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NON CHIAMATEMI NO VAX, IO DIFENDO SOLO LA LIBERTÀ DI SCELTA E I NOSTRI DIRITTI

Intervista a Daniele Santi Zuccarello, professionista messinese e attivista passionale, balzato agli onori della cronaca nazionale grazie alle sue ferme posizioni riguardanti il Vaccino e il Green Pass.

Daniele Santi Zuccarello, 41 anni, professionista messinese e attivista passionale, è balzato alle cronache nazionali a causa delle sue ferme posizioni riguardanti il vaccino per il Covid e il Green Pass :”Non sono contro il vaccino – precisa Zuccarello –  ma difendo la libertà di scelta di ciascuno e i diritti privati dal Greenpass”. Tutto è cominciato dal primo lockdown, dai quei famosi decreti che venivano annunciati nelle dirette Facebook e i rinomati ristori che tardavano ad arrivare. Fu allora che Zuccarello, insieme a un imprenditore bresciano e alla famosa attrice Sandra Milo, cominciò uno sciopero della fame, in seguito i tre si legarono sotto Palazzo Chigi, attirando l’attenzione del media e dell’allora Presidente del consiglio Giuseppe Conte, che decise di riceverli e ascoltarli. Oggi il professionista messinese è ancora e sempre in prima linea per difendere le sue idee; la sua pagina Facebook ufficiale vanta il seguito di quasi 90mila followers, i suoi video sono cliccatissimi e i post che condivide saturi di like. Mi rendo conto che, mai come in questo particolare momento storico, il tema che affrontiamo in questa intervista è assai delicato, tuttavia credo e sono convinta che Daniele sia innanzitutto una persona per bene, infatti ci tiene a ribadire che non appartiene ad alcuna frangia estremista e che, soprattutto, si dissocia da qualunque forma di violenza o istigazione all’odio. E la sottoscritta, dal suo canto, ha semplicemente provato a capirne di più sull’argomento…

Daniele, tu sei un professionista messinese e, da sempre, un passionale attivista…
“Esattamente! In realtà ho cominciato a fare l’attivista fin da ragazzino, ce l’ho nell’indole, probabilmente non riesco a farne proprio a meno. Dall’attivismo sono poi passato anche alla politica, come Consigliere di quartiere prima e comunale poi. A prescindere dalla poltrona politica però, ho continuato a fare attivismo nella mia città, Messina2.

E poi sono arrivati la Pandemia, i lockdown, i vari decreti e i primi dubbi…
“Purtroppo sì! Dopo il primo periodo forzato di lockdown che ho rispettato, come tutti, mi sono nati molti dubbi, a partire dalla questione del Covid nato a causa del famoso pipistrello. Man mano che passavano i mesi, mi rendevo conto dei tanti errori che commetteva lo Stato, in particolare modo riguardo la questione dei decreti. Sai, con la mia professione ho a che fare con gli imprenditori e le aziende e dunque la mancanza dei ristori cominciava a diventare un grosso problema, da Nord a Sud. È stato a questo punto che io e un altro imprenditore bresciano, abbiamo  deciso di prendere una posizione più forte, intraprendendo uno sciopero della fame che è durato quasi 9 giorni. Tuttavia,  eravamo due sconosciuti fino a quando l’attrice Sandra Milo si è unita a noi e insieme a lei ci siamo incatenati sotto Palazzo Chigi. Fu così che i media ne parlarono tanto, al punto che l’allora Presidente Conte ci convocò. Avemmo una conversazione di quasi un’ora e gli facemmo capire i punti deboli o assenti della manovra dei ristori, lui ci diede persino ragione. E pensare che era circondato da consulenti,  strapagati oltretutto, che non avevano pensato a dettagli ovvi e fondamentali! Qualcosa poi fu  modificato, ma continuò a non essere sufficiente”.

E oggi sei un NO VAX…
“Intanto la definizione con la quale siamo targhettizzati “No vax” è assolutamente sbagliata! Quella è una categoria diversa, i No Vax sono contro ogni singolo vaccino, è una frangia estremista che rifiuta anche i vaccini testati e sperimentati. Noi, invece, siamo solo contro questo finto vaccino e assolutamente contro il finto “non obbligo” con il quale siamo ricattati. #Noinsiamoricattabili”.

