Musica

MANESKIN CENSURATI ALL’EUROVISION

Zitti e buoni" che ha vinto il Festival di Sanremo arriverà senza imprecazioni e tagliata, i ragazzi si difendono: "Abbiamo accettato le regole per non farci escludere"

(Roma)- Tagliare alcune parti del brano “Zitti e buoni” per partecipare all’Eurovision? “Non ci ha fatto piacere, l’abbiamo fatto perché altrimenti ci avrebbero squalificato. Abbiamo tolto una parolaccia, è stata una scelta di buon senso. Bisogna anche rendersi conto della realtà dei fatti, siamo ribelli, ma non scemi”. Così Damiano ha spiegato la scelta di censurare le “parolacce” dal brano con cui i Maneskin hanno vinto il Festival di Sanremo. 

“Non ci ha fatto piacere cambiare il testo, ma c’è un discorso buonsenso nelle cose – proseguono – Noi diciamo che non ci facciamo cambiare, ma il regolamento è così, Abbiamo pensato fosse più importante partecipare che tenere una parolaccia nel testo che lascia il tempo che trova”.

“Zitti e buoni” arriverà all’Eurovision modificata, sia perché accorciata a 3 minuti, sia perché  verranno cambiati due versi: “Vi conviene toccarvi i coglioni” diventerà “vi conviene non fare più errori” e “non sa di che c…o parla” sarà “non sa di che cosa parla”. Il regolamento dell’Eurovision prevede infatti che i brani durino non più di tre minuti e non contengano imprecazioni o linguaggi inaccettabili.

Ora sono pronti ad approdare all’Eurovision Song Contest, che però – da regolamento – è un po’ più bacchettone del festival nostrano e non accetta parolacce nei testi, tanto da costringere la band ad autocensurarsi per esibirsi a Rotterdam.
Siamo ribelli, mica scemi – sintetizza con un sorriso Damiano, il frontman del gruppo -. Non ci ha fatto piacere dover cambiare il testo, ma c’è un discorso di buon senso“.
I Maneskin, smaltita la sbornia da Sanremo, sono pronti a presentare il loro nuovo progetto discografico, a due anni dal debutto con Il ballo della vita: Teatro d’ira – Vol.I, prima parte di un progetto più ampio, registrato tutto in presa diretta al Mulino Recording Studio di Acquapendente (VT) per ricreare la dimensione live.
“Il titolo – spiegano i quattro giovani artisti – fa riferimento a un’ira catartica, la nostra rabbia trasformata in qualcosa di positivo, che porta a cambiare le cose”. Un disco, ribadiscono, “tutto suonato, crudo, contemporaneo che ci rappresenta oggi”. E pace, se qualche purista del rock, storce la bocca. “Non siamo i Led Zeppelin – attacca Damiano -, ma ci devi arrivare a essere i Led Zeppelin, dateci il tempo.
Noi nel frattempo dormiamo sereni”. I Maneskin hanno anche annunciato il loro primo tour nei palasport: al via il 14 dicembre da Roma con una doppia data già sold out, come esaurite anche le successive due a Milano (il 18 e 19 dicembre). Il tour prosegue poi altre sette date per concludersi il 23 aprile 2022 all’Arena di Verona.

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