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Il Castello dei San Severino è tra i più grandi d’Italia

Il Castello dei San Severino tra i più grandi d'Italia è interessato da una nuova campagna di scavi. A parlarne il presidente del MIMU di Mercato San Severino: Giuseppe Rescigno.

Il Castello dei San Severino continua a regalare scoperte e storie attraverso la nuova campagna di scavi. La cittadella fortificata è stato di recente presentato nel settimanale di TG 3 della RAI.

A raccontarci la storia e gli aneddoti di questo importante bene storico della Valle dell’Irno, il prof. Giuseppe Rescigno, storico e presidente del MIMU- Mini Struttura Museale di Mercato San Severino.

Prof. quando viene costruito il castello?
Nel 1066 con l’arrivo dei Normanni, dopo la sconfitta dei Longobardi. Il castello aveva una funzione ben precisa, difendere la capitale del principato ovvero Salerno. Era un snodo centrale per chi arrivava dal napoletano o dall’avellinese. Non dimentichiamo la presenza della Rota, situazione nella frazione di Curteri, dove da poco sono partiti degli scavi sull’area storica.

Quando è stato abbandonato?
Nel 1551 dopo la fuga di Ferrante in Francia, a seguire fu abitato da pastori di greggi e povera gente.

Cosa c’era al suo interno?
Parliamo di uno dei castelli più grandi d’Italia, al suo interno si contavano oltre 120 abitazioni dei corpi militari chiamati a vigilare e difendere il castello dagli assedi, tre chiese, il Palazzo dei San Severino.

Quando il Castello ha iniziato a ricevere le giuste attenzioni?
Nel 1985 ci fu una prima campagna di scavo con il prof. Peduto dell’Università di Salerno. Cinque anni prima il Castello era diventato proprietà del comune. Attualmente è in atto una nuova campagna di scavo. Al suo interno si contano come ho detto tre chiese, tra cui la cappella palatina del Palazzo San Severino, collassata, causa il passare del tempo e degli agenti atmosferici, sulla cripta. Qui pensavamo cci fossero delle tombe, ma non abbiamo trovato nulla.

Tre chiese sono tante per un castello?
Diciamo che trovare una cripta in una montagna è una rarità.

Quali sono i lavori da compiere sull’area?
In primis una deforestazione della vegetazione che poco alla volta si riprende i suoi spazi, oltre al recupero dei percorsi pedonali. E’ necessario superare questa fase di pandemia per riappropriarci come comunità di questo importante bene storico della nostra città.

E il MIMU?
Una piccola struttura che racconta il nostro castello, al suo interno c’è un modellino in scala del territorio di San Severino in epoca medievale, supporti didattici sulla storia e sugli scavi eseguiti negli anni. Nel corso del tempo oltre a organizzare incontri e mostre abbiamo anche sviluppato un fumetto per far conoscere ai più piccoli la storia del castello.

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