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Forti esplosioni a Beirut, 70 morti e 3.700 feriti.

Due boati hanno scosso nel pomeriggio la capitale libanese. Si cercano persone sotto le macerie. Secondo media locali e testimoni gli scoppi sarebbero stati molteplici, seguiti da uno fortissimo. Fonti di sicurezza attribuiscono la causa a del nitrato di sodio sequestrato mesi fa e conservato in un magazzino

(Beirut)- Due forti esplosioni a Beirut, nella zona del porto hanno causato, secondo un primo bilancio preliminare del ministero della Salute, almeno 50 morti e 2.750 feriti. Colpiti in maniera non grave anche due militari italiani del contingente presente in Libano. Si cercano persone intrappolate sotto le macerie di un edificio di tre piani crollato. Il governatore della città: ‘Sembra Hiroshima’. Secondo fonti della sicurezza le esplosioni potrebbero essere legate a ‘materiali esplosivi confiscati’.

“Beirut è una città distrutta”, e le esplosioni di oggi sembravano “Hiroshima”: lo ha detto ad una emittente libanese, trattenendo a stento le lacrime, il governatore di Beirut, Marwan Aboud, definendo quanto accaduto “un disastro nazionale senza precedenti”. Aboud si è recato sul luogo dell’esplosione, al porto di Beirut, rivelando che tra i dispersi vi sarebbero numerosi vigili del fuoco accorsi sul posto per spegnere l’incendio conseguente alla prima esplosione.

Hamad Hasan, ministro della Sanità libanese, ha detto che i danni provocati dalle deflagrazioni sono ingenti. Secondo i responsabili della sicurezza libanese, le esplosioni potrebbero essere dovute a “materiali esplosivi confiscati”

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