Ma perché sei/siete contrari al vaccino del Covid?
“Innanzitutto perchéperché non si tratta di un virus dormiente iniettato nel nostro corpo, come altri vaccini. Questo farmaco non immunizza, non è stato testato correttamente…non c’è stato tempo. Piaccia oppure no, siamo noi le cavie di tale esperimento! Ma non lo dico io eh… piuttosto illustri scienziati, oltretutto tacciati di follia o demenza. Pensate a Montagnier, lui come pure Ricciardi (consulente tecnico di Speranza) lo hanno affermato, quest’ultimo ha anche dichiarato che le varianti nascono proprio da quello che tutti erroneamente chiamano vaccino. Diciamolo: in questi due anni si è andati spesso a tentoni. Pensiamo ad Astrazenica: all’inizio andava bene per tutti, poi si sono verificati i primi casi di morte quindi si è alzato il targhet d’età, poi alle donne giovani no… La questione è che non c’è stata nessuna precauzione ma solo una corsa alla somministrazione. Per non parlare delle cure, poi! Prima solo e soltanto la tachipirina, poi la tachipirina assolutamente no… infine i protocolli hanno virato altrove!”.

Hai dichiarato che il Green Pass è semplicemente una scelta politica e non ha nulla a che vedere col covid. Che intendi?
“Esattamente! Dopo il vaccino il Governo (a sue spese) avrebbe dovuto accertare la reale copertura di questi vaccini, il numero degli anticorpi… Il green pass non è sinonimo di sicurezza o di immunità, è semplicemente una limitazione dei diritti, è un finto “non obbligo”, e l’epilogo degli ultimi giorni sta dimostrando esattamente quanto affermo. Ora come ora, neppure il Green Pass e 2 dosi bastano, occorre fare pure il tampone! Ma come non sentirsi presi in giro?”.

Tu hai una pagina Facebook assai seguita, migliaia di persone condividono e sostengono le tue idee e posizioni. Hai contezza del fatto che sei uno di quelli che sui social vengono  definiti “influencer”? Che effetto ti fa?
“Per me questa cosa rappresenta una grande responsabilità. Cerco sempre di mandare dei messaggi precisi alle persone che mi seguono e sostengono. Evito di creare terrorismo psicologico, non condivido notizie fake, piuttosto le smaschero e invito le persone a non credere a tutto ciò che leggono sui social network. C’è gente che alimenta il clima del terrore per far crescere le loro pagine, io incoraggio a prestare attenzione. Credo che gli esaltati e gli estremisti siano ovunque e quello che è accaduto nelle piazze di recente, trovo sia stata una grande strumentalizzazione, soprattutto politica. Io mi dissocio da qualunque forma di violenza, bisogna manifestare e difendere le proprie idee ma lo si può fare in maniera costruttiva. Chi urla dai palchi dovrebbe fare attenzione a ciò che comunica, chi si approfitta della rabbia degli altri portandoli a gesti estremi, secondo me, è solo uno stronzo. Avere popolarità richiede estrema  attenzione, non si gioca con la vita delle persone!”.

Daniele, i media vi definiscono spesso ignoranti, complottisti ed esaltati. Che vuoi rispondere a riguardo?
“Questa etichetta che ci viene affibbiata, fa appunto parte del gioco mediatico e comunicativo. Ci fanno apparire una piccola minoranza (e non lo siamo) e pure ignorante, perché così credono di sminuirci. Ti assicuro che tu, in questo momento, non stai parlando con un ignorante e posso confermare che nelle piazze io incontro e mi confronto con gente di alto livello e profilo. Oramai “dissidente” è sinonimo di “ignorante”. Io trovo più estremo che molti non si pongano domande, che non abbiano mai un dubbio riguardo tutta questa situazione. Le frange esaltate e complottiste ci sono, ripeto, ma è quella la vera minoranza, non noi!”.

Cosa è per te la libertà?
“Cosa c’è di più libero della possibilità di scegliere? E dire:”ti vaccini per gli altri” è una stronzata, perché alla fine pure col vaccino possiamo contagiare e lo sappiamo bene, sta accadendo…”.

Come e dove vorresti vederti tra cinque anni?
“Fra cinque anni, spero, saremo fuori da questa situazione. Mi vedo ancora ad espormi e a lottare per altri problemi che, mi auguro, non siano quelli di oggi. Soprattutto spero di non vedermi a dover combattere perché ci avranno ulteriormente e gravemente privato dei nostri diritti!”.

Ti vedremo candidato in politica, nel futuro prossimo?
“Sai, per me la politica è stata distrutta da chi ne fa parte. La politica nasce con ideali nobili, poi sono le persone a sporcare quegli ideali. La politica è servizio e interesse per la collettività, dunque non escludo e non mi precludo alcun percorso. Probabilmente, per cambiare certe cose, bisogna essere all’interno dei palazzi. Tuttavia, ci tengo a dire che questa di oggi, non può e non deve essere una battaglia politicamente etichettata, e neppure avere una bandiera specifica. È una battaglia che appartiene a tutti, è per tutti, anche per chi è ancora inconsapevole…”

 

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