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CRISI ALITALIA, I SINDACATI: “GLI STIPENDI NON SONO STATI ANCORA PAGATI”

Il direttore generale Zeni: persi due miliardi e 40 milioni nel 2020. In forte peggioramento anche il risultato operativo

(Roma)- In Alitalia non sono ancora stati pagati gli stipendi dei dipendenti. Lo denunciano fonti sindacali, precisando che l’azienda fino ad ora non ha nemmeno fornito indicazioni su quando arriveranno le buste-paga, che di solito vengono consegnate entro il 27 del mese. La compagnia sta facendo i conti con numeri disastrosi: nel 2020 i ricavi sono crollati, con un calo di oltre 2 miliardi di euro.

“L’anno scorso è stato drammatico – spiega il direttore generale della società Giancarlo Zeni -. Ha determinato una paralisi della domanda e l’ordine di grandezza è un calo del 90% dall’inizio della pandemia: questo ha fatto sì che abbiamo subito un calo dei ricavi di 2 miliardi e 40 milioni”.

Zeni è intervenuto al convegno sul “Rilancio del trasporto aereo nel mondo post Covid” organizzato dalla senatrice M5s Giulia Lupo. “Nella settimana appena conclusa – continua – la società Pwc ha finito l’asseverazione dei nostri numeri”, aggiungendo che il “risultato operativo è purtroppo in peggioramento di 20 milioni, che è l’1% dei ricavi dell’anno”.

Gli stipendi di febbraio dei lavoratori di Alitalia saranno pagati il primo marzo. Lo ha detto, secondo quanto affermano fonti sindacali, il commissario straordinario Giuseppe Leogrande. Martedì scorso Leogrande aveva annunciato ai sindacati che gli stipendi del mese di febbraio sarebbero stati pagati in ritardo. E’ l’unica buona notizia di una giornata trascorsa dai lavoratori dell’Alitalia davanti al Parlamento a chiedere interventi urgenti e risolutivi.

Sindacati divisi su strategia Sindacati divisi sulla strategia da adottare per avviare un confronto con il nuovo governo Draghi sul Trasporto aereo. Oggi si è tenuta una manifestazione davanti a Montecitorio, indetta dalla Filt Cgil e dalla Uiltrasporti e alla quale ha partecipato anche l’Ugl, mentre la Fit Cisl ha preferito presentare un proprio manifesto di proposte al nuovo esecutivo. Alla base della divisione ci sarebbe una diversità di vedute sull’opportunità di fare una manifestazione prima di aver incontrato il nuovo Esecutivo. Al momento comunque non è stato fissato dal nuovo Governo un confronto con i sindacati sul settore del Trasporto aereo. Resta invece confermato l’incontro di lunedì prossimo al Mit con il ministro Enrico Giovannini e i sindacati, ma sull’intero sistema dei Trasporti, mentre domani il ministro dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti vedrà i colleghi al Tesoro e alle Infrastrutture sul dossier Alitalia.

Landini: “Il Mise non ci ha convocato” “Dal ministro Giorgetti non è arrivata alcuna convocazione su Alitalia. La manifestazione di oggi chiede che la discussione comunque non avvenga con un ministero, ma con tutti quelli coinvolti. Si attivi dunque un tavolo complessivo sul sistema aeroportuale. Se ci pensiamo, questo settore è un biglietto da visita dell’Italia nel mondo”. Cosi’ il segretario generale della CGIL, Maurizio Landini, a margine della manifestazione a Montecitorio dei lavoratori del trasporto aereo.

 

Dossier preoccupante Venerdì mattina alle 9.30 il titolare del Mise, Giancarlo Giorgetti, ha convocato un incontro urgente, al quale parteciperanno il titolare del Mit Enrico Giovannini e il Tesoro, anche se è ancora in forse la presenza del ministro Daniele Franco. L’Ue non ha dato l’autorizzazione all’ultima tranche da 55 milioni per i Ristori Covid e le risorse a disposizione sono agli sgoccioli. Venerdì si dovrebbe parlare anche della cessione degli asset del vettore in amministrazione straordinaria. Il passaggio a Ita sta di fatto bloccando la vicenda, senza segnali di interesse concreti da soggetti come Lufthansa. Uno stallo che preoccupa i sindacati e che fa suonare tutti gli allarmi possibili nel comparto trasporto, visto che sono a rischio immediato 40 mila posti di lavoro a tempo indeterminato, oltre a 10 mila stagionali e a tempo determinato”. Il messaggio al governo è: confrontiamoci subito, il piano del comparto è paurosamente inclinato verso il disastro. Con Alitalia che rappresenta solo punta più visibile dell’iceberg.

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