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Elezione presidente della Repubblica, la terza votazione: nuova fumata nera

Terminato lo spoglio: il quorum non raggiunto, 412 schede bianche. Centrodestra diviso, Fdi vira su Crosetto che prende 114 preferenze.

(Roma)-Giorno tre dell’elezione del presidente della Repubblica: nuova fumata nera. Oggi le urne alla Camera si sono aperte alle 11, lo spoglio è terminato dopo le 14: le schede bianche sono state 412 e 125 i voti per Sergio Mattarella seguito da Guido Crosetto, che ha preso 114 preferenze, quasi il doppio rispetto ai Grandi elettori Fdi (63 in tutto). Il nome del co-fondatore di Fratelli d’Italia era stato proposto, a scrutinio iniziato, dalla leader Giorgia Meloni  ” per smuovere le acque ”  mentre Lega e Forza Italia hanno annunciato scheda bianca anche alla terza votazione. E la stessa indicazione è arrivata dal centrosinistra (Pd, M5S e Leu). Il terzo più votato, con 61 voti, è stato Paolo Maddalena, quarto Pierferdinando Casini (52 voti), poi Giancarlo Giorgetti (20 voti) e Marta Cartabia (8 voti). Domani l’Aula è stata convocata alle 11 per la quarta votazione.

Le trattative tra i partiti proseguono. Enrico Letta è in costante contatto con tutti i leader delle principali forze politiche, Matteo Salvini compreso. Il Pd è al lavoro per cercare di convincere il leader leghista a non procedere domani al voto su un candidato di centrodestra perché così potrebbe saltare la maggioranza. D’accordo con il segretario dem, Matteo Renzi: bisogna evitare nomi che mettano a rischio la coalizione che sostiene il governo. Stesso ragionamento espresso dal ministro degli Esteri Luigi Di Maio durante un colloquio avuto in Transatlantico alla Camera con un gruppo di parlamentari del M5S: se il centrodestra mette sul tavolo per il Quirinale, un nome divisivo, rischia seriamente di spaccarsi la maggioranza. E fuori da Montecitorio ha parlato anche Giuseppe Conte, rimarcando la linea del M5S, ossia sì a Draghi ma a capo del governo: “Oggi che la nave è ancora in tempesta, il M5S dice sì a Draghi. Anzi lo rafforza perché le emergenze ci sono ancora adesso. Diciamo sì alla visione di cui lo abbiamo investito, il m5s è disponibile a rilanciare e supportare l’azione di governo per un patto coi cittadini”. E Beppe Grillo condivide.

La rosa dei nomi del centrodestra  , composta da Letizia Moratti,  Carlo Nordio,e Marcello Peraè subito sfiorita. Elisabetta Casellati , “seconda carica dello Stato”, è stata tenuta fuori perché “non ha bisogno di essere candidata” e “non ha bisogno che la sponsorizzi io, se uno la chiama penso sia a disposizione”, risponde Salvini ospite ad Agorà su RaiTre. Ma il nome della presidente del Senato ha fatto alzare la tensione tra gli schieramenti politici: il Pd non la considera votabile e il segretario del Carroccio non molla l’idea provando l’elezione di Casellati già alla quarta votazione, con il sostegno di parte dei 5Stelle o Matteo Renzi. Che però commentando le voci secondo cui Italia viva potrebbe sostenerla al Quirinale in cambio della presidenza del Senato, replica: “È un’ipotesi che non esiste. Draghi e Casini restano le scelte migliori”. Intanto, alcune mosse di Conte, dal no a Draghi al Colle alle trattative poco trasparenti portate avanti con Salvini,  hanno fatto insospettire Enrico  Letta

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