MARIA MARCHESE: CLASSE E POESIA
La nostra intervista esclusiva con la brillante artista e poetessa Maria Marchese.

Maria Marchese è un’artista e poetessa caratterizzata da un’apertura verso il pensiero, le emozioni e i sentimenti. Predilige utilizzare la scrittura come strumento di introspezione psicologica e di conoscenza del proprio sé. In esclusiva per Twikie, condivide il suo percorso professionale, arricchito da numerosi dettagli che consentono di approfondire la comprensione di questa figura eminente nel panorama artistico e letterario sia italiano che internazionale.

Come è iniziata la sua carriera artistica e professionale?
“Probabilmente era già scritto… Lo dico perché sono finita a lavorare nel mondo dell’arte – capirete più avanti quanto sia particolare il mio ruolo – grazie all’inanellamento di una serie di situazioni straordinarie…Ma facciamo un passo indietro: ho operato nel settore socio assistenziale per molti anni, anche se, dopo la maturità scientifica – ottenuta nonostante un deprecabile 3 nelle materie scientifiche (la scelta della scuola era stata fatta dal babbo, nel caso qualcuno si chiedesse come mai una capra -Sgarbi docet- in quelle materie vi si fosse iscritta) — ho frequentato il famoso istituto di moda Marangoni di Milano – la predisposizione artistica c’era già, quindi –.Un colpo di testa mi ha fatto cambiare idea: decisi, così, di dedicare la mia vita alla cura degli altri. In seguito ad una serie di circostanze difficili sulle quali non mi dilungo, la vita mi ha costretta a rinunciare a questa professione, senza però fornirmi alternative — della serie “che cosa faccio ora ?”. È stato decisivo l’incontro fortuito con una coppia di cultori della cultura – da notare il gioco di parole – : la loro frequentazione mi ha ispirata a scrivere poesie – cosa che non avevo mai fatto prima – ed entrambi hanno individuato in me una forte attitudine artistica, invitandomi/incoraggiandomi a pubblicare una prima raccolta di poesie, ”Le scarpe rosse- Tra tumultuoso mare e placide acque” , che ora è alla sua terza ristampa.Presentandola pubblicamente ho conosciuto diversi artisti — non chiedetemi perché — , ho scritto delle loro opere, i miei testi sono finiti nei loro cataloghi, i talent scout li hanno letti e, in breve tempo, ero presente alle mostre come curatrice. Mi piace ricordare una frase di Marco Nava, artista ferrarese, che diceva: “Ho scoperto io la Marchese…!” (alla Baudo). Tra le tante mostre che ho organizzato dal 2017, una delle prime, di cui ho curato i testi critici è stata con proprio con il professor Sgarbi — probabilmente quella “Capra” in matematica mi ha portato fortuna, ahahah! —. Poi sono nate altre due raccolte poetiche, “Fragilità Poetiche” e “Scrivo t,amo” , affiancate dall’organizzazione di numerosi eventi, personali e collettivi, dalla stesura di prefazioni di diversi libri d’autore, tra cui i due libri di Axl ed il libro d’arte del noto Maestro di Ripatransone Mario Vespasiani “Diario di bordo” , che attualmente è diventato un progetto di caratura internazionale. Quest’anno sarò anche direttore e curatore artistico del “Ischia Film &Art Festival Luchino Visconti” per l’arte contemporanea e critica d’arte per l’Académie Européenne Des Arts di Treviso, considerata polo culturale unico per la regione Veneto. Sto anche scrivendo il mio primo romanzo erotico “Diario di una massaggiatrice emozionale” , la cui storia è nata da un’idea dell’ imprenditore e collezionista Riccardo Chiaveri.I social mi hanno aiutata a far crescere la mia figura professionale e sono diventati un mezzo indispensabile per diffondere arte e cultura; in particolar modo, l’anno scorso ho ideato il progetto “Sedotti dell’arte” , un format mediatico che sta riscuotendo molti consensi.Ma non è tutto: nel 2024 ho esordito anche come designer di accessori con il mio marchio “CharmOsa by Maria Marchese”, con un biglietto da visita da chapeau, ossia la collaborazione con il Maestro orafo e designer Valerio Salvadori di Redó Firenze 1989 — i cui gioielli fanno parte della collezione permanente della Sala degli Argenti a Palazzo Pitti — Ulalala ahahah! — . Con lui ho creato la linea di borse iconiche gioiello Chaturanga, nata seguendo il concetto di upcycling, come tutte le mie creazioni”. In tutto ciò c’è da chiedersi — Ma cosa fai allora? —. Usando una terminologia corrente vi rispondo art director , art curator, art writer, divulgatrice culturale, art influencer, poetessa, scrittrice, designer di accessori… e vi autorizzo a dire “Ufff…” — Ahahah (ride ndr)— . Tu mi hai chiesto com’è iniziata la mia carriera artistica: come vedi ho avuto un inizio per ruolo”.
