ESCLUSIVE

Germana Galdi: narrazioni di vita tra riflessi e trasparenze

La nostra intervista Esclusiva alla poliedrica artista Germana Galdi

Artista poliedrica e Art Counselor, esercita la funzione di modella per le proprie idee fotografiche e si dedica alla creazione di abiti con un marchio registrato. Acquarellista dal 1996 con il progetto “Riflessi e trasparenze”, impiega tecniche acriliche nel suo lavoro “Trame di vita” e illustra le sue frasi attraverso le “MyLightArt”; ha sviluppato un filone tematico dedicato al Jazz. Figlia e nipote di quattro artisti scomparsi prematuramente, ha intrapreso la sua formazione in modo autodidatta, portando con sé l’eredità dell’oreficeria storica, della scultura e della sartoria. Dopo aver sperimentato con il disegno del nudo, la creazione di abiti e diverse tecniche artistiche come china e pittura su stoffa ecoline, è approdata all’acquerello. Nel 1996 avvia il suo percorso acquarellistico con “Riflessi e trasparenze”. Già prima dell’avvento degli smartphone, immortalava momenti di viaggio e attimi significativi, ritraendo oggetti vintage e Art food. Dopo aver partecipato a vari eventi espositivi, si è ritirata per alcuni anni dedicandosi esclusivamente alla produzione personale, poiché il panorama romano si rivelava piuttosto ostile nei confronti di coloro che hanno costruito la propria carriera autonomamente. In qualità di ex ginnasta, dal 2014 utilizza il suo corpo come forma espressiva nelle sue idee fotografiche ed ha collaborato con l’artista e performer Miguel Gomez, Direttore della BIBART Biennale Internazionale di Bari, come modella per body painting. Nel 2022 ha iniziato una produzione personalizzata sotto il suo marchio registrato nel 2016, originariamente creato da suo padre nel 1987; tra le originali creazioni disponibili vi sono t-shirt e shopper. È possibile reperire i suoi meravigliosi lavori sul sito ufficiale e sui principali social media; dispone anche di un canale YouTube dove sono disponibili interviste e video. Dal 1996 ha esposto in diverse location tra cui: Associazione “Occhio in arte”, BNL per Telethon, Mattatoio a Testaccio con Atlante Sonoro XXI, Cascina Farsetti per la settima Edizione del Natale di Roma, Librodivino, Arts Week Roma 2014, Castello di Spezzano (MO), Teatro Lo Spazio, Vanni, Vertecchi oltre a varie gallerie quali Il Leone, Pentart, Baccina ’66, Palazzo Barberini, Mitreo Arte, Galleria Simmi, Spazio MATER, MACSI BiBART Biennali , Arte Padova , Apulia Contemporary Art , PMI Project Management Institute , Casa di cura “Di Lorenzo”, Location Films , Arciliuto , Alexanderplatz Jazz Club , Fondazione Besso , MO.C.A., MICRO Arti Visive. In esclusiva per Twikie abbiamo avuto l’opportunità di conversare con lei al fine di condividere la sua passione per l’arte in generale ed esplorare più a fondo il suo percorso professionale arricchito da numerose curiosità che permetteranno una migliore comprensione di questa talentuosa artista.

 

Come nasce il tuo percorso artistico professionale?

“Nasce da qualcosa che è venuto in modo spontaneo, come chi suona subito uno strumento e si sente attratto per qualcosa. Inizialmente la matita, il colore, la gestualità… la creatività. Successivamente dall’ascolto delle mie emozioni e sensazioni, dall’introspezione più profonda. Ciò che nasce in modo spontaneo si definisce “talento” e nella mia famiglia e storia familiare mi è stato trasmesso tutto ciò, sia da parte dei miei nonni che di mio padre, pur non avendo conosciuto/vissuto alcuni membri della mia famiglia”.

Invece la tua passione per la fotografia?

“Sono principalmente una “visiva”. Osservo moltissimo, i dettagli, il colore le forme, i volti, i luoghi, i materiali e entro in empatia con essi. Mia mamma fu una figura preziosa alla Casa editrice LANCIO dove per molti anni lavorò e i fotoromanzi, i fumetti giravano per casa già dalla mia infanzia. Più tardi poi con la mia dedizione per la ginnastica artistica ho avuto innato il concetto del corpo come forma d’arte, come concetto del corpo come tempio e come mantenerlo sano. Negli anni ’90 le riviste di moda e foto come MAXI erano ovunque e io ne traevo ispirazione ritraendone a matita e china i corpi nudi. Mi piaceva farmi immortalare e si notava già una particolare fotogenia, con le amiche cambiavamo di abito e passavamo ore a fotografarci anche in luoghi diversi. Con il passare degli anni ho avuto occasione di concretizzare parte di quello che avevo dentro, esprimendomi come modella di mie idee fotografiche e facendo delle performance senza realmente rendermene conto. Essere tutt’uno con un luogo un oggetto di arredamento, una scala o paesaggio anche nei miei viaggi. Utilizzo la fotografia per dire qualcosa di più immediato anche come metafora utile a voler trasmettere un messaggio”.

Che emozioni provi a creare arte posando da modella per l’arte del Body Paint?

