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LA GUERRA DEI VACCINI

AstraZeneca, Lʼ Ad della società farmaceutica ha sostenuto lʼassenza di obblighi verso lʼUnione, ma Bruxelles non ci sta e chiede lo svincolo dalla clausola di segretezza per smentirlo pubblicamente

(Bruxelles)- L’Ue contesta le dichiarazioni dell’Ad di AstraZeneca- Pascal Soriot- e chiede lo svincolo dalla clausola di segretezza per poter pubblicare il contratto. Bruxelles chiarisce che non è previsto che la produzione delle dosi per l’Ue debba essere limitata alla fabbrica in Belgio, ma può avvenire anche nel Regno Unito.

Insomma, tra l’Ue e Astrazeneca il clima è sempre più teso. Ma andiamo con ordine. Il “casus belli” è nato dalla decisione di Astrazeneca di tagliare del 60% la fornitura di vaccini diretti in Ue nel primo trimestre per ritardi nella produzione. La risposta di Bruxelles è arrivata per bocca della commissaria Ue alla Salute, Stella Kyriakides, la quale ha ricordato al colosso farmaceutico che l’Ue “ha prefinanziato lo sviluppo del vaccino e la sua produzione e vuole vedere il ritorno”. Bruxelles ha quindi minacciato  di bloccare le esportazioni di vaccini verso Paesi non Ue se l’azienda non avesse adempiuto ai propri obblighi contrattuali. La risposta dell’amministratore delegato di Astrazeneca è stata netta. “Nel contratto con gli europei c’è scritto chiaramente: ‘Best effort’. Ossia: ‘faremo del nostro meglio’” ha spiegato Soriot a ‘Repubblica’. “Lo scorso agosto, l’Ue voleva avere la stessa capacità produttiva del Regno Unito, nonostante il contratto firmato tre mesi dopo Londra. Noi di AstraZeneca abbiamo risposto: ‘Ok, faremo del nostro meglio. Ma non possiamo impegnarci contrattualmente perché abbiamo tre mesi di ritardo rispetto al Regno Unito’”.

Il via libera dell’Ema al vaccino Astrazeneca è atteso tra oggi e la fine di gennaio. Il vaccino ha un’efficacia del 62% dunque molto più bassa dei farmaci di Pfizer e Moderna. C’è inoltre chi ha insinuato più di un dubbio che il vaccino avrebbe un efficacia solo dell’8% sugