ApprofondimentiAttualità

Buon compleanno Greta Thunberg

La ragazzina, diventata famosa con i suoi Fridays for future, gli scioperi del venerdì per la tutela dellʼecosistema, è oggi unʼicona per tanti giovani in tutto il mondo

(Stoccolma)-Tanti auguri a Greta Thunberg. Compie 18 anni il 3 gennaio l’attivista dei Fridays for Future, scelta da Time nel 2019 come Persona dell’Anno e nominata per il Premio Nobel per la pace. La giovane svedese ha saputo ispirare moltissimi studenti in tutto il mondo, che hanno dato vita alle “manifestazioni del Venerdì” in tanti Paese durante tutto il 2019. Nata a Stoccolma dalla cantante d’opera Malena Ernman e dall’attore Svante Thunberg, la sua storia è stata ripercorsa nel documentario “I am Greta” di Nathan Grossman, dove si racconta da vicino la ragazzina che si autodefinisce “nerd, vegana e animalista”, diventata oggi un personaggio simbolo per tanti giovani di ogni parte del pianeta.

L’attivismo di Greta Thunberg comincia ad agosto del 2018, quando l’allora quindicenne svedese annuncia lo Sciopero Scolastico per il Clima (Skolstreik for Klimatet), sedendosi di fronte alla sede del Parlamento svedese, Riksdag, raccogliendo l’eredità del gruppo indipendente di studenti che già nel 2015 aveva protestato con forza prima e durante la Conferenza sul Clima di Parigi. Greta Thunberg diventa ben presto l’animatrice di un significativo e numeroso movimento globale di giovani, dando vita all’iniziativa Fridays for Future. Saranno in molti ad essere ispirati dalla giovanissima svedese, dall’Australia agli Stati Uniti, dal Giappone alla Svizzera, dall’Afghanistan alla Thailandia, al Senegal, gli scioperi per il clima si diffondono a macchia d’olio. A metà marzo del 2019 oltre un milione di studenti manifesta in tutto il mondo, con cortei in città come New York, Sydney, Mosca, Bruxelles. In Italia l’onda si propaga coinvolgendo oltre cento città e tra queste Milano, con oltre 100.000 partecipanti, vede il più alto numero di giovani a sostegno delle iniziative promosse da Thunberg.

I numeri di azioni e di persone progressivamente coinvolte crescono durante tutto il 2019, con cifre, come si legge nelle testate internazionali, che testimoniano il grande successo e il significato del movimento attivato da Greta Thunberg, che vedono partecipare oltre 1650 città del mondo in 125 paesi, dove le proteste crescono e si diffondono. Cresce anche il numero di giovani attivisti che come Thunberg si fanno avanti in tutto il mondo, invitando tutte le generazioni a prendere parte alle azioni, scrivendo, per esempio prima dell’inizio della prima Climate Action Week, a settembre del 2019, questo è un compito per tutta l’umanità. Noi giovani possiamo contribuire ad una lotta più grande, e questo può fare una grande differenza. Ma questo funziona solo se la nostra azione è intesa come una chiamata. Vi chiediamo di unirvi a noi… Unitevi alla giornata con i vostri vicini, colleghi, amici e famiglie per ascoltare le nostre voci e fare di questo un punto di svolta nella storia“.

In pochi mesi, Greta Thunberg è riuscita ad imporre all’attenzione dei media e della politica un tema assolutamente negletto come quello del cambiamento climatico. Se oggi si parla di clima, se oggi si comincia a comprendere l’immensità della minaccia sulla nostra vita del riscaldamento globale è anche grazie a lei. Senza “santificarla”, possiamo dire che in un certo senso Greta Thunberg ci ha forse salvato. Proprio di lei mi è capitato di parlare pochi giorni prima della chiusura delle scuole, a scuola di mio figlio. Ho deciso, d’accordo con l’insegnante, di affittare il documentario che parla della vita di Greta da agosto 2018 a settembre 2019, e di introdurlo spiegando ai bambini (dieci anni) chi è Greta e cosa racconta quel film. La sintesi era facile: Greta è una ragazzina normale, che ama stare a casa con i suoi genitori, giocare con i suoi amati cani, studiare.

Ma Greta non ha solo scosso letteralmente le coscienze di milioni di persone, in maniera rigorosa, senza mai sbagliare passo o tono, sempre seguendo il suo bellissimo motto “United behind the science“. In questi mesi ha avuto una funzione fondamentale, che nessun altro ha saputo fare come lei: dare voce ai giovani di tutto il mondo e in particolare quelli di nazioni povere e completamente ignorate dai media. Grazie ai social network, in particolare Twitter, Greta rilancia le proteste e le immagini di ragazzi che nessun telegiornale ci mostra, giovanissimi dei paesi asiatici o africani che più sono colpiti dal cambiamento climatico e che più provano rabbia, nella misura in cui capiscono che la loro misera condizione è dovuta soprattutto allo stile di vita dei paesi più ricchi.

Articoli correlati

Back to top button