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Cosa significa intraprendere un percorso di risveglio interiore?

Lo scoprirete grazie alla nostra intervista con Anna Senatore Professionista del Benessere Olistico disciplinata ai sensi della Legge 04/ 2013

Salernitana che oggi vive a Ferrara, insegna come “Vivere Zen” per ritrovare il Benessere fra Corpo Mente e Anima.Il suo Studio olistico privato è un Tempio nel quale riceve chi ha bisogno di una pillola di Benessere grazie al Massaggio Zen o il Massaggio Kundalini oppure insegna attraverso il Tantra Oro la sua Visione Olistica dell’Amore, accompagnando le persone che hanno smarrito il contatto interiore con se stessi.
I Percorsi evolutivi che offre da 11 anni favoriscono la crescita personale, lo sviluppo delle proprie risorse e la guarigione spirituale dell’anima.
All’età di dieci anni, un missionario gesuita fece visita nella Scuola Elementare che frequentava e le predisse che da grande avrebbe intrapreso una strada fatta di amore e comprensione per il prossimo. Abbiamo deciso di saperne di più su questa “missione speciale” chiedendole di raccontarci nel dettaglio la sua storia in questa chiacchierata con il nostro magazine.


Ci racconti i tuoi anni giovanili vissuti a Salerno?
Sono nata e cresciuta a Salerno ma da bambina fino alla terza media, trascorrevo quasi tutti i fine settimana nella fattoria dei miei nonni che vivevano a Campora, nel cuore del Cilento. Ancora oggi ricerco il contatto con la terra, gli alberi, il silenzio e la solitudine, che in modo particolare, mi aiutano a sentire il collegamento profondo con Madre Terra. Sono stata apparentemente una bambina dolce, ubbidiente e disponibile, tuttavia in profondità ero ribelle perché poco incline alla rigidità e alle regole che non comprendevo. Il mio spirito libero e la mia curiosità mi hanno portato molto spesso a ragionare controcorrente e, con grande dispiacere di mia mamma, ho trasgredito ad alcune tradizioni del sud.

Possiamo sapere a quali trasgressioni ti riferisci?
Ho vissuto la mia “Prima volta” da adolescente e quando mia madre lo ha scoperto, pur sapendo che lo avessi fatto per amore e che non ero pentita si è sentita in diritto di farmi pesare che avrei dovuto aspettare la prima notte di nozze. Parliamo di oltre 30 anni fa, ed era consuetudine consolidata perdere la verginità solo dopo il matrimonio. Oltre a questo, ho contribuito a “disonorare” il mio buon nome perché sono stata anche la prima che ha vissuto una convivenza all’età di 19 anni, con la benedizione solo di mio padre. Mia madre mi ripeteva che non avrei dovuto farlo e che solo il giorno che avrei avuto una figlia, avrei potuto capire il disappunto e la vergogna che provava. Ho una mentalità aperta e, poco incline a percepite il senso di colpa che deriva dal peccato instillato dalla religione cattolica. A mia figlia di 15 anni le ho trasmesso il valore della Verginità e dell’importanza di vivere la sua “prima volta” per Amore, ma non ho aggiunto, (come ha fatto mia madre) che nessun altro potrebbe rispettarla e amarla, dopo aver perso il sigillo del suo “Fiore illibato”. Sinceramente non ho idea di quanto sia ancora radicata al Sud Italia, ma è una tradizione che a mio avviso, non dovrebbe permettere di tramandare il messaggio fuorviante per le donne: che la dignità il rispetto e l’amore dipendano da pochi preziosi centimetri del proprio corpo e, in special modo limitati ad una zona genitale! Ecco perché non ho mai creduto che mia mamma mi stesse raccontando la verità e che la sua “sceneggiata napoletana” era frutto di un suo retaggio culturale, in cui era fondamentale “cosa pensasse o cosa dicesse la gente”. Ovviamente sapevo che era in buona fede e un domani, se leggerà questa intervista, capirebbe quanto la sua vergogna per ciò che avevo fatto avrebbe potuto minare la mia autostima e la fiducia in me stessa. Questa mentalità aperta e pionieristica ti ha creato conseguenze nella sfera sentimentale? Niente affatto, ho avuto 4 fidanzati, due convivenze e tre proposte di matrimonio, prima di accettare l’ultima che mi ha portato all’altare a 24 anni. Sono sempre stata sincera e leale, non ho nascosto il mio passato e ho avuto il privilegio di incontrare persone che non davano molto importanza a quelle tradizioni antiche ma mettevano in risalto le mie doti caratteriali ed erano affascinati dalla “Dea” che era in me, e comunque per quanto fossi anticonformista ho sempre desiderato un matrimonio e una famiglia numerosa.

