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People raising, come reclutare, formare e coordinare i volontari

People raising, come reclutare, formare e coordinare volontari. A pubblicare un nuovo manuale ricco di riflessioni e spunti Raffaele Picilli ed Enrica Costantini

People raising.  La ricerca dei volontari al centro dell’analisi svolta dell’autore Raffaele Picilli, fundraiser per il terzo settore e per la politica.

Perchè un libro sul people raising?
Perchè prima di fare raccolta fondi in una organizzazione non profit è necessario fare people raising ovvero reclutamento dei volontari. Una persona che diventa volontario lo fa per una obbligazione morale ed è giusto che siano selezionati e gestiti nel modo adeguato.

E come si fa?
Bisogna sapersi organizzare, i volontari non vanno abbandonati a loro stessi, come dicevo è necessario svolgere una attività di selezione per comprendere predisposizione, competenze e tempo che intende dedicare alla causa associativa.

Molti presidenti lamentano la carenza di persone disposte a fare volontariato.
Non è vero che non ci sono le persone disposte a fare volontariato, ma bisogna saperli cercare. Gli americani dicono: “Ask, ask, ask!” ovvero “Chiedi, chiedi, chiedi!“, ma bisogna anche scegliere i posti dove trovarli. Quando ero adolescente scelsi di diventare volontario leggendo un volantino dove promuovevano una giornata di presentazione. Ci fu proposto un percorso formativo e delle ore settimanali di impegno volontari. Accettai perchè mi colpì la serietà e soprattutto l’organizzazione.

Serve quindi una campagna informativa.
Serve avviare campagne di reclutamento periodiche nei posti giusti e selezionare gli aspiranti volontari.  Vedo sempre più spesso banchetti per raccogliere fondi, ma mai incontri face to face rivolti per reclutare volontari.

In Italia il numero dei volontari e tre volte più basso di quello dei donatori. La donazione è più semplice di un impegno periodico in termini di tempo e partecipazione.

Cosa deve fare un volontario?
Deve poter utilizzare al meglio le ore che mette a disposizione con attività che ritiene importanti e che condivide. Bisogna sapere sviluppare attività per chi può recarsi in sede come per chi, non potendosi muovere, può farlo da casa.

La cosa più importante?
Fidelizzare i propri volontari, insieme alle attività è necessario fare gruppo, incontrarsi e conoscersi senza dimenticare percorsi di formazione e di training.

A chi tocca tutto questo?
Ai dirigenti di una associazione. Un vero leader solidale non può essere solo al comando, ma deve essere partecipativo e creare legami e relazioni

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