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Bielorussia: Lukashenko fa schierare l’esercito sul confine occidentale del paese

Esercito in stato di allerta sul confine ovest della Bielorussia, mentre Mosca avverte Francia e Germania di evitare invasioni di campo. Gli Usa di Trump prendono tempo per parlare con Putin. Domani vertice europeo sulla situazione con la partecipazione del premier Conte

(Minsk)- Il leader bielorusso, Aleksandr Lukashenko, ha affermato che Minsk ha schierato unità armate ai suoi confini occidentali in risposta alle dichiarazioni dei governi stranieri sulla situazione all’interno del Paese. In una riunione trasmessa dalla televisione, Lukashenko ha detto che “le unità sono in piena allerta e pronte ad adempiere ai loro obblighi”. Il ministero della Difesa di Minsk ha fatto sapere che sono iniziati pattugliamenti dei confini nazionali con caccia militari in stato di allerta. Intanto il presidente russo, Vladimir Putin, respinge al mittente le sollecitazioni della cancelliera Merkel e del presidente Macron perché si fermino le violenze in Bielorussia ai danni dei manifestanti dell’opposizione. Mosca le giudica “inaccettabili interferenze”.

epa08607901 Belarusians attend a rally in support of the Belarusian opposition, against police brutality and the results of the Belarusian presidential election in Minsk, Belarus, 16 August 2020. Long-time President Lukashenko is under mounting pressure after unrest erupted in Belarus over alleged poll-rigging and police violence at protests following election results claiming that he had won a landslide victory in the 09 August elections. As unrest continued in the country as of 15 August, Lukashenko sought the help of Russian President Vladimir Putin asking assistance in the event of external military threats to Belarus, media reported. Opposition leader Tikhanovskaya fled to Lithuania after rejecting the election results she claimed was rigged. Following the deathly crackdown on protesters, EU foreign ministers, during a video conference in Brussels on 14 August, approved sanctions against responsible officials in Belarus.
Continua l’ondata di proteste e scioperi che ha travolto la Bielorussia dopo i risultati delle elezioni presidenziali che hanno confermato al potere Alexander Lukashenko, alla guida dello stato dal 1994. Il clima è sempre più teso con i dissidenti che hanno convocato la prima riunione del Consiglio di coordinamento dell’opposizione e Lukashenko che ha gridato al golpe e ha avvertito di aver dispiegato le unità combattenti dell’esercito lungo il confine occidentale. Da parte dell’opposizione è in corso un chiaro tentativo di prendere il potere, ha detto il presidente, minacciando di ricorrere a “misure adeguate” contro chi ha aderito al Consiglio. Diplomazia al telefono Lukashenko teme un intervento delle potenze straniere e nei giorni scorsi aveva dato l’allarme di un rafforzamento della presenza militare Nato nella regione, affermazione poi smentita dalla stessa Organizzazione atlantica. Alla vigilia del vertice straordinario dell’Ue sulla crisi nel Paese, a farsi portavoce degli interessi bielorussi è stato il presidente russo Vladimir Putin che ha promesso a Lukashenko un aiuto militare in caso di necessità.
epa08505514 Russian President Vladimir Putin (L) shakes hands with Belarus President Alexander Lukashenko (R) during their meeting in the Kremlin in Moscow, Russia, 24 June 2020. Alexander Lukashenko arrived in Moscow to attend the military parade marking the 75th anniversary of the victory over Nazi Germany in the World War II which takes place in the Red Square on 24 June 2020, as the traditional troops parade as part of the Victory Day Parade which is annually held on 09 May, was cancelled due to Covid-19 epidemic in Russia
L’uomo forte della Russia ha avuto colloqui telefonici con la cancelliera tedesca Angela Merkel, il presidente francese Emmanuel Macron e il presidente del Consiglio europeo Charles Michel. Il messaggio è stato chiaro: Mosca non vuole nè pressioni nè interferenze da parte delle potenze straniere sulle questioni interne di Minsk. I leader europei hanno ribadito l’importanza di fermare le violenze contro i manifestanti pacifici e di avviare un dialogo costruttivo e inclusivo per risolvere la crisi. Il Consiglio dell’opposizione L’opposizione bielorussa, che gravita attorno alla figura della candidata alla presidenza Svetlana Tikhanovskaya, riunitasi nel Consiglio di coordinamento, ha riferito di avere due obiettivi: tenere nuove elezioni presidenziali e assicurare un trasferimento pacifico del potere. Tra le personalità che hanno aderito al comitato spicca la scrittrice premio Nobel Svetlana Alexievich. Maria Kolesnikova, altro membro del consiglio – intervistata dall’agenzia russa Interfax – ha chiarito che l’opposizione non ha intenzione di rinunciare al “dialogo costruttivo” con Mosca e agli accordi internazionali a cui Minsk ha aderito. “Da parte nostra – ha affermato – confermiamo il desiderio e la disponibilità a costruire relazioni reciprocamente vantaggiose con tutti i paesi partner, inclusa la Federazione Russa”. In Italia “La posizione della politica europea è chiara. Credo che ora sarebbe utile che anche il governo italiano esprimesse con chiarezza la posizione del nostro Paese e il dissenso nei confronti di questa violenta repressione. Deve essere chiaro che anche noi siamo dalla parte di chi desidera la democrazia e il rispetto dei diritti umani”. Lo ha detto il coordinatore nazionale di Italia Viva, Ettore Rosato. Vertice europeo Domani alle 12 il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, parteciperà alla videoconferenza dei Capi di Stato e di Governo dell’Unione Europea sulla situazione in Bielorussia. Lo riferisce una nota di Palazzo Chigi.

Il parlamento lituano, infine, ha approvato le sanzioni economiche contro la vicina Bielorussia e ha affermato che le elezioni presidenziali che hanno riconfermato alla presidenza Lukashenko, non devono essere riconosciute a livello internazionale. “Oggi stiamo inviando un messaggio forte al mondo”, ha detto il ministro degli Esteri lituano, Linas Linkevicius, dopo che i parlamentari hanno approvato le sanzioni con 120 voti a favore, 0 contrari e due astensioni. Diciannove dei 141 membri del parlamento erano assenti. I legislatori hanno chiesto anche che la comunità internazionale non riconosca la legittimità delle elezioni.

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