Come sei giunta poi in Emilia a Ferarra ?
Mi sono trasferita a Bologna a settembre del 1996, perchè avevo ricevuto un’ offerta di lavoro e dopo pochi mesi, grazie ad un amico ho conosciuto l’uomo che ho sposato ad ottobre del 1997. È stato un colpo di fulmine, pensavo di aver trovato davvero il mio Principe! Dopo il matrimonio mi sono trasferita a Ferrara e dopo due anni sono diventata mamma per la prima volta. Mi sono separata dopo dieci anni e tre figli che sono il mio tesoro più prezioso.

Nel tuo percorso di vita hai svolto molte attività lavorative?
Si, Quando ero a Salerno ho iniziato a lavorare dopo il Diploma come agente di commercio, poi quando mi sono trasferita Bologna per un periodo ho collaborato con una casa editrice . Devo dire che non mi piaceva il lavoro in ufficio , così ho svolto la professione di agente promotore per questa casa editrice stando sempre in giro a contatto con le persone. Poi quando mi sono trasferita a Ferrara, ho frequentato un corso di “Ikebana” l’ arte giapponese di creare composizioni floreali, e ho aperto un negozio di fiori integrando l’artigianato delle ceramiche di Vietri sul Mare, e le fontane feng Shui.

Come ha avuto origine il tuo Risveglio interiore?
A questa domanda potrei rispondere dicendo solo una parte della verità, ma da un anno ho iniziato un percorso personale di autenticità che mi porta ora ad affermare che il mio Risveglio è avvenuto come una scossa elettrica… un “corto circuito” durante un orgasmo. Sì…proprio così. Ho scritto pochi mesi fa anche un articolo a tal proposito, sul mio Blog personale nel quale racconto di aver vissuto questa straordinaria esperienza mistica grazie alla sessualità che mi ha portato successivamente a ricercare razionalmente qualcosa di incomprensibile: mi sono sentita parte del Tutto Cosmico e allo stesso tempo mi sentivo Tutto il Cosmo dentro di me! Studiando ho compreso che in ognuno di noi esiste una Forza Primordiale connessa alla Vita che io associo all’energia della sessualità chiamata “Kundalini”, ovvero il sacro fuoco della Conoscenza. Grazie a questa Energia le persone si “svegliano” e iniziano ad avere una maggior chiarezza mentale e fanno scelte più lucide e coerenti con Se stessi. I miei Percorsi Evolutivi aiutano proprio a ritrovare la strada del benessere quando si perdono le coordinate.

Ci racconti un episodio importante nel tuo lavoro di Consulente del Benessere che non dimenticherai mai ?
Certo, sono molte le esperienze degne di essere menzionate, ma dovendone scegliere solo una, racconterò della prima Guarigione dell’Anima avvenuta durante il “Percorso del Karma” con una persona che si portava da decenni il peso di tanta sofferenza, durante le sedute io visualizzavo come un macigno fra il cuore e lo stomaco. Secondo la Medicina Energetica questo blocco Energetico si manifestava sul piano fisico nella difficoltà respiratoria e la difficoltà di digerire. Erano anni che si trascinava come una zavorra questi disturbi che la Medicina tradizionale non riusciva a risolvere, perché si concentrava sul sintomo. Io ero la sua “ultima spiaggia” Dopo 5 incontri quando finalmente lei è riuscita a sciogliere quel blocco Energetico connesso a Emozioni represse e sensi di colpa soffocati per anni e anni, senza mai versare una lacrima, si è liberata in un pianto straziante che sembrava non avesse più fine! E stata un’esperienza toccante sia perché era stata la prima volta che assistevo ad uno sblocco emotivo (catarsi) e sia perché non avevo una guida fisica di un Maestro, ma solo una connessione spirituale a quella che io definisco “lntelligenza Superiore”. Ricordo addirittura di essermi ritrovata in un percorso iniziato da poche settimane, con una persona che al terzo incontro non ricordava come si trovasse nel mio studio a causa di una perdita di memoria a breve termine. Ho saputo poi che già accaduto altre volte e in precedenza, e la situazione rientrava nella normalità entro un’ora al massimo. In quel caso invece la moglie dopo circa 4 ore, esasperata dal sentirsi fare sempre le medesime domande stereotipate, ha fatto una scelta coraggiosa e prima di accompagnarlo al Pronto Soccorso abbiamo concordato di fare un tentativo. Anche in quel caso mi sono affidata al mio Sapere Antico e sono riuscita a sbloccare un blocco Energetico e tutto è ritornato alla normalità.

