IO SONO “VIVO” E SONO “MORTO”, QUESTO ROMANZO È IL MIO TESTAMENTO
Intervista allo scrittore ed editore Fabrizio J Fustinoni, autore di libri acclamati, la sua ultima fatica letteraria è VIVO & MORTO (edito RESALIO)

Ho raggiunto Fabrizio a telefono e mi sono ritrovata a interagire con un autore strutturato, una mente in continuo fermento e una personalità incredibilmente sfaccettata. Fabrizio è assai simpatico, è ironico e autoironico, realizzare questa intervista, credetemi, è stata una passeggiata in discesa, raramente mi è capitato di riscontrare una tale e immediata sintonia con un intervistato. Non dubito che di Fabrizio J Fustinoni sentiremo ancora e a lungo parlare, come autore certo, ma anche in qualità di editore, considerando che è il direttore editoriale della RESALIO PRODUZIONI, una casa di produzione che si interessa di Editoria, di Musica, Cinema e Teatro. (info@resalioproduzioni.it)

“In effetti è una figura “strana” ma che in verità è presente in vari ambiti editoriali. Personalmente ho iniziato su richiesta di case editrici e cinematografiche, dopo che il mio primo romanzo nel 2004 aveva incuriosito gli addetti ai lavori. Ritengo che questa professione mi abbia aiutato molto, soprattutto a studiare e affrontare vari stili di scrittura che poi mi hanno formato come scrittore. Capita sovente che un personaggio noto (ma ormai anche i meno noti) vogliano raccontare una loro storia, ma non hanno gli strumenti per farlo. Ecco, allora, che interviene un “ghost”. ”
Una mia curiosità: ti è mai capitato che un libro scritto da te, e la cui paternità fosse attribuita a un altro, avesse poi un successo clamoroso, facendoti sentire quasi defraudato?
“Sì, in due casi soprattutto il numero di copie vendute mi aveva fatto sobbalzare dalla sedia ma, come per ogni gioco, bisogna accettarne le regole. Probabilmente (questo è sempre stato il mio pensiero) lo stesso romanzo firmato dallo sconosciuto Fabrizio non avrebbe venduto così tanto. L’editoria di per sé ha lo scopo di vendere, e in quel contesto io sono uno strumento che può aiutare, esattamente come tutti gli ingranaggi di quella maestosa macchina. Resta però la soddisfazione di aver contribuito, oltre a quella di aver sicuramente migliorato la mia tecnica mettendomi in gioco”.
Ad ogni modo, tu poi non ti sei accontentato più di scrivere benissimo solo per altri, quindi hai cominciato a pubblicare (e con successo) libri firmati Fabrizio J. Fustinoni. A proposito, è da tanto che volevo chiedertelo: ma quella “J” puntata, sta per…?
Fabrizio J., in queste settimane stai presentando, con successo, la tua ultima fatica letteraria: VIVO & MORTO (Ed. Resalio), dove “Vivo” e “Morto” non rappresentano solo due aggettivi, piuttosto sono il nome dei protagonisti. Raccontaci.
“Volentieri. VIVO & MORTO nascono proprio nel 2004, con la stesura del mio primo e fortunato romanzo dal titolo “Frammenti di una nuvola in viaggio”. Quella mia prima opera vinse un concorso nazionale per scrittori emergenti. Nel 2008 arrivai secondo a un concorso nazionale di sceneggiatura cinematografica scrivendo appunto una sceneggiatura dal titolo “Vivo & Morto”, tratta ovviamente da quel libro. Da lì iniziai la mia “carriera” di ghostwriter e, oggi, con uno stile totalmente “mio”, ho voluto rendere omaggio ai miei due protagonisti scrivendo tutto ciò che loro hanno rappresentato per me. Vivo & Morto, nel racconto, sono due amici legati da un destino differente. In realtà rappresentano in pieno le due facce della mia personalissima medaglia. E si capirà chiaramente a conclusione della lettura”.
Se dovessi definire il genere del tuo libro, quale sarebbe?
“Non ho dubbi: narrativa “pop”. Ho la pretesa (sperando di riuscirci!) di raggiungere la “pancia” del Lettore attraverso uno stile visivo e molto cinematografico. Cerco di ridurre al limite la scrittura, rendendola asciutta e appunto visiva. È un lavoro arduo, credimi, come tutti i lavori in cui bisogna sottrarre, ma mi sta regalando parecchie soddisfazioni”.
So che questo romanzo ti è particolarmente caro. Ci spieghi il motivo?
