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ASSENTE GIUSTIFICATO

Su Twitter il presidente uscente scrive anche che "chi ha votato per lui, per l'America First" non sarà trattato ingiustamente.

(Washington)- Donald Trump non parteciperà alla cerimonia di insediamento alla Casa Bianca di Biden. Il presidente uscente lo ha annunciato su Twitter. Sarà il primo presidente in carica, dopo Andrew Johnson, a saltare l’inaugurazione del suo successore. Il tycoon non ha fatto sapere come trascorrerà le ultime ore della sua presidenza. In un altro messaggio si era rivolto ai suoi sostenitori: “I 75 milioni di grandi patrioti americani che hanno votato per me, per l’America first, per renderla di nuovo grande, avranno una voce gigante a lungo in futuro. Non saranno disprezzati o trattati ingiustamente in nessun modo e forma”.

Dopo il video postato ieri in cui per la prima volta riconosce la vittoria di Joe Biden, Donald Trump torna dunque a rivolgersi ai suoi elettori mentre la Camera pensa a un possibile impeachment. Impeachment al voto la prossima settimana La Camera americana potrebbe procedere a un voto sugli articoli per l’impeachment di Donald Trump già a metà della prossima settimana se il vicepresidente Mike Pence non invocherà il 25/o emendamento. I Democratici della Camera dei Rappresentanti di Washington vogliono presentare gli articoli per l’avvio del procedimento di impeachment del presidente Donald Trump già lunedì. Nel darne notizia, la Cnn, che cita diverse fonti a conoscenza della vicenda, anticipa che tra gli articoli ne figura anche uno relativo all'”incitamento all’insurrezione”. “Donald Trump deve essere rimosso dall’incarico. E procederemo con ogni strumento a disposizione per assicurarci che questo accada in modo da proteggere la nostra democrazia”, ha detto alla Cnn Katherine Clark, assistente della speaker della Camera, Nancy Pelosi.  “Se sono vere le notizie che il vice presidente Pence non rispetterà il suo giuramento e non rimuoverà il presidente per proteggere la nostra democrazia, allora noi procederemo con l’impeachment”, ha aggiunto, precisando che in questo caso gli articoli di impeachment potranno essere votati” per l’inizio, massimo metà della prossima settimana”. Il 20 gennaio finirà il mandato di Trump con l’insediamento di Joe Biden.  “Abbiamo un presidente che ha incitato la folla ad attaccare il  Campidoglio, abbiamo cinque persone morte e il danno recato alla nostra democrazia è inimmaginabile”, ha concluso la democratica. “Se il presidente non lascerà l’incarico volontariamente, il Congresso procederà con la sua azione”, ha detto Nancy Pelosi citata dalla Cnn. La speaker della Camera ha detto di non aver ancora sentito una risposta del vicepresidente Mike Pence sul 25/o emendamento, sollecitato da vari dem e anche da alcuni repubblicani.

Il senatore repubblicano Ben Sasse ha annunciato che prenderà “in considerazione qualsiasi articolo di impeachment perché “credo che il presidente abbia violato il suo giuramento”. Anche altre fonti hanno dichiarato alla Cnn che vi sono altri esponenti repubblicani che  potrebbero votare l’impeachment. Tempi stretti L’iniziativa farebbe del magnate il primo presidente nella storia americana a subire per due volte un processo politico. Ma i tempi sono strettissimi: il primo impeachment del presidente Trump richiese un mese, due settimane e quattro giorni, dall’inizio alla sua bocciatura; il secondo avrebbe meno di due settimane per arrivare al compimento e, teoricamente, il presidente affronterebbe il processo in un Senato controllato ancora dai repubblicani (i due nuovi senatori dem devono attendere fine mese per la certificazione dei risultati dei ballottaggi in Georgia) e in pausa sino al 19 gennaio, il giorno prima del giuramento di Joe Biden. Il leader dei senatori del Grand Old Party Mitch McConnell, pur avendo condannato il comportamento di Trump, non ha ancora fatto sapere se riconvocherebbe il Senato nel caso la Camera approvasse gli articoli dell’impeachment. In ogni caso per condannare e rimuovere il presidente sono necessari i due terzi dei voti.

Pence contrario al 25esimo emendamento I leader democratici hanno chiesto a Pence di fare ricorso 25esimo emendamento per ‘neutralizzare’ il presidente, ma Pence – secondo il New York Times che cita fonti informate – sarebbe contrario. “Nonostante la rottura con Trump, il vice presidente in conversazioni private ha escluso di invocare la clausola del 25esimo emendamento per rimuoverlo, parlando con molti che chiedono a lui e ai ministri di farlo”, ha scritto il quotidiano newyorkese. Sulla portata della rottura tra i due, il Wall Street Journal pubblica rivelazioni sulla litigata che Trump ha avuto con Pence mercoledì mattina, poco prima di andare al comizio durante il quale ha arringato la folla che poi ha dato l’assalto al Congresso. Secondo le fonti del giornale conservatore, il vice presidente ha ribadito a Trump di non avere, contrariamente a quello che lui ripeteva da giorni, i poteri per bloccare i voti del Collegio Elettorale. E che, se anche li avesse avuti, non avrebbe fatto nulla per non creare un pericoloso precedente. La franchezza di Pence ha fatto infuriare Trump che, secondo la  ricostruzione, nel tentativo di imporgli l’ubbidienza che in questi quattro anni il repubblicano gli ha sempre mostrato, avrebbe urlato: “Io non voglio essere tuo amico, voglio che tu sia il vice presidente”. La possibilità di invocare il 25esimo emendamento per rimuovere Trump sarebbe stata anche discussa tra il segretario al Tesoro Steven Mnuchin e il segretario di Stato Mike Pompeo. I due hanno tenuto conversazioni informali per esplorare il processo di rimozione del presidente. Tra le obiezioni, c’è stata quella della durata: una settimana, mentre ne mancano appena due all’inaugurazione. Altra obiezione è stata quella del rischio di ulteriori tensioni tra gli esponenti della sua base, che avrebbe considerato Trump, un eroe dell’estrema destra, con conseguenze devastanti a lungo termine. “Il piano generale ora è lasciare che il tempo si concluda”, ha detto un ex alto funzionario a conoscenza delle discussioni. “Ci sarà una resa dei conti con questo presidente, ma non è necessario che avvenga nei prossimi 13 giorni”. Certo è che delle due strade, ricorso al 25esimo emendamento o impeachment, la seconda sembra avere un peso maggiore: impedirebbe al tycoon di ricoprire in futuro cariche pubbliche. Non piacerebbe però neanche a Joe Biden. Secondo il presidente eletto non aiuterebbe ad unificare il Paese.

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