Arte & Cultura

Alta via dei Monti Lattari 1876, in viaggio con Giustino Fortunato

L'Alta via dei Monti Lattari come non l'avete mai vista. Tre giorni di camminata da Cava de' Tirreni a Punta Campanella, alla scoperta del percorso tracciato da Giustino Fortunato

Metti quattro giovani vestiti come nell’ottocento, un tragitto di 120 chilometri in uno dei percorsi più affascinanti da compiere in Costiera ed ecco a voi L’Alta via dei Monti Lattari 1876.

A realizzare questa esperienza storico- naturalistica quattro appassionati di montagna e di cime tempestose: Giovanni Petrolini, Daniele Erra, Angelo Sorrentino e Paolo Casaburi.

Ne parliamo con Giovanni Petrolini, ingegnere nella vita quotidiana, appena ritornato dall’Eroica, evento di ciclismo classico che si tiene ogni anno in Toscana.

Partiamo dall’inizio che cos’è l’Alta via dei Monti Lattari?
E’ il percorso che congiunge l’entroterra della costiera amalfitana alla punta estrema della penisola sorrentina.  A tracciarla fu Giustino Fortunato, escursionista e alpinista, che nel 1876 immaginò un cammino lungo 120 chilometri che tocca quasi tutte le Vette dei Monti Lattari.

Da dove si parte e da dove si inizia?
Fortunato nel 1876, si trovava nella città di Cava de’ Tirreni e fu qui che iniziò a pensare alla rotta che lo avrebbe condotto a Punta Campanella, quello stesso anno fece il suo primo tentativo di tracciare il percorso, ma purtroppo fallì.

L’anno dopo alle ore 6.00 del 15 di ottobre del 1877 nel “più bel mattino di autunno” iniziò il viaggio e arrivo alla meta.

Perché riprendere questo percorso?
Perché è una vera esperienza di cammino, a cui abbiamo voluto aggiungere un elemento del passato. Chi cammina con noi porta con sé un capo dell’epoca. L’idea è venuta a Paolo Casaburi ricordando l’Eroica, una manifestazione cicloturistica toscana che rievoca il ciclismo di un tempo. Ci partecipa porta biciclette e abbigliamento d’epoca. Da lì l’idea di fare il percorso vestiti come nel 1876.

A quando l’appuntamento?
Il 15-16-17 ottobre 2021, negli stessi giorni d’autunno e con gli abiti dell’epoca con cui Giustino porto avanti questa impresa. Vogliamo riassaporare gli odori della natura e ovviamente soffermarci a guardare il paesaggio della Costiera, facendo conoscere luoghi e realtà a molti sconosciuti.

Quali abiti indossate?
Ce ne sono diversi dai cappelli, ai fazzoletti fino al mantello a ruota.

Ma sono comodi?
Il mantello a ruota è estremamente versatile e comodo con i primi freddi autunnali, basta un giro di braccia e sei al caldo.

E quest’anno?
Siamo alla terza edizione lo definisco l’anno della riconferma. Attualmente siamo 15 partecipanti, il numero giusto di persone che riusciamo a gestire. Quest’anno sono tante le attività e gli amici che ci stanno supportano e che credono nella nostra iniziativa. Per questa edizione stiamo pensando anche a dei punti di sosta presso alcune attività produttive locali come ad Agerola e in penisola sorrentina in una fattoria locale. L’ idea è di proseguire nei prossimi anni con attività di cura e salvaguardia del territorio.

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