ISTAT: LAVORO IN CALO
Istat, sos lavoro: a dicembre -444mila occupati, disoccupazione sale al 9%

(Roma)- Mercato del lavoro in sofferenza a dicembre. Dopo quattro mesi di progressivo calo, torna a crescere la disoccupazione con il tasso che si colloca al 9% e al 29,7% tra i giovani. Tornano, poi, a calare gli occupati, -444mila unità su base annua, e si registra un incremento degli inattivi. E’ questa la fotografia che arriva dalla stima preliminare su occupati e disoccupati diffusa dall’Istat.
Colpite le donne più degli uomini: a novembre per le prime cala il tasso di occupazione (-0,5 punti) e cresce quello di inattività (+0,4 punti), per i secondi la stabilità dell’occupazione si associa al calo dell’inattività (-0,1 punti). A crollare è in particolar modo il settore degli autonomi: nel solo mese di dicembre si perdono 79 mila posti di lavoro rispetto a novembre. In generale, c’è un forte aumento dell’inattività che caratterizza tutte le classi d’età, con l’unica eccezione degli ultracinquantenni. Il livello di occupazione è inferiore a quello di febbraio 2020 di oltre 420 mila unità, in pratica si è azzerata quella miniripresa registrata tra luglio e novembre.
I disoccupati complessivi sono 2.257.000 con un aumento di 34.000 unità su novembre e un calo di 222,000 su dicembre 2019. Il dato risente del largo utilizzo della cassa integrazione e del blocco dei licenziamenti oltre che dall’uscita dal mercato del lavoro delle persone che non hanno fiducia nella possibilità di trovare un lavoro. Gli inattivi sono 13.759.000 e crescono di 42.000 unitaà su novembre di 482.000 unità su dicembre 2019.
A dicembre l’occupazione diminuisce dello 0,4% su novembre con un calo di 101.000 unità. LO rileva l’Istat sulla base dei dati provvisori sottolineando che rispetto a dicembre 2019 si registrano 444.000 occupati in meno (-1,9%). Nel mese di registra un forte calo per gli occupati indipendenti con 79.000 unità in meno su novembre e 209.000 in meno sull’anno. Il livello di occupazione è inferiore a quello di febbraio 2020 di oltre 420 mila unità. Il tasso di disoccupazione sale a dicembre al 9,0% (+0,2 punti) mentre il tasso tra i giovani sale al 29,7% (+0,3 punti). I disoccupati complessivi sono 2.257.000 con un aumento di 34.000 unità su novembre e un calo di 222,000 su dicembre 2019. Il dato risente del largo utilizzo della cassa integrazione e del blocco dei licenziamenti oltre che dall’uscita dal mercato del lavoro delle persone che non hanno fiducia nella possibilità di trovare un lavoro. Gli inattivi sono 13.759.000 e crescono di +42.000 unità su novembre e di 482.000 unità su dicembre 2019 (+3,6%).
Le imprese che ricorrono all’occupazione irregolare, riducono il costo del lavoro di oltre il 50% mettendo spesso fuori mercato le aziende che operano nella legalità. E mettono una grave ipoteca sul futuro dei lavoratori lasciandoli privi delle coperture previdenziali, assistenziali e sanitarie. Calabria, Campania, Puglia e Sicilia sono le regioni dove il sommerso, per così dire, è di casa. La ricerca arriva proprio nel giorno in cui l’Istat diffonde i dati sull’occupazione; per quanto ancora provvisori, danno un’immagine in chiaro-scuro del mondo del lavoro; rilevano, è vero, un tasso di disoccupazione che a dicembre scende al 10,8% rispetto allo stesso mese del 2017, il livello più basso da agosto 2012, ma anche un aumento di inattivi e una diminuzione di persone in cerca di lavoro per il quinto mese consecutivo.