Che esperienze straordinarie, hai pensato di scrivere un libro?
In effetti a Dicembre ho iniziato a scrivete il primo libro e da febbraio si è aggiunto anche il secondo che parla proprio della Medicina Energetica. Vorrei precisare che non sono un medico e non sono psicoterapeuta tuttavia mi occupo della Guarigione dell’ Anima e della Salute Energetica delle persone che comprende non solo corpo mente e Spirito ma anche la sessualità. Ho ideato infatti nel 2019 il Primo P.A.S.S.O. un Percorso di Assistenza Sentimentale e sessuale Olistica per supportare le persone disabili nel conoscere e stare bene con se stessi e fare in modo che possano vivere una vita amorosa.

A questo proposito abbiamo letto che il tuo assistito dopo aver concluso il percorso si è fidanzato?
Si è vero. Infatti nel docufilm ha affermato di essersi sentito un uomo come tutti gli altri, anche se non camminava sulle sue gambe. E dopo tre mesi la responsabile dell’agenzia di Care Giver che aveva richiesto assistenza sessuale, ci ha comunicato con una mail questa bellissima notizia.

Ci parli di questa assistenza sessuale , la prima in Italia se non sbagliamo?
Si sono la prima assistente sessuale in italia che ha fatto un tirocinio con la Love Giver .Sono stata a Parma nel 2018 per supportare un ragazzo con una disabilità congenita che alla soglia dei 40 anni aveva iniziato un percorso di autonomia e desiderava poter vivere un primo approccio con il genere femminile. Lui pur essendo laureato non era mai riuscito a condividere gesti affettuosi come ad esempio: un abbraccio, un bacio, una carezza, o semplicemente restare mano nella mano con una donna. Aveva ricevuto cure e attenzioni solo mediche e igieniche. Non conosceva la sua corporeità né si era mai avvicinato al corpo di una donna per vivere l’intimità.

Puoi raccontarci cosa succedeva in questi incontri?
La mia Assistenza sessuale si è protratta per otto mesi durante i quali sono avvenuti dieci incontri. Nelle prime sessioni ho dedicato molte ore all’ ascolto affinché lui potesse raccontarmi la sua storia e un po’ alla volta giungere in profondità per esprimere il suo dubbio nel praticare autoerotismo e il suo bisogno di essere accompagnato nell’esperienza pratica di relazione con una donna.

Quindi avete avuto rapporti sessuali?
No assolutamente. L’assistenza sessuale in Italia non prevede rapporti orali o sessuali e la masturbazione non è necessaria. Chi si rivolge a me non cerca una pratica sessuale. Chi cerca un’azione, surrogato della prostituzione, può fare una telefonata ad una Escort o ad un Gigolò se la richiesta è finalizzata ad una esperienza sessuale orgasmica.

Allora ci puoi spiegare di cosa aveva bisogno il tuo assistito?
Lui, come la maggioranza delle persone disabili che mi contattano, esprimono sempre il bisogno di provare accoglienza, il contatto fisico e intimo. Non il sesso.
Mi spiego meglio: uomini e donne che nascono con handicap motori che li privano di autonomia e privacy, arrivano in età adulta senza aver esperito durante l’adolescenza i primi approcci con l’altro sesso. Si sentono insicuri e inadeguati perché non hanno potuto sperimentare il contatto umano e intimo figuriamoci quello erotico, quindi per arrivare a vivere il sesso hanno bisogno di colmare un vuoto affettivo ed esperenziale. Queste persone crescono molto spesso in un contesto familiare il cui retaggio culturale non considera importante lo sviluppo evolutivo spirituale e sessuale, dei figli con handicap, soprattutto se sono figlie femmine.

