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Tra spaghetti e fish & chips

Intervista con la cantautrice Gisella Cozzo

Gisella Cozzo è entrata nelle nostre case con “Joy” (I feel good I feel fine), colonna sonora del famoso spot della Coppa del nonno. È stata la voce degli spot di Coca Cola, Rio casa Mia, Levi’s, Poste Italiane, Chante Clair e molti altri. Una grinta fuori dal comune, frutto di un bel mix tra la sua origine italiana e l’Australia dove è nata e cresciuta. In lei tutto il colore e il calore delle donne del sud nonostante Melbourne sia la sua città. Cantautrice ed eccellente interprete, sul palco riesce a trascinare il suo pubblico in un viaggio ideale tra le regine del Soul e le sigle che l’hanno resa famosa.

Sei nata e cresciuta a Melbourne da genitori italiani. Qual era la cucina che aveva la meglio in casa tua?

In famiglia cucinavamo spaghetti ma fuori mangiavamo fish & chips. La cucina tradizionale italiana era la regina di casa. A scuola portavamo pane e mortadella; la domenica la nonna faceva le tagliatelle e a Natale il torrone “alla siciliana”. Cucino volentieri ma dopo un po’ mi rompo e preferisco cantare!

La tua è una famiglia eclettica e dinamica dove business e show sono sempre andati a braccetto.  Ti hanno lasciata libera di trovare la tua strada?

Devo ammettere che nonostante i miei avessero diversi negozi, non appena ho avuto l’età per farlo, sono andata a lavorare prima in una boutique e poi in un negozio di dischi per poter finanziare la scuola di canto e sostenere la mia indipendenza. A soli dodici anni prendevo ben tre mezzi per riuscire ad inseguire i miei sogni. Ai miei genitori va sicuramente il merito di avermi permesso di “volare” senza tenermi in alcun modo legata agli affari di famiglia.

Libera e indipendente ma con lo stesso uomo da molti anni. Qual è il segreto?

Ci siamo incontrati in aeroporto a Catania; io sembravo una pazzerella, con i miei capelli ricci e gli abiti colorati. Ha impiegato qualche mese a richiamarmi: era il 1986. …Ma poi non ci siamo più lasciati! Era destino che trovassi l’amore qui e tornassi a viverci in un ideale crossover tra l’Australia e quella che è la mia terra di origine. Il segreto? Tra noi c’è sempre stato rispetto reciproco, curiosità e voglia di condividere i progetti dell’altro. Michelangelo è il mio più grande sostenitore oltre che il più attento critico; si sposta di frequente per lavoro e, per questo, abbiamo viaggiato e viaggiamo moltissimo insieme. Sono consapevole di essere forte e fragile al tempo stesso: questo mio marito lo sa bene!

Sei una donna poliedrica ed esplosiva. Che mamma sei?

Una mamma che accudisce ma che è consapevole di quanto sia importante lasciare che Marcello trovi la sua strada. Non potrei mai essere di intralcio ai suoi progetti. Oggi Marcello studia a New York.  Sento la sua mancanza: mentirei a dire il contrario ma sono orgogliosa del suo percorso e della sua determinazione. In questo credo di essere molto più australiana che italiana!

Sei reduce da una serie di belle serate in giro per le piazze di tutta Italia: quali sono oggi i tuoi progetti?

Progetto di continuo! Non sono capace di stare con le mani in mano; anche quando non me lo aspetto, improvvisamente arriva una melodia che devo scrivere per paura che mi passi dalla mente. Mantengo aperte tante collaborazioni e sto lavorando all’idea di un nuovo spettacolo…Stay tuned!

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