli altri – Paolo Calabresi, Ilaria Pastorelli, Marco Giallini, Claudia Gerini, Ricky Memphis. Prodotto da Camaleo e distribuito da Eagle Pictures, in esclusiva per Twikie condivide il proprio cammino professionale, arricchito da numerosi dettagli che consentono di approfondire la conoscenza di questa talentuosa figura nel panorama artistico italiano.

Che esperienza è stata il film “Prendiamoci una Pausa”?
“È stata un’esperienza molto piacevole e stimolante, un set in cui la leggerezza conviveva con una grande attenzione al lavoro, sugli attori e sui dialoghi. Mi ha colpito il clima di ascolto e collaborazione che ha reso tutto fluido e naturale”.

Ci puoi racconti il tuo ruolo in questo progetto cinematografico importante ?
” Interpreto Fulvia, un personaggio che entra in scena con decisione e ironia. È una donna diretta che segue ciò che sente senza troppi filtri. In pochi minuti riesce a lasciare un’impronta chiara, proprio perché presente, concreta e riconoscibile”.
Come nasce la tua passione per la recitazione ?
” Nasce da un’esigenza personale, prima ancora che come progetto. La recitazione è stata fin dall’inizio uno spazio di osservazione e di ascolto delle persone e delle emozioni. Col tempo è diventata una scelta più consapevole, un linguaggio attraverso cui raccontare storie”.
Invece come nasce il tuo percorso professionale
” Il mio percorso è stato graduale, ho fatto esperienze diverse osservando molto e aspettando il momento giusto senza forzare i tempi. Credo nei percorsi costruiti passo dopo passo, con pazienza e coerenza”.
Nel tuo percorso c’è un punto di riferimento ?
“Non ho un punto di riferimento unico. Nel tempo ho imparato a osservare persone che lavorano con serietà e rispetto e a prendere spunto più dal loro modo di stare nel lavoro che da un percorso specifico. Sono le attitudini più che i nomi a guidarmi”.
C’è un ricordo professionale che porti nel cuore ?
“Un ricordo che porto con me è il set del film “ Runner “ di Nicola Barnaba. Girare in Calabria, la mia terra di origine, e vedere nevicare è stato qualcosa di inatteso e spettacolare. Ricordo l’atmosfera sul set, noi attori intorno al fuoco ad aspettare le scene, a parlare e a condividere il tempo. In quei momenti senti che il lavoro non è solo recitazione, ma relazione. E quando la natura fa la sua parte senza effetti speciali, capisci che certe immagini restano per sempre”.
Adesso a quale progetto stai lavorando ?
“In questo periodo sto vivendo l’uscita del film con curiosità. È una fase in cui preferisco osservare cosa succede senza anticipare troppo. A volte le cose migliori arrivano proprio quando non le stai inseguendo…”.
Un sogno nel cassetto da realizzare ?
“Continuare a lavorare su progetti che sento davvero interessanti e che possano lasciare un segno anche alle generazioni future, perché il cinema vero sa arrivare dritto al cuore”.
Tre cose importanti nella tua vita a cui non puoi assolutamente rinunciare ?
“La famiglia, che è il mio centro. Il lavoro fatto bene. I momenti autentici, che ci ricordano quanto siano preziosi anche gli attimi che spesso diamo per scontati”.
Da calabrese doc in cosa sei simile alla tua adorata terra?
“C’è un legame speciale tra i gesti, il tempo condiviso e la cura, un po’ come in cucina. Anche delle semplici patate ‘mbacchiuse (rosolate tutte attaccate tra loro) possono diventare un piccolo capolavoro… e il mio consiglio? vi l’aviti mangià! (ve lo dovete mangiare!) “.
Photo Credits: Ph Fausto Giubbolini, Ph Francesco Caruso, Ph Paolo Palmieri