Approfondimenti

LA PARIGI DI DALIDA

All'inizio degli anni ’60, la cantante andò a vivere in rue d’Orchampt, in un hôtel particulier che sembrava un piccolo castello

(Parigi)-Egiziana di origine italianaDalida fa di Parigi la sua casa. Diversi sono i luoghi della capitale francese che ne portano il ricordo. L’Olympia, ad esempio, il tempio incontestato della canzone francese, situato su boulevard des Capucines. Qui, poco dopo l’apertura della sala, la giovane esordiente ottiene i primi successi e anche quando sarà ormai diventata una star internazionale, continuerà ad esibirsi in quella che, nel frattempo, è diventata la sala per concerti più importante della capitale.

Dalida, la star che per trent’anni regna nel mondo della canzone francese, nasce al Cairo nel 1933, da una famiglia italiana immigrata in Egitto. Giovane e avvenente, Dalila – così si faceva chiamare in questo periodo Jolanda Gigliotti – diventa Miss Egitto nel 1951 e ottiene qualche successo cinematografico nella Hollywood d’oriente, il Cairo.

Ma sarà solo col suo trasferimento in Francia, qualche anno più tardi, che Dalila si trasformerà in Dalida, una star di fama mondiale, incontestata regina della canzone francese, che saprà prodursi in sette lingue diverse e guidare le classifiche di tutto il mondo, spopolando negli Stati Uniti come in Giappone, in Europa come nel mondo Arabo. Dal suo primo successo, Bambino, tante saranno le canzoni che faranno di Dalida un’icona della musica, come Petit Gonzales e Gigi l’Amoroso, o la versione francese di Parole Parole, interpretata con il caro amico Alain Delon, o ancora alcuni tra i primi successi disco francesi come J’Attendrai. Artista poliedrica, donna di gran fascino e star di tendenza, Dalida, nonostante i grandi successi in campo lavorativo, ha una vita privata difficile, tormentata da episodi tragici come il suicidio del futuro sposo, l’incompreso Luigi Tenco, morto suicida al Festival di Sanremo del ’67, dove i due avevano presentato l’indimenticabile Ciao Amore. Amata dal pubblico, ma sola nella vita privata, Dalida, si darà la morte il 2 Maggio del 1987, lasciando il triste messaggio “ Perdonatemi, la vita mi è insopportabile”.

Ma più di tutte, sono le strade di Montmartre a parlare di Dalida. E’, infatti, proprio su questa collina che la cantante abiterà a partire dal 1962, quando acquisterà un fantastico palazzo, di inizio ‘900, ispirato al Castello della Bella addormentata nel bosco. Situato in un vicolo tranquillo, la rue d’Orchamps, a due passi dal Moulin à la Galette e dalla place du Tertre, qui l’artista vive la sua intimità contemplando dall’alto la ville lumière. Ma è qui anche che si dà la morte nel 1987. Il suo corpo riposa nel cimitero di Montmartre e ancora oggi dopo trent’anni, gli abitanti della collina non hanno dimenticato la cantante che si è tante volte mobilizzata in difesa del quartiere. In omaggio alla grande artista, che con la sua bellezza e il suo gran cuore ha conquistato il mondo intero, il quartiere di Montmartre nel 1997, inaugura la Place Dalida, nella quale, con discrezione, si erge un busto che ritrae la bella e tormentata cantante.

11 bis, rue d’Orchampt è un indirizzo leggendario della vecchia Montmatre , a Parigi: qui aveva vissuto lo scrittore Louis-Ferdinand Céline dal 1929 al 1944, prima di diventare, con uno stile molto diverso, la casa  di Dalida qualche tempo dopo, nel maggio 1962. La carriera di Dalida era all’apice in quel momento, con una serie di dischi di successo  e tour mondiali – fu persino ribattezzata la “Callas del jukebox”. Anche se molte celebrità   avevano messo gli occhi sulla casa, lei era una delle poche che aveva il denaro per comprarla. E per una buona ragione, la proprietà è incantevole…

La cantante in un’intervista televisiva nel 1975 confidò che si era innamorata del posto. “Vivo qui da tredici anni. Ho sempre amato Montmartre, un luogo così tranquillo e silenzioso che ho comprato subito questa casa , appena l’ho vista”, aveva detto, prima di aggiungere che il quartiere per lei era come un pezzo di  campagna , ma nel cuore di Parigi .  Nel corso degli anni e attraverso le sue storie d’amore, aveva modificato il décor perché, diceva,  è il minimo che possiamo fare, quando possiamo farlo, immaginare gli  arredi insieme, come più ci piace”. Qui ha condiviso parte della sua vita con Alain Delon , che conosceva da anni – avevano iniziato le loro rispettive carriere nello stesso periodo. “Ci siamo conosciuti negli anni ’60 a Roma . Ci siamo innamorati a  Roma (…) Poi, qualche anno dopo, ci siamo incontrati di nuovo a  Parigi . Andavo spesso a casa sua a Montmartre”, ha confidato l’attore in un’intervista a Paris Match.

Anche se Dalida diceva di non essere troppo legata agli oggetti, collezionava  soprammobili che riportava dai suoi viaggi, come un grande busto di un Buddha dall’Himalaya, ma anche libri. Nel piccolo living, come nella sua camera da letto  , le librerie hanno un posto d’onore – “i libri non tradiscono”, aveva detto, ridendo. Dalida aveva l’abitudine di andare al Moulin de la Galette, dove si sedeva sempre al tavolo numero tre, accanto alla finestra. Dopo la sua morte, la casa fu suddivisa in diversi appartamenti, compreso un duplex al terzo e quarto piano che fu venduto per una cifra astronomica.

Articoli correlati

Pulsante per tornare all'inizio