Invece come nasce la tua vena artistica un poco trasgressiva?
“Sai Antonio, oggi la maggior parte delle persone interpretano la trasgressione come ostentare, scandalizzare, esibendosi attraverso una vetrina social…Effettivamente io esco fuori dal seminato rispetto ai canoni proposti attualmente perché la mia immagine non è moderna, bensì ricorda un divismo retrò e charmant; questo nasce dal mio amore per l’immagine di una donna che non si vende o svende, che ha sempre coltivato qualità intellettive accanto alla cura di sé e possiede dei talenti. Mi sono limitata ad esprimermi per come sono, senza la necessità di trovare consensi fuori; i riscontri per quanto riguarda la mia personalità artistica rispecchiano verosimilmente il fatto che in molti desiderano ancora quel tipo donna, ammirano e comprendono il valore di ciò che faccio ed io, francamente, me ne compiaccio. In questo ci metto il fatto che non ho la pretesa, ma trovo auspicabile proporre un’alternativa, intesa come stile di vita, ai giovani.
Ci racconti la tua passione per la poesia erotica come nasce?
“Ho sempre subito il fascino della sensualità e dell’erotismo; ricordo che da bambina iniziai a guardare con interesse la figura di Valentina, il celebre personaggio disegnato da Crepax, presa non solo dal lato estetico, attraente, ammiccante e voluttuoso, ma anche da quella personalità dualistica, dove coesistono angelo e demone, donna ed adolescente, sacro e profano…percependo una tensione continua capace di stregare. Allo stesso modo, osservavo le modelle sulle copertine patinate, nei servizi di moda, percependo il potere che la figura femminile possiede: una vera e propria arma. La mia immagine ricorda molto quella della Crepax oppure di Louise Brooks: in realtà non è una cosa studiata a tavolino bensì il manifestarsi spontaneo della mia personalità. Dietro il mio personaggio — perché in parte si parla anche di questo — esiste una donna passionale. Se le poesie delle raccolte precedenti parlano d’altro, d’emblee ho scritto la prima poesia erotica, seguendo quel mio lato così prepotente: l’ho adorata. Da quella ne sono nate altre 57, alcune tradotte in lingua straniera (arabo, francese ,spagnolo ed albanese) da critici d’arte e docenti con cui collaboro (vedi la critica d’arte ed artista marocchina Khira Jalil, oppure Arjan Kallco, docente dell’università di Korka) , poi sono state scritte due prefazioni, tra cui quella dello chef stellato milanese Tano Simonato, poi ho deciso che non avrebbe avuto una fine bensì due inizi… e che quelle poesie riuscivano ad evocare un immaginario erotico intenso, pullulante di odori, sapori, colori, situazioni tanto fisiche e mentali, che coinvolgevano un pubblico sempre più vasto a sé. Di questo immaginario faccio parte pure io, ovviamente, ma è nel gioco. Sono nate anche le inedite per una quarta raccolta e stanno già avendo successo… La letteratura erotica ha radici antiche, grandi Maestri e la sensualità e l’erotismo sono temi sempre attuali. Premesso questo, ammetto di essere orgogliosa di Scrivo t,amo perché lo ritengo un ottimo progetto letterario, tanto quanto delle inedite”.
Che emozioni provi a creare e scrivere poesie ?
“Ciò che scrivo fa riferimento a me… Per quanto le poesie giungano, ad un certo punto, ad essere messe su carta, io personalmente vivo nella poésie, ossia uno stato tanto leggero ed impalpabile ed altrettanto intenso, come sorseggiare un calice di vino: è un’ebrezza quasi da sogno ed uno stato privilegiato. Vivo molto la soddisfazione scrittoria — la mia penna si è contraddistinta sia nella poesia che nell’arte —. Spesso interviene un piacere quasi fisico”.

