Personaggi

MOLLICA SETTANTA

Il giornalista, in pensione da febbraio 2020 spegne le candeline la festa dei 70 anni fra l'omaggio di Topolino e l'amico Fiorello

(Roma)-La giornata del settantesimo compleanno di Vincenzo Mollica (è nato a Formigine il 27 gennaio del 1953) inizia a Viva Rai2! con una mega torta da cui esce una ballerina con la maschera di Giorgia Meloni danzante.er i suoi 70 anni verranno trasmesse su Rai Teche e RaiPlay le interviste piu belle in 40 anni di Tg1. E Vincenzo Mollica , di «incontri straordinari», come dice lui stesso, non ne ha fatti pochi: «Nel 1980 quando sono entrato in Rai, ho fatto 50 servizi, l’anno dopo 150 e poi circa 250 l’anno», racconta il giornalista al Corriere della Sera. «Federico Fellini, con Sophia Loren, Roberto Benigni, Massimo Troisi, Adriano Celentano, Vasco Rossi… Le interviste sono belle quando le persone con cui parli ti regalano qualcosa che sveglia qualcos’altro che hai dentro di te. Andrea Camilleri, Hugo Pratt, Andrea Pazienza, Guido Crepax. Per non dire di Leonard Cohen, Alda Merini, Paolo Conte… Tutte le volte sono uscito da questi incontri sentendomi una persona migliore. Con alcuni sono nate delle belle amicizie, legami veri. E adesso che non ci vedo più, sono i ricordi che si fanno vivi. Quando hai il buio negli occhi, cerchi pensieri che possano illuminarlo, cerchi di vedere quello che non vedi nella maniera piu festosa.

Dalla provincia di Modena al Canada

Vincenzo Mollica è nato il 27 gennaio 1953 a Formigine, in provincia di Modena, ma ha trascorso la sua infanzia in Canada, Paese in cui i genitori si erano trasferiti per motivi di lavoro. “All’inizio ci fermammo in una cittadina non distante dalle cascate del Niagara e poi a Toronto”, ha raccontato in una intervista ad  Antonio Gnoli per Robinson . In Canada, Pasquale Mollica aveva fondato un piccolo giornale in lingua italiana: “Credo che allora mi venne il desiderio di fare nella vita il giornalista”, ha aggiunto Vincenzo.

L’interesse per il giornalismo

E, durante l’adolescenza, la passione per cinema, fumetti e canzoni d’autore crebbe sempre di più, così come l’interesse nei confronti della lettura, della scrittura e del giornalismo. Poi il diploma al liceo classico di Locri e la laurea in Giurisprudenza, una facoltà scelta “non per fare l’avvocato o il magistrato ma perché mi spiegarono che quella era la via per chi sognava il giornalismo”, ha aggiunto ancora Mollica.

Gli inizi

“Ho cominciato la professione per una tv privata, poi nel 1980 approdai in Rai. Cercavano giovani per il Tg1. Fu Nuccio Fava ad assumermi, due giorni dopo toccò a Enrico Mentana. Eravamo ragazzi volenterosi”. E da allora, Mollica ha raccontato (in qualità di inviato) grandi eventi: il Festival di Sanremo, le cerimonie di premiazione degli Academy Awards, il Festival di Cannes e la Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia.

Non solo Tg1

Il giornalista è stato anche conduttore di trasmissioni televisive come PrismaTaratatà e Per fare mezzanotte. Ha anche curato la rubrica settimanale del Tg1 DoReCiakGulp. Ma il suo impegno professionale è anche andato oltre.

Libri e fumetti

Nel corso della sua carriera, infatti, Mollica non è stato soltanto giornalista ma anche autore e disegnatore e ha all’attivo diverse pubblicazioni: tra queste i romanzi brevi Romanzetto esci dal mio petto (1998), Strip strip hurrà! (2003) e Favoletta ristretta si fa leggere in fretta (2008). Lavori che Mollica, ha definito “Romanzetti e poemetti”. Così come, riferendosi ai suoi disegni, li ha descritti “l’opera di uno scarabocchiatore, un disegnatore ambulante”.Ma, come detto, lo stesso giornalista è a sua volta diventato un fumetto: “In alcune storie di Topolino ero Vincenzo Paperica e facevo quello che faccio nella vita. Lavoravo per Telepaperopoli e per il Papersera”. Un personaggio, quello di Paperica, disegnato da Giorgio Cavazzano “ma l’idea è stata di Andrea Pazienza  – ha raccontato Mollica – E Vincenzo Paperica è diventato il mio alter ego”.

L’addio

Nel 2020, durante il Festival di Sanremo, ha annunciato il suo pensionamento  ed è stato salutato con una standing ovation dal pubblico del teatro Ariston. ” Fu Rosario Fiorello a lanciare una petizione   perché facessi quell’ultimo Festival”, ha raccontato Mollica definendo “bellissimo” il rapporto con lo showman. “Lui è il genio nella lampada – ha detto il giornalista – La strofini ed esce fuori per dare forma alla sua televisione. Io sono entrato in Rai come essere umano e ne sono uscito come un pupazzo”, ha aggiunto spiegando che “Rosario mi ha reinventato come un pupazzo appunto, a cui ho prestato la voce”.

La malattia

Negli ultimi anni, il giornalista è stato alle prese con diversi problemi di salute che lo hanno allontanato dalla tv. I suoi “accidenti”, come li ha definiti lo stesso giornalista nella sua intervista a Gnoli, ossia la cecità, il diabete e il Parkinson. “Quando queste presenze si sono affacciate nella mia vita non mi sono messo di traverso, le ho accolte senza viverle come una maledizione o una benedizione. Ho cercato di andare d’accordo con queste tre avide signore”, ha raccontato.

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