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Coronavirus, notte di guerriglia e arresti a Torino e Milano. Allerta del Viminale

Le manifestazioni contro i provvedimenti per il contenimento del coronavirus sfociano nella violenza. 28 persone portate in Questura a Milano. 11 fermi a Torino

Scene da guerriglia urbana a Torino e Milano, un migliaio di persone in piazza del Plebiscito a Napoli, lancio di fumogeni a Trieste. Quella che sui social era stata annunciata come una manifestazione di popolo contro le chiusure decise dal governo per fronteggiare la nuova ondata di Coronavirus, si è trasformata in scontri con le forze dell’ordine. A Torino il bilancio è stato di una decina di feriti tra i poliziotti, un fotoreporter colpito alla testa da una bottiglia, e una decina di manifestanti fermati per accertamenti. I reati contestati sono furto aggravato e resistenza a pubblico ufficiale. Al vaglio degli inquirenti c’è anche l’ipotesi di devastazione. Tra di loro vi sarebbero alcuni ultrà e nessuno sarebbe titolare di un’attività o dipendente di un esercizio pubblico. Arrestato un uomo dai Carabinieri per danneggiamento e resistenza a pubblico ufficiale e denunciata una ragazza di 17 anni. Durante i disordini, i manifestanti hanno devastato dehors di locali chiusi per effetto dell’ordinanza che impone di abbassare le serrande alle 18, divelto e dato alle fiamme cassonetti dei rifiuti e alcuni materiali prelevati da un cantiere, preso di mira le vetrine di numerosi negozi, che sono state colpite da pietre. Alcuni negozi sono stati anche saccheggiati, tra questi Gucci e Louis Vuitton. La polizia ha recuperato buona parte della refurtiva sottratta. I danni causati dai violenti ​ammontano a decine di migliaia di euro con via Roma e via Po che questa mattina sembrano un ‘campo di battaglia’. “Sciacallaggio sulle spalle di lavoratori, commercianti e imprenditori”. Così su Facebook la sindaca di Torino Chiara Appendino. La sindaca parla di “azioni criminali dei violenti che hanno inquinato la manifestazione pacifica di commercianti,imprenditori e lavoratori. Violenti organizzati per distruggere, non per protestare. Azioni – aggiunge – che non solo non appartengono alle ragioni della protesta, ma che su quella protesta hanno sciacallato. Sulle spalle di lavoratori,commercianti e imprenditori che hanno manifestato civilmente il loro legittimo dissenso”.

Sono 28 le persone che sono state accompagnate in questura a Milano dopo gli incidenti di ieri sera durante la manifestazione non autorizzata contro i provvedimenti per il contenimento del coronavirus. Alla protesta hanno partecipato alcune centinaia di persone e gli autori dei disordini sarebbero in particolare giovanissimi. Danni soprattutto a dehors di locali, monopattini e biciclette a noleggio, tram. A Napoli sono scesi in campo anche Dda e antiterrorismo. Il cuore della protesta partenopea è stata piazza del Plebiscito dove un migliaio di persone si sono radunate in piazza tra le quali diversi rappresentanti del settore della ristorazione, barman, ma anche del mondo dell’animazione e intrattenimento, precari dello spettacolo, piccoli artigiani. Dopo la guerriglia urbana dei giorni scorsi, la protesta napoletana si è comunque conclusa senza provocare scontri con le forze dell’ordine, anche se si registra il fermo di un manifestante. A Trieste hanno manifestato titolari di bar, ristoranti, pasticcerie, palestre e piscine. La protesta ha avuto un epilogo violento in serata quando, dopo un incontro tra gli organizzatori della manifestazione stessa e le autorità, alcuni presenti hanno lanciato fumogeni in direzione della Prefettura, colpendo i carabinieri e alcuni rappresentanti della stampa. Il governatore Massimiliano Fedriga e il sindaco, Roberto Dipiazza, hanno sottolineato “la partecipazione di migliaia di persone pacifiche, che hanno espresso il loro dissenso in modo civile e composto” e “pochi facinorosi, che nulla hanno a che fare con esse” che hanno “tentato di avvelenare il clima alimentando inutili tensioni”. Clima teso anche in altre città italiane. A Cremona, i ristoratori hanno battuto le pentole davanti alla prefettura e poi le hanno lasciate a terra come in un cimitero di stoviglie, a Catania hanno tirato bombe carta davanti alla prefettura, a Treviso in mille hanno sfilato in corteo, a Viareggio giovani hanno bloccato il traffico e lanciato fumogeni e petardi.

Allerta del Viminale In tutta Italia, da nord a sud, si sono svolte manifestazioni di protesta contro il Dpcm che impone le nuove chiusure per limitare il contagio da Covid e altre se ne annunciano per le prossime ore. E così al Viminale sale l’allerta per le tensioni sociali. La linea, dicono al ministero dell’Interno, è quella della massima attenzione; viene sottolineata la necessità di disinnescare sul nascere ogni situazione di possibile rischio, avvertendo che vi sarà massima fermezza nei confronti dei violenti. La preoccupazione del Viminale è che la rabbia e la frustrazione che monta fra baristi, ristoratori, proprietari di palestre, dipendenti, lavoratori dello spettacolo possa diventare terreno fertile per chi ha interesse ad alimentare le tensioni e che alle manifestazioni – già molte quelle indette nei prossimi giorni – possano essere strumentalizziate e diventare l’occasione per provocatori e infiltrati di mettersi in mostra. “La questione dell’ordine pubblico è diventata molto sensibile e vanno disinnescate le situazioni più a rischio” spiegano fonti qualificate degli apparati di sicurezza. Perciò, già in questi giorni sono state messe in campo una serie di azioni preventive e in ogni caso, viene ribadito, “non saranno tollerati eccessi”. La stampa straniera racconta la protesta Le manifestazioni di protesta in Italia sono rimbalzate nelle cronache della grande stampa straniera. Nel Regno Unito, il Guardian scrive che “la polizia ha sparato gas lacrimogeni per disperdere folle arrabbiate a Torino e Milano” e che “le proteste contro l’ultimo pacchetto di restrizioni anti-Covid sono sfociate nella violenza”.

Per l’Independent, “gli italiani si sono riversati a centinaia in diverse città per sfogare la loro rabbia, a volte in maniera violenta”. La Bbc tiene la notizia alta, in prima pagina, facendo notare che “mentre il primo lockdown nazionale, a inizio d’anno, fu rispettato pacificamente, l’annuncio di nuove misure è stato accolto con immediate proteste”. In Francia, le Parisien, ricorda i violenti sconti dello scorso fine settimana e “i migliaia di manifestanti che hanno nuovamente protestato la scorsa notte in diverse città”. Bfmtv sottolinea che “dopo le già intense manifestazioni del fine settimana in diverse città della penisola, le proteste sono proseguite con violenza nel nord e nel sud dello ‘stivale'” anche lunedì. Le Figaro fa presente però che il Paese sta affrontando una recrudescenza dei contagi da due settimane, “che ha portato il governo a inasprire nuovamente le restrizioni; ma questo semi-lockdown potrebbe non essere sufficiente, e se queste misure si riveleranno inefficaci, la chiusura totale sarà inevitabile”. In Germania, Tagesschau, notiziario del primo canale tv del Paese, racconta che ci sono stati scontri e che in molte città le proteste sono sfociate in violenze, “a Milano e Torino sono volate pietre e bottiglie e la polizia ha usato gas lacrimogeni”.

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