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Dl Rilancio: fonti Mef, nessun problema di coperture

Spunta l'ipotesi di vendita di immobili pubblici per contribuire al risanamento dei conti

(Roma)- “Tutti i nodi sono stati sciolti ed è in corso la predisposizione del testo finale del Decreto Rilancio che recepisce tutte le modifiche tecniche concordate al pre-consiglio. In merito ad alcune indiscrezioni circolate in queste ore, si precisa che non c’è alcun problema di coperture riguardo al decreto stesso”. E’ quanto precisano fonti del Mef.

Tensione sulle regolarizzazioni dei migranti. Il capo politico del M5s Crimi ribadisce che “una sanatoria avrebbe effetti morali devastanti sul Paese”. Il Pd attacca: “Posizione totalmente ingiustificata”. Ma il Viminale fa sapere che “il testo concordato del provvedimento è pronto”.

Il decreto rilancio, che sta per essere approvato dal Consiglio dei ministri, prevede 3,25 miliardi per la sanità, più di quanto non sia stato stanziato negli ultimi 3 anni dalle manovre economiche. Circa 1,5 miliardi per l’ospedalità pubblica e altrettanti per l’assistenza sul territorio, l’assunzione di 9600 infermieri e l’aumento del 115% dei posti in terapia intensiva. E’ quanto ha annunciato il ministro della Salute Roberto Speranza alla trasmissione di Martedi in onda su La7. “I dati del monitoraggio con le Regioni ci dicono che i contagi sono in discesa, ma questi dati si riferiscono ancora al lockdown e solo dal prossimo fine settimana a partire da giovedì avremo i dati relativi ai giorni della riapertura: le scelte che faremo in questo fine settimana saranno dettate dall’evidenza scientifica”, ha aggiunto Speranza.

“Non so se sarà stasera o nella giornata di domani”. Così la ministra della P.a, Fabiana Dadone, sul varo del dl Rilancio, intervistata da Peter Gomez nel corso di ‘Sono Le Venti’ su Canale Nove. “Dobbiamo fare molta attenzione, perché si tratta di un investimento sostanzialmente doppio rispetto a quello di una manovra, in termini i risorse. Dobbiamo – dice la ministra -ponderare bene, evitare duplicazioni anche nell’erogazione di bonus e sostegni, con il rischio di soldi mal utilizzati o di una distribuzione non equa”.Nella riunione-fiume del preconsiglio, presieduta dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio Riccardo Fraccaro, con i tecnici di tutti i ministeri, sarebbero stati esaminati oltre la metà degli articoli che compongono il testo, ma non si sarebbe ancora discusso dei temi delle coperture della cassa integrazione e delle norme sulla regolarizzazione dei migranti. Queste ultime potrebbero anche, secondo alcune fonti di governo, approdare direttamente sul tavolo del Cdm. In attesa che si concluda il lavoro preparatorio, non è ancora convocato il Consiglio dei ministri: si ipotizzava una riunione nella tarda serata, ma a questo punto viene considerato da più fonti probabile che non si svolga prima di domani.

Una proposta nelle prossime ore da riverificare con i governatori per portarla in Cdm quando si discuterà il decreto Rilancio – o se non si riesce come emendamento in Parlamento – e fare in modo che si possa procedere al più presto con le nuove modalità. E’ questo in sintesi, secondo quanto apprende l’ANSA, l’impegno preso nell’incontro tra i ministri Francesco Boccia e Nunzia Catalfo con le Regioni per accelerare e semplificare il meccanismo della Cig in deroga. Ora, avrebbe sottolineato Boccia, ci vogliono dai 3 ai 5 mesi, tempi non compatibili con l’emergenza, anche perché, avrebbe ricordato Catalfo, le domande sono moltissime.

In mattinata una nota di Palazzo Chigi spiegava che “il presidente Conte, i ministri e le forze di maggioranza stanno lavorando senza sosta, confrontandosi costruttivamente e nel segno dello spirito di squadra, con un solo obiettivo: dare nelle prossime ore il via libera a una solida rete di sostegni, aiuti e investimenti a protezione di cittadini, famiglie e imprese alle prese con una crisi senza precedenti”.

AAA Vendesi patrimonio pubblico: spunta l’ipotesi di una vendita di immobili pubblici per contribuire al risanamento dei conti pubblici italiani e si starebbe lavorando per mettere a punto la norma da inserire nel decreto Rilancio. In particolare l’ipotesi prevedrebbe “un consistente programma di dismissioni immobiliari” fino al 2021. I beni potrebbero essere sia quelli direttamente in possesso dello Stato, sia quelle degli enti pubblici.

Non risulta intanto ancora convocato il Consiglio dei ministri per il varo della maxi manovra da 55 miliardi, che ieri si ipotizzava per questo pomeriggio: i tempi dipenderanno anche dall’andamento dei lavori del pre-Cdm.
“Il governo ci ascolti, potrebbe saltare l’erogazione di servizi essenziali. Non vorremmo ritrovarci a gestire “pericolosi assembramenti” di rifiuti lungo le strade delle nostre città”. Lo scrivono in una lettera diretta al presidente del Consiglio Conte, il presidente dell’Anci, il delegato alla finanza locale, i sindaci delle città metropolitane e tutti i presidenti delle Anci regionali, in rappresentanza dell’intera categoria dei sindaci italiani.

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