Puoi raccontarci qualcosa di più?
Per aiutare a farvi comprendere in che modo crescono le persone disabili basterà raccontarvi che i miei assistiti fin dal primo contatto telefonico, realizzano un desiderio coltivato da anni: poter parlare liberamente al telefono con chi non li fa sentire a disagio. Per molti è una grande conquista perché lo possono fare grazie all’aiuto di un familiare o di un amico affinché i genitori non lo sappiano perché non approverebbero. E parliamo di persone adulte che hanno mediamente 30 anni.
Purtroppo parlare di intimità e di sessualità sono argomenti doppiamente Tabù per le persone disabili che vengono viste come persone asessuate, prive di bisogni e desideri. Solitamente i genitori, i care Giver, ignorano o preferiscono negare il desiderio di affetto e di contatto corporeo perché probabilmente pensano che non siano in grado di amare, e ancora peggio, che non siano degni di essere amati. Ho scritto molti articoli a questo proposito sul mio Blog personale.
Io offro fin dal primo incontro la possibilità di chiacchierare e di tenere la mia mano, perché questo gesto affettuoso non è stato quasi mai vissuto, ho tante testimonianze che mi riferiscono di non essere considerati neanche al supermercato o al ristorante, e se hanno persone amiche, appena mostrano questo bisogno, dall’altra parte la reazione naturale è di ritrarre la mano.

Quanto secondo te la famiglia influenza le esperienze affettive e sessuali delle persone con Disabilità?
Direi che influenza totalmente, soprattutto nei casi in cui le persone hanno disabilità congenite motorie come la tetraplegia o cognitive in caso di autismo.
La maggior parte degli uomini tetraplegici che mi hanno contattato vivere, aveva la necessità di vivere la vicinanza con un corpo femminile restando sdraiati uno accanto all’altra , sul mio futon. Non era richiesta la nudità, perchè anche da vestiti è tata una esperienza straordinaria che ha vissuto per la prima volta in età adulta, talvolta di nascosto dai genitori, o dopo la morte dei loro genitori. Toccare il mio seno con un dito o ricevere un bacio, una carezza sul viso, i grattini sulla schiena, sono eventi che se vivono in una famiglia in cui la sessualità è un argomento Tabù, passano tutta la vita a sognare accontentandosi di vivere l’Amore solo attraverso le scene romantiche dei film, se hanno genitori che non cambiano canale proprio sul più bello… purtroppo siamo nel Terzo millennio e poche famiglie permettono ai loro figli di poter fare queste esperienze intime, di conseguenza le persone che non hanno autonomia e non hanno ricevuto le nozioni di Educazione sessuale, quando chiedono di fare l’amore, vorrebbero vivere ciò che per anni hanno immaginato nei film d’amore: stare nudi sotto le lenzuola ad abbracciarsi e baciarsi.

In termini emozionali quanto ti ha arricchito assistere professionalmente le persone disabili?
Lo confesso…molto di più. Aver conosciuto le storie di persone ed essere entrata nella loro Vita come un raggio di sole dopo la burrasca è molto gratificante. Donare qualcosa di unico per la prima volta è un’esperienza ogni volta carica di emozione e gratitudine, rispetto a chi intraprende un percorso per superare disagi fisici, emotivi e sessuali dopo un lutto, un divorzio, un licenziamento per ricominciare a relazionarsi con l’altro sesso.
Per esempio, restare in silenzio e guardarsi negli occhi, è un rituale che insegno nel Tantra ed è una pratica che, soprattutto con il primo assistito era molto frequente. È sempre emozionante leggere negli occhi di una persona la gioia mista a incredulità di poter vivere esperienze mai vissute prima. Sapere di donare accoglienza e sguardi privi di giudizio, di sorrisi spontanei, arrichisce loro di fiducia e di autostima e a me di una certezza: che la strada intrapresa è quella giusta.

Del tuo primo assistito quale ricordo conservi?
Ricordo soprattutto gli ultimi due incontri in cui eravamo passati alla fase finale del contatto ed io ero seduta sulle sue gambe e con immenso stupore avevo osservato che dopo gli esercizi di respirazione per allentare la tensione, mi parlava a bassa voce e le sue parole, che normalmente faticavano ad uscire, fluivano senza nessuna esitazione o interruzione! E quando mi ha toccato il seno per la prima volta lo ha fatto nel modo più dolce e tenero che avessi mai provato.

E ad oggi, dopo 2 anni dalla prima Assistenza sessuale cosa porta con sé?
Ho capito che il bisogno di affettività e di intimità sia tanto desiderato quanto negato per le persone disabili, in particolare per chi nasce come anticipavo, con handicap congeniti.
Sinceramente ignoravo di vivere in una società che nega il bisogno di contatto, di amore erotico e sessuale, a partire dalle famiglie. Viviamo in una società in cui le persone discriminano un essere umano dal suo aspetto fisico e, se si sposta su una sedia a rotelle lo giudica inadatto a fare le stesse esperienze di chi si muove sulle proprie gambe!Trovo ingiusto che bisogna aspettare un’assistente sessuale uomo o donna per vivere il primo abbraccio, il primo bacio e la propria corporeità in età adulta anziché durante l’adolescenza come tutti noi normodotati.

Al di fuori della sfera professionale quali sono le tue passioni?
Amo leggere, andare al cinema e a teatro. Adoro la musica classica , il balletto, le commedie e gli spettacoli. In generale tutto quello che evidenzia bellezza, emozione, arte, creatività e passione. Non ho la tv in casa da 13 anni, io e i miei figli abbiamo una consuetudine radicata da quando erano piccoli: il nostro appuntamento in salotto per fare “cinema in casa” scegliendo un film in Dvd o su Netfix mangiando popcorn.

Un progetto futuro da realizzare?
Ho un grande progetto da realizzare , e avrò bisogno del supporto e della collaborazione di professionisti in ogni campo. Vorrei fondare una Scuola probabilmente la prima in Italia che si sta delineando con maggior chiarezza negli ultimi mesi. Voglio creare una Scuola che insegni ciò che ancora non esiste in nessun’altra Scuola o Ateneo: La Medicina Energetica connessa alle Discipline Olistiche, integrata alla Fisica Quantistica e alle Neuroscienze.Una Scuola che unisca la Scienza con la Spiritualità per riportare l’unità che Cartesio in buona fede ha osato dividere.

Ci puoi spiegare meglio a cosa ti riferisci?
Questa Scuola sarà un’ Accademia con docenti disponibili ad un lavoro multidisciplinare per offrire agli allievi una preparazione sia teorica che esperenziale di altissimo livello. Il mio desiderio è di formare una nuova figura professionale Olistica, che possa collaborare al fianco della Medicina tradizionale per integrare quella parte di conoscenza che purtroppo ignora, e che la rende zoppa nel processo di guarigione dei pazienti. Vorrei formare figure professionali in grado di supportare realmente a 360° occupandosi del Benessere non solo fisico, e quindi che possa avere una preparazione multidisciplinare perché specializzata sia nel Massaggio Meditativo che nelle Tecniche Energetiche e nei Percorsi Evolutivi che contemplano sia la Sessualità che la Disabilità delle persone.

Quando pensi di realizzare questo sogno?
Occorrono investimenti molto ingenti e se posso, vorrei cogliere questa opportunità per chiedere a chiunque abbia notizie di come accedere a fondi europei, oppure che abbia un capitale economico da investire per aiutarmi a fondare questa Scuola che non sarà una Scuola come tante, perché dovrà sorgere in un luogo silenzioso, immersa nella Natura e che possa offrire alloggi per frequentare i corsi residenziali. La mia Scuola offrirà un percorso di studio basato sul biennio per diventare Operatore Olistico del Benessere per poi specializzarsi successivamente nel Triennio.

Ti auguriamo che tu possa realizzare questo straordinario progetto, ed ora un’ultima domanda:
Se non avessi intrapreso questo percorso professionale oggi chi saresti?

Non saprei. Le mie scelte di vita sia private che professionali sono sempre state coerenti fra la mia Testa e il mio Cuore. Rifarei ogni cosa perché ogni esperienza mi ha portato oggi qui ad essere ciò che sono: realizzata a 360° con una Missione da compiere. Probabilmente se dovessi immaginare di non aver fatto una sola di quelle scelte, oggi sarei realizzata solo in parte, come donna, come madre, o forse solo professionalmente.

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