ESCLUSIVE

PINO AMICI: MAESTRO DEL RITRATTO

La nostra intervista esclusiva Ecco la nostra intervista esclusiva con il rinomato fotografo Pino Amici, maestro nel campo del ritratto fotografico.

Pino Amici, fotografo di grande esperienza e maestro nei generi legati al ritratto, si distingue per il suo carattere deciso e determinato. È noto per la sua costante capacità di sorprendere e ottenere risultati significativi, riuscendo a catturare e rappresentare in modo autentico e naturale la sensualità. Condivide in esclusiva per Twikie il proprio percorso professionale, arricchito da numerosi dettagli che delineano un profilo di elevata brillantezza e professionalità.

Come inizia la tua passione per la fotografia?

“È una passione che mi accompagna fin da ragazzo, anche se per molto tempo è rimasta legata alla dimensione del viaggio e del ricordo. Tutto è iniziato nel 1984 con una Pentax ME Super: quegli scatti erano i primi passi di un dialogo con la realtà che non si è mai interrotto. Nel corso degli anni ho cambiato diversi sistemi, passando per le gloriose Nikon analogiche e le prime compatte digitali, ma la fotografia è sempre stata lì, un punto fermo che aspettava solo il momento giusto per evolversi in qualcosa di più profondo di un semplice scatto da turista”.

Invece il tuo percorso professionale?

“La vera svolta qualitativa è avvenuta nel 2016, con l’approdo al sistema Full Frame. In quel momento è scattato qualcosa: non volevo più solo “fare foto”, volevo “creare immagini”. Ho iniziato a studiare con uno sguardo critico, frequentando workshop e approfondendo lo studio degli schemi di luce. Ho capito che un ritratto non è solo un volto, ma una costruzione tridimensionale fatta di ombre e volumi. Oggi lavoro con una Nikon Z6II e ottiche specifiche, ma ciò che conta davvero è il percorso di studio continuo che mi ha portato a gestire ogni aspetto dello scatto, dalla pianificazione alla realizzazione finale”.

Cosa ti affascina di più della tua professione di Fotografia?

“L’aspetto che più mi cattura è la capacità di governare gli elementi. Mi affascina la fase di studio che precede lo scatto: l’uso di strumenti come PhotoPills per prevedere la luce in ambito paesaggistico o lo studio meticoloso della luce (tramite l’uso dell’esposimetro) e della posa. C’è una soddisfazione immensa nel vedere come una visione astratta si materializzi attraverso il controllo della tecnica. E poi c’è l’aspetto umano: il legame che si crea con i colleghi e con i soggetti, uno scambio continuo che arricchisce non solo il portfolio, ma anche l’orizzonte personale”.

Quali sono i generi fotografici che adori?

“Il mio interesse è binario. Da un lato c’è la ritrattistica nelle sue forme più eleganti: moda, boudoir, glamour e nudo artistico. Qui cerco la maestria nella posa e la coerenza del genere. Dall’altro lato, adoro il paesaggio, specialmente quello notturno. Sono due mondi solo apparentemente distanti: in entrambi, il mio obiettivo è domare la luce per trasmettere un’atmosfera che vada oltre la semplice visione naturale”.

C’è un progetto fotografico che porti sempre nel cuore?

“Attualmente sono molto concentrato su un progetto che mira a unire fotografia e pittura. L’obiettivo è lavorare con gruppi di persone per ricreare immagini corali che richiamino l’estetica dei maestri del ‘500 e del ‘600. È una sfida ambiziosa che richiede una gestione della luce quasi “caravaggesca” e una direzione dei soggetti estremamente precisa. È un progetto che sento molto mio perché sintetizza perfettamente la mia idea di fotografia come costruzione artistica”.

La fotografia è per te una forma di espressione o un modo per documentare la realtà?

“È decisamente una forma di espressione e di rielaborazione. Non mi sento un fotografo di reportage; non cerco la realtà “nuda”. Al contrario, credo fermamente nella manipolazione consapevole dell’immagine per raggiungere la propria visione. Qui entra in gioco la post-produzione: uso Photoshop non per “correggere”, ma per completare l’opera. Che si tratti di enfatizzare i volumi con il dodge and burn nel ritratto o di fondere esposizioni multiple e maschere di luminosità in un paesaggio notturno, la post-produzione è lo strumento fondamentale che trasforma la realtà in arte”.

Un sogno nel cassetto da realizzare?

“Il mio obiettivo principale è il raggiungimento di una maestria tecnica assoluta nella guida della posa e nell’illuminazione. Vorrei che ogni mio ritratto fosse immediatamente riconoscibile per la sua coerenza stilistica e tecnica. Il mio “sogno” è la continua crescita: affinare quella capacità di armonizzare luce, soggetto e ambiente in modo che l’immagine finale risulti potente e impeccabile sotto ogni punto di vista”.

Un complimento che ti fa sempre piacere ricevere?

Il complimento più autentico è quello silenzioso: lo sguardo del soggetto che fotografo. Quando, a fine lavoro, mostro l’immagine e vedo il volto della persona illuminarsi di stupore nel vedersi proiettata in una dimensione artistica che non immaginava, capisco che abbiamo creato qualcosa di speciale. Quel momento di meraviglia condivisa vale più di mille parole.

Se non avessi intrapreso questa carriera professionale oggi chi saresti?

“Probabilmente sarei ancora immerso nei miei studi di Storia e Politica. Sono passioni che non mi hanno mai abbandonato e che continuano a influenzare il mio modo di osservare il mondo. Tuttavia, oggi la fotografia è il centro di gravità della mia vita; pur portando con me il bagaglio culturale del mio passato, non riesco a immaginarmi in un ruolo che non preveda una fotocamera tra le mani e una visione da realizzare”.

Articoli correlati

Pulsante per tornare all'inizio