Invece un ricordo professionale che porti sempre nel cuore ?
“Ogni volta che arriva la copia 0 di un mio nuovo libro”.
Adesso, a quale progetto artistico ti stai dedicando?
“Diversi: ho coinvolto Alessandra Calabrese, attrice teatrale ischitana, nella traduzione di una selezione di mie poesie erotiche, scelte tra quelle di Scrivo t,amo e le inedite, in napoletano: diventerà quindi una raccolta dove la passione, oltre che D’Annuzziana, sarà verace! Al di là delle battute, trovo che la lingua napoletana, perché di lingua vera e propria si tratta, sia rappresentativa di una passionalità vicereale; Alessandra Calabrese, la prima pulcinella donna, peraltro, oltre ad essere una performer straordinaria, ha una preparazione per quanto riguarda la ricerca lessicale, filologica…indiscutibili e questo renderà il nostro sodalizio meritevole di attenzione. Altro progetto interessante sarà TH – Tiffany Hunt: tutti conosceranno il famoso brand di gioielleria Tiffany, il cui nome è presente nella mia ultima poésie “Petit-déjeuner chez Tiffany”.
“𝐶𝑖 𝑖𝑛𝑛𝑎𝑚𝑜𝑟𝑖𝑎𝑚𝑜 𝑐𝑜𝑚𝑒 𝑑𝑎 𝑇𝑖𝑓𝑓𝑎𝑛𝑦 𝑙𝑒 𝑠𝑐𝑖𝑐𝑐ℎ𝑒𝑟𝑖𝑒,
𝑝𝑜𝑒́𝑠𝑖𝑒 𝑑𝑖 𝑑𝑢𝑒 𝑚𝑒𝑛𝑡𝑖 𝑎𝑓𝑓𝑎𝑚𝑎𝑡𝑒
…𝑜𝑔𝑛𝑖 𝑚𝑎𝑡𝑡𝑖𝑛𝑎.”
Tratta da “Petit-déjeuner chez Tiffany di Maria Marchese.
“Il concetto di gioiello si trasforma o proietta su due individui che si adorano ed altrettanto sul valore della poesia. Con Pino Petrosillo, attore teatrale, cantante blues nonché modello, abbiamo deciso di interpretare in scatti fotografici alcune mie poesie. Io e Pino abbiamo talenti diversi, un aspetto fisico particolare e fascinoso, ma anche una maturità data dalla consapevolezza delle nostre professioni, oltre che dall’ età; questo ci ha spinti a concretizzare quest’idea professionalmente, ma con la leggerezza del gioco e di un’età in cui ti esprimi per come sei senza dover “fare lo splendido” per fare colpo”.

Un progetto futuro che vorresti realizzare?
“Vorrei interpretare a teatro o in un corto le mie poesie ed è nell’aria…”.
C’è un punto di riferimento a cui tentare d’ispirarti?
“No”.
Come ami trascorrere il tuo tempo libero?
“Tra la natura, l’arte e la conoscenza…”.

Che rapporto hai con i social network?
“Ottimo, nel senso che sono il trait d’union necessario tra me ed il pubblico, ma anche con nuove collaborazioni. Di contro, esiste il problema di tutelare la mia vita privata”.
Tre cose assolutamente importanti nella tua vita a cui non puoi rinunciare?
“La serenità, creare e gli affetti, tra cui metto i miei 2 gatti, Gnappo e Pappy”.
Se diciamo amore cosa risponde?
“Ora come ora — parliamo dei miei 50 anni — ribadisco il concetto di attrazione ed intesa erotica, ma aggiungo l’importanza della condivisione — di interessi, in termini di dialogo… — e la progettualità presente e futura”.
Se invece diciamo “Sì”?
“Sì ad un’idea geniale, ad un cadeau, ad una sorpresa, ad una splendida serata a due… ad un paio di scarpe — embè… ahahah — ad un investimento su di me come artista, ad un baciamano — assolutamente… — alle buone maniere…”.

Il tuo lato sexy secondo te?
“Sono consapevole di avere una fisicità che catalizza l’attenzione e potrei elencarti ciò che gli uomini, ma anche le donne, trovano sexy di me. Io vivo molto bene il mio essere donna e la mia femminilità, ma mi è difficile individuare una specifica per quanto riguarda “il mio lato sexy”.
Per una serata galante quale intimo adorare indossare ?
“Sono sempre stata una cultrice di lingerie… e delle sorprese — ahahah— (ride ndr).
Ci racconti una “monellata” realizzata?
“Ho un lato spiccatamente adolescenziale, che amo e tutelo, ed uno assolutamente rigoroso. Nel primo c’è una mia ottima interpretazione della donna dell’est…— ahahah da vedere dal vero —: ancora oggi mi capita di farlo in mezzo alla gente, che rimane attonita e divertita… Un esempio? Tempo fa giravo per le strade, chiedendo alle persone se avessero visto il mio colbacco, nel quale c’era un coniglio…”.
Se non avessi intrapreso questo percorso professionale oggi chi saresti?
“Una dea o una regina — ahahah — (Ride ndr).