“Sì, come ti ho già accennato sono legato all’intera “storia” che dal 2004 mi accompagna. In realtà vi è anche una spiegazione più intima. In questo romanzo parlo di me, quasi fosse un testamento personale, e non mi nascondo di fronte al Lettore. Io sono Vivo e sono Morto, lo sono stato anche pagando un prezzo altissimo nella mia vita, ma sono qui. Dovevo raccontarlo, dovevo raccontarmi”.
Che vi sia una continuità dei due progetti di cui hai parlato, è palese anche dalla scelta – non casuale – della copertina…
“Esattamente, Laura. Il primo romanzo riportava una nuvola in copertina, e quest’ultimo lavoro grafico è totalmente “una nuvola”. Chiaramente leggendo il racconto si scoprirà che questa nuvola ha un valore simbolico davvero potente per i due protagonisti, quindi anche per me”.
Hai diviso il testo in due parti nette e assai definite, persino narrate con stili e punti di vista differenti. Ti sei voluto complicare la vita o… cosa?
“Sono cintura nera di complicazioni! Nella realtà volevo che il Lettore si accorgesse che le due parti sono complementari ma vogliono raggiungere due obiettivi differenti. La prima parte (intitolata “Coriandoli di vite”) vuole mettere sul tavolo tutti i personaggi, le loro vite, la loro storia, entrando in empatia con il Lettore. È scritta in terza persona. La seconda parte (intitolata “Il viaggio dei coriandoli”), è scritta in prima persona e il Lettore viaggerà con Vivo fino all’epilogo della storia”.
Fabrizio, che tu sia un autore particolarmente originale e alquanto “sui generis” non si evince solo da questi dettagli. Che ci dici, per esempio, dell’idea bizzarra della postfazione di VIVO & MORTO?
“È una trovata simpatica (per alcuni folle) ma sicuramente è servita al Lettore per scoprire ancora di più chi c’è dietro questo racconto. In questa postfazione che ho intitolato “Dietro le quinte” si scopriranno decine e decine si aneddoti che riguardano ogni singolo passaggio del romanzo. Tutto (e credimi, Laura, quando dico “tutto”) non è stato dato al caso. Ecco, con questa postfazione sarà più chiaro capire: 1) che è vera questa affermazione e 2) che probabilmente sono pazzo completamente! (ride, ndr)”.
Dunque, ricapitoliamo: sei un ghost writer, un autore, un editore e organizzi persino corsi di Scrittura Creativa. Ogni tanto dormi, sì?
“Ma certo, vuoi togliermi il gusto di sognare anche ad occhi chiusi?”
Ce l’hai un rimpianto professionale o personale?
“Fino a qualche anno fa ti avrei risposto “Non aver accettato la proposta di una casa editrice importante quando mi offrirono un contratto”. Ma ho superato quel rimpianto creando una casa editrice, piccola ma mia. Personalmente non ho rimpianti, e se li avessi li direi a Vivo e a Morto…”
A noi, però, puoi raccontare almeno i tuoi progetti in corso?
“A parte lavorare per la mia casa editrice RESALIO (veder crescere nuovi autori è una soddisfazione immensa), sto ultimando un’opera teatrale che farà certamente discutere… poi vorrei tornare a scrivere un romanzo, ho un soggetto così bello e complesso che mi chiama da un po’ di tempo…”
Fabrizio, come e dove ti vedi fra cinque anni?
“Spero di vedermi con 5 kg in meno (1 kg all’anno, dovrei farcela!), ma a parte gli scherzi vorrei vedermi con i miei figli e gli amici che hanno contribuito a farmi sognare. Dove? Ovunque, purché soddisfatti dei sogni avverati e pronti per nuovi traguardi”.
C’è una domanda che avresti voluto ti facessi e che non ti ho chiesto?
“Onestamente no, o forse sì… questa: “Sei mai come davvero sei?”. Ma non ti avrei risposto.(ride, ndr) “
A proposito, ci tenevi che specificassi, soprattutto alle nostre lettrici, che non sei solo figo e affascinante, bello e tenebroso, e con un corpo attraente. Insomma, tu possiedi anche un cervello! Ecco, ti ho accontentato. Vuoi aggiungere altro, che so… tipo che sogni la pace nel mondo?
“Direi che sei stata di parola! Sono stanco di essere giudicato solo per la mia prorompente bellezza!(ride, ndr) E riguardo la pace nel mondo, fammi riflettere… sai, dovrei ancora fare pace con me stesso!”