“Inaspettatamente mi capitò questa occasione e la colsi subito. Le uniche esperienze le ho avute con un Maestro, Artista e Direttore delle BIBART Miguel Gomez. Solo con certe figure ci si può spingere oltre e Gomez con la sua professionalità mi ha dato l’opportunità di sperimentare e conoscere una parte di me”.

Invece un ricordo professionale che porti sempre nel cuore?

“Ne ho alcuni ma ad esempio l’incontro con Tonino Pinto. Noto giornalista che ha intervistato i grandi di Hollywood e ha conosciuto il mondo passando da vari festival del cinema, teatro, a documentari di musica. Mi ha letto dentro e colto alcune cose che in parte nemmeno io immaginavo di possedere. L’intervista con lui rimarrà indelebile. La potete trovare anche sul mio canale youtube o quello di Quarta Parete del Direttore Andrea Cavazzini che ringrazio ancora per l’incontro”.

Oltre a dedicarti alla pittura, ricopri il ruolo di Art Counselor, potresti gentilmente spiegare in cosa consista esattamente questa funzione?

“Il Counselor, a fronte di un Master di tre anni, è una figura di supporto, di ascolto, di aiuto per chi vive un momento di difficoltà. Premesso questo, l’Art Counselor utilizza varie forme artistiche per agevolare il cliente all’ascolto interiore e al processo introspettivo. Io non lavoro con il Counseling per vari motivi. Mi interessa invece, con le mie competenze e esperienza, “educare” al bello, all’emozione che trasmette il colore, al dare dei messaggi utilizzando metafore nel ritrarre oggetti o dipingere tele narrando la storia di vita delle persone. Ho una produzione vasta tra acquerelli, acrilici, illustrazioni che tutte hanno come scopo quello di sapersi leggere, portare alla luce, elaborare e sciogliere un nodo. Trovo sia necessario attraverso le varie forme d’arte dire delle cose e farlo ciascuno a proprio modo.  Si parte in primis da sé stessi, il lavoro su di sé è fondamentale e dura anni poiché siamo in costante evoluzione e appena si raggiunge un obiettivo, subito uno nuovo si mette in lista considerando che nel mentre la vita ci porta a varie sfide e dinamiche che è determinante saper affrontare”.

Adesso, a quale progetto artistico ti stai dedicando?

“Sto lavorando alle mie nuove illustrazioni “MyLightArt”. Tutto il resto è sempre in via di evoluzione e il tema sul Jazz è quello che prediligo oltre a produrre foto di mie idee”.

Ci racconti la tua passione per la Francia e la sua cultura?

“La Francia ha indubbiamente un fascino particolare per me e ho avuto occasione di girarla in buona parte. Mi pace un certo loro stile elegante. Più volte mi hanno fatto notare che ho un certo modo francese ed è qualcosa di innato. Nelle foto come modella è assolutamente primaria la classe ed eleganza delle pose, sguardi e accessori. Questo è ciò che trovo affine alla loro “cultura” “.

Un progetto futuro che vorresti realizzare?

“Vorrei poter viaggiare per poter portare la mia arte all’estero e con lei andare a posare dove sento indispensabile per me. Ponti, chiese, muri, poltrone, cafè… Ogni angolo di mondo vorrei possederlo per portare testimonianza di come io ci sono stata, in un determinato momento”.

C’è un punto di riferimento a cui tenti d’ispirarti?

“Non direi proprio un punto di riferimento ma un “sentire”. Da circa trent’anni utilizzo un metodo straordinario di Bert Hellinger: le “Costellazioni Familiari”. Si lavora in gruppo soprattutto, grazie al sentire. Non si utilizza la mente, non la narrazione, la testa va lasciata altrove sia per chi mette in scena la propria costellazione e soprattutto chi interpreta la parte. E’ assolutamente indispensabile avere una certa percezione e quella si affina con l’esperienza”.

Come ami trascorrere il tuo tempo libero?

“Oltre a creare e trovare costantemente nuovi spunti amo andare ai concerti, vedere film, mostre, viaggi e scambio con alcuni amici”.

Che rapporto hai con i social network?

“Mi piacciono e per la mia attività sono assai utili. Tuttavia c’è un limite e cerco di evitare la dipendenza….”.

Tre cose assolutamente importanti nella tua vita a cui non puoi rinunciare?

“L’arte, la praticità, il viaggiare “.

Se diciamo amore cosa rispondi?

“Talvolta si incontra e poi svanisce… l’unico resta per me stessa!”.

Se diciamo Sesso invece?

“Fa vivere meglio… se fatto con la persona giusta”.

Il tuo lato sexy secondo te?

“Probabilmente è un insieme di cose..”.

Per una serata galante quale intimo adori indossare?

“La mia autenticità”.

Ci racconti una “monellata” realizzata?

Fare arte in Italia…

Se non avessi intrapreso questo percorso professionale oggi chi saresti?

“Forse un’attrice, una musicista, una scrittrice. Del resto sono un poco di tutto ciò, se pure non nel senso “classico” del termine” .

germanagaldiartist 

model
photoartdirector (IDEA posa)
photostylist (IDEA outfit/accessori)
📷
Pino Alberto Sturniolo
Paolo Soriani
Danilo D’Auria
Carmen Toscano
Chiara Agostini

 

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