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Fase 2, De Luca: La Campania ha difeso l’unità dello Stato

Le parole di oggi del Governatore della Campania sulla Fase 2

(Napoli)- La Regione Campania ha difeso l’unitarietà nazionale contro la frantumazione regionale». Così il presidente della Regione Campania, Vincenzo De luca, in diretta su Facebook per fare il punto della situazione sull’emergenza Covid-19.

«Credo sia doveroso da parte mia chiarire un elemento di confusione che si è determinato a inizio settimana a seguito dell’approvazione dell’ultimo Dpcm, quando hanno comunicato i media che la Campania non firmava accordo con il Governo. Non c’era niente da firmare, la Campania ha posto due problemi: uno relativo all’apertura di lunedì 18 e uno grande relativo ai rapporti tra Regioni e Stato». «La realtà è questa – ha spiegato De Luca – la Regione Campania ha difeso l’unitarietà dello Stato italiano contro la tendenza alla frantumazione in 20 Regioni staterelli. Mi pare una posizione semplice che tuttavia non è emersa». De Luca ha ricordato che «una settimana fa dovevamo decidere, in vista dell’apertura del 18, quale istituzione dovesse certificare lo stato dell’epidemia, se questa certificazione dovessero farla 20 Regioni o dovesse farla lo Stato italiano, cioè il Ministero della Salute. La Campania ha sostenuto che dovesse essere il Ministero della Salute a dire qual era lo stato dell’epidemia e ha difeso il ruolo del Ministero e dello Stato centrale contro la spinta alla frantumazione regionale, il Governo invece ha delegato le Regioni. È incredibile, è paradossale ma è così».

MOBILITA’ INTERREGIONALE. «Apprezzo le ultime dichiarazioni del ministro Boccia per il quale l’apertura della mobilità interregionale non è scontata ma subordinata alla situazione epidemiologica. È una posizione ragionevole che mi convince».

ZONE ROSSE. «Il Governo ha deciso di prendere delle misure per le zone rosse decise dal Governo, non dalle Regioni. Questo taglierebbe fuori alcune zone rosse che hanno pagato un prezzo, in Campania Ariano Irpino e l’area del Vallo di Diano. Abbiamo detto al governo che questo orientamento è totalmente sbagliato e dev’essere cambiato». «Le misure di ristoro economico – ha sottolineato De Luca – devono riguardare non solo Bergamo, Brescia, Lodi e quant’altro, ma anche le zone rosse che abbiamo deciso di aprire qui in Campania come in altre regioni d’Italia. Aspettiamo risposte dal Governo».

Controlli Polizia Permessi Uscita Coronavirus COVID 19 per la città – Controlli Polizia Permessi Uscita Coronavirus COVID 19 per la città – fotografo: Salvatore Laporta/Kontrolab
COMPORTAMENTI RIGOROSI AL SUD. «In queste settimane è sembrato capovolgersi il ruolo tra Regioni del Sud e del Nord: è sembrato per qualche verso che i comportamenti più rigorosi venissero dal Sud e qualche elemento di ammuina venisse dal Nord». «È un altro degli elementi di novità che abbiamo registrato in questa crisi».

CONCORSONE. «Tra giugno e luglio oltre 2mila giovani che hanno fatto il concorso della Regione Campania andranno a lavorare in Comuni, corti d’appello e aziende pubbliche». Il presidente della Regione ha chiarito che «tra l’8 e il 14 giugno ci saranno le prove suppletive per 47 candidati riammessi dopo un ricorso. Poi si parte, è un altro miracolo campano». De Luca ha quindi rimarcato che «appena possibile ci sarà un’altra prova concorsuale per ulteriori 3mila – 5mila giovani».

MOVIDA. «Basta rincretinirsi con gli alcolici. I baretti della movida resteranno chiusi alle 23». «Tornare alla normalità non può significare che si può tornare a fare quello che si faceva prima», ha aggiunto il governatore, che ha chiesto un impegno massiccio delle forze dell’ordine. «Sollecito il ministero dell’Interno a dare direttive rigorose sull’uso delle mascherine e degli assembramenti notturni. O decidiamo di fare tutti un controllo rigoroso o diversamente i problemi si riproporranno. Se ogni agente di pubblica sicurezza fa 10 ammende al giorno daremo una mano a contenere il fenomeno. Sono mesi decisivi per fare in modo che quello che riapriamo sia riaperto per sempre e sia tutelata la vita dei cittadini».

CAFONERIA ZERO. «Per quanto riguarda la movida dobbiamo cogliere questa occasione dell’emergenza epidemiologica per umanizzare i momenti d’incontro dei ragazzi, fare in modo che non si rincretiniscano la sera, fare in modo che non ci siano solo rumori, ammuina, al punto che non si riesce più né ad ascoltarsi né a parlarsi. E poi cogliamo l’occasione cambiando tanti comportamenti per sviluppare non solo una campagna per avere l’epidemia zero, ma per avere anche cafoneria zero. Vorremmo far partire una campagna anche di valore internazionale: no boor, cafoni zero. Una bella occasione per far crescere anche lo spirito civico e soprattutto per umanizzare i momenti di incontro e di divertimento».

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