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Conte accelera per il nuovo Dpcm: ipotesi lockdown locali e stop agli spostamenti

Comitato tecnico scientifico convocato dʼurgenza: i dati porteranno alla chiusura delle zone considerate più a rischio

(Roma)- Una stretta a livello locale nelle zone del territorio nazionale dove l’indice Rt è più alto. E’ questa l’ipotesi a cui sta lavorando il governo prima di decidere se arrivare a misure restrittive di portata nazionale. Del tema, a quanto si apprende da fonti dell’esecutivo, si sarebbe parlato nella riunione pomeridiana a palazzo Chigi tra Giuseppe Conte, i capi delegazione e il Cts. La maggioranza dovrebbe tornare a riunirsi domenica. Lunedì Conte in Parlamento – Lunedì 2 novembre il presidente del Consiglio Giuseppe Conte si presenterà in Parlamento per comunicazioni sulla emergenza Covid. Stando a fonti parlamentari il premier sarà alle 12 alla Camera mentre alle 17 è atteso al Senato. 

Chiusure mirate per 2/3 settimane: Napoli, Torino e Milano nel mirino – Per il momento non si parla di un lockdown generalizzato, ma di chiudere per due o tre settimane le aree dove i contagi corrono di più. Tra le ipotesi che circolano, nel mirino ci sarebbero grandi città come Napoli, Torino e Milano, ma anche Roma è nella lista degli “osservati speciali”. Giuseppe Conte aspetta solo il report del Comitato tecnico-scientifico sui casi più allarmanti per mettere nero su bianco i provvedimenti che saranno discussi dai ministri Francesco Boccia e Roberto Speranza con Regioni, Anci e Province domenica mattina.Vietati spostamenti tra Regioni e scuola a distanza dalla terza media – Si ipotizzano anche nuove limitazioni ai negozi, un freno agli spostamenti fra le regioni e un intervento sulla scuola: “La curva sta subendo un’impennata così rapida – ha ammesso Conte – che rischia di mettere in discussione la didattica in presenza”. Una delle opzioni sul tavolo è quella di garantire lezioni in classe fino alla seconda media, con didattica a distanza dalla terza media in su. L’esecutivo starebbe valutando anche di predisporre degli “hotel covid”, dove ospitare i positivi che, altrimenti, rischiano di contagiare i familiari. Il governo va di corsa. “I numeri sono preoccupanti – ha detto Conte – e non c’è la palla di vetro”.

Dopo un vertice di maggioranza a Palazzo Chigi, allargato agli esperti, il ministro della Salute Roberto Speranza ha chiesto al Comitato tecnico scientifico di riunirsi per fornire al governo i dati su quei territori che stanno facendo i conti con un’impennata dei contagi: l’obiettivo è istituire nuove zone rosse o prevedere chiusure “mirate”. Nel mirino ci sono le aree metropolitane di Milano, Napoli, Genova e Torino, una parte del Veneto e alcune regioni meridionali, come la Campania. La situazione è decisamente seria, anche se da più fonti di governo ribadiscono che la seconda ondata era prevista, al punto che ogni misura che sarà adottata rispetterà le indicazioni tracciate dall’Iss la scorsa estate in caso di superamento del temibile indice Rt a 1,5 e 2.

Eppure, un lockdown generalizzato non è per niente escluso. Prima di ricorrere a una misura così drastica, però, Conte intende valutare gli effetti dell’ultimo Dpcm, quello del 24 ottobre, con le chiusure di teatri e palestre e lo stop alle 18 a bar e ristoranti. Per capire se il provvedimento è servito a contrarre i contagi  bisognerà  aspettare la seconda metà della settimana prossima.

 

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