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Cucire per volare, una sartoria creativa per le detenute del carcere di Salerno

Cucire per volare. Una raccolta fondi per realizzare un laboratorio tessile nella casa circondariale di Salerno "Antonio Caputo"

A promuovere la creazione di una sartoria creativa presso la casa circondariale di Salerno “Antonio Caputo” Roberta Mastrogiovanni, mamma, nonna e insegnante di arte tessile.

Roberta perchè una sartoria in carcere?
Mi occupo da anni, come insegnante e anche come volontaria, di tenere un corso di cucito per le detenute del carcere di Salerno.  Da qui è partito il laboratorio tessile creativo destinato a creare borse e accessori realizzati con pezzi di scarto come: tessuti, cerniere, nastri, ecc.

Cosa realizzate?
Per ora siamo partite da borse, borselli e accessori. L’idea è di sviluppare una collezione che avrà una farfalla come simbolo, ma abbiamo bisogno dell’aiuto di tutti.

Ovvero?
Per realizzare il nostro obiettivo abbiamo bisogno di tessuti come di piccoli accessori (fibbie, catene, borchie) fino alle strumentazioni per cucire come le macchine; per ora stiamo lavorando con quello che riesco a raccogliere, ma per mettere su una collezione abbiamo bisogno di molto altro. Dalle forbici, alle righe fino alle ricamatrici.

Come vi si può aiutare?
Fornendoci dei materiali utili o anche partecipando alla raccolta fondi creata su Gofundme dove spieghiamo l’obbiettivo di questa raccolta. Accettiamo anche macchine da cucire in buono stato.

Perché realizzare una collezione con prodotti di scarto?
I prodotti di scarto come sappiamo possono essere utilizzati e riciclati diventando altro ed è quello che provano a fare queste donne, diventare altro.

Provano a darsi una opportunità insieme, ma hanno bisogno del supporto di tutti.

Dove sarà possibile acquistare i vostri prodotti?
Ci sono i mercatini parrocchiali che accolgono le nostre creazioni e poi speriamo anche noi di rientrare nella vetrina web del Ministero della Giustizia – prodotti dal carcere.

Quante detenute sono coinvolte in questa iniziativa?
Attualmente sono 6, siamo partite con un gruppo di 10. Prima di iniziare a cucire ci siamo conosciute e abbiamo fatto gruppo, ognuna di esse porta con sé una storia personale fatta di sbagli e sofferenze.
Il laboratorio rappresenta per loro l’opportunità di imparare a cucire e di rimettersi in gioco, creando un prodotto nato da una loro idea e realizzato con le loro mani.

Di cosa si parla mentre siete a lavoro?
Dei figli, della famiglia, di ciò che è rimasto fuori e del desiderio di cambiare, di darsi una opportunità come fanno quando cuciono. Una di loro durante un incontro mi ha detto: ” Quanto tempo ho perso, ora che ritorno a casa posso diventare una sarta da aggiusti“.

Devo ammettere che per un insegnante è una bellissima soddisfazione fare innamorare gli allievi della propria arte.

 

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