Attualità

Giro d’Italia, è di Bernal la 104esima edizione

Il colombiano esulta in piazza Duomo a Milano, il velocista azzurro bissa la frazione d’esordio nonostante il problema. Secondo Cavagna, terzo Affini

(Milano)- Il Giro d’Italia 2021 è un trionfo di Bernal, ufficialmente. Lo si sapeva, ma mancava la 22esima e ultima tappa, la cronometro da Senago a Milano. In piazza Duomo il colombiano fa fruttare egregiamente i due minuti di vantaggio su Caruso e si prende la classifica generale, mentre la frazione è un successo di Ganna, bravissimo a fare il bis dopo la cronometro d’esordio e a completare il tracciato con il tempo più veloce nonostante una foratura.

Il Giro d’Italia 2021 è di Bernal, ora è ufficiale. Il colombiano si merita la 104esima edizione, difende la maglia rosa con classe e costanza e riesce a presentarsi all’ultima tappa con 1’59’’ di vantaggio sul secondo, Caruso. Come previsto, la cronometro finale da Senago a Milano è una passerella, senza vera lotta per la prima posizione in classifica generale visti proprio i distacchi in classifica. Il 24enne della Ineos Grenadiers completa il tracciato meneghino con il 24esimo tempo, mentre il ragusano si piazza al 17esimo posto, mangiando 30 secondi e fissando il distacco finale a 1’29’’. Yates si prende invece il gradino più basso del podio.

Con uno zoom però sulle classifiche parziali della 22esima tappa, il più veloce è ancora una volta Ganna, che fa così il bis della cronometro d’esordio e vince la seconda frazione di questa edizione. È sorprendente che il velocista azzurro riesca a battere tutti gli avversari nonostante la sfortuna di una foratura che lo obbliga a perdere alcuni secondi per cambiare bici. Nemmeno questo inconveniente ferma però l’italiano, migliore di giornata con un tempo di 33’48’’. Secondo Cavagna con 12 secondi di ritardo e una caduta, terzo Affini appena dietro, quarto Sobrero.

 

  Si arriva a Milano, in Piazza Duomo, proprio dove terminò il primo Giro della storia. Era il 30 maggio 1909, a vincerlo fu Luigi Ganna, che non ha alcuna parentela con Filippo. Il piemontese della Ineos parte subito a tutta velocità. Il primo intermedio (Cascina Battiloca, km 9,2) lo taglia a 10’18”, rifilando subito 15” ad Affini, secondo nella crono inaugurale di Torino e quindi suo principale rivale. Il mantovano della Jumbo-Visma, tuttavia, appare affaticato e pesante sui pedali, tanto è che il distacco da Ganna al secondo intermedio (Sesto San Giovanni, km 19,7) aumenta a 30”. Ad un solo km dal traguardo, però, succede l’imponderabile, perché Filippo – a causa di un vetro – fora la ruota posteriore ed è costretto a cambiare bici. Un imprevisto che poteva costare caro ma che comunque non gli impedisce di imporsi in testa alla crono a 33’48” con una media di 53,8 km/h. Affini chiude terzo a 13”.

A quel punto Ganna deve guardarsi dagli attacchi di Cavagna e Tratnik, due che a cronometro vanno forte eccome. Soprattutto il francese nel finale sembra poter spodestare Ganna dalla Hot Seat. Tuttavia, agli ultimi 500 metri, non legge bene una delle ultime curve, va lungo e sbatte contro la transenna. Rialzatosi, chiude secondo a 12” da Ganna, con quest’ultimo che tira un sospiro di sollievo. Ottima la prova anche di Matteo Sobrero, quarto ad un secondo e mezzo dal podio, perso solo per colpa di due ammiraglie che nel finale lo hanno inavvertitamente ostacolato. Passano sul traguardo pure Sagan e Bouchard, cioè la maglia ciclamino e quella azzurra.

Castroviejo e Foss, altri due specialisti, non fanno paura a Ganna. Inizia poi la battaglia per la Top 5 della classifica generale. Almeida è chiamato ad una prova super per poter scavalcare i vari Vlasov, Bardet, Martinez e Carthy. Il portoghese, che ha pagato per tutto il Giro la disastrosa tappa di Sestola, va velocissimo e chiude a 27” da Ganna, sorpassando Carthy e Bardet. A restargli davanti sono Vlasov e un grande Martinez (che lo precede per soli 53 centesimi!). Gli ultimi tre a scendere dalla pedana sono Yates, Caruso e Bernal. L’azzurro della Bahrain vive un’altra grande giornata ed è il più veloce. Al secondo intermedio guadagna 51” sull’inglese (che si accontenta così del terzo posto) e 23” su Bernal, che resta comunque in pieno controllo ed entra trionfale a Milano con 1’29” di vantaggio sul rivale.

Articoli correlati

Pulsante per tornare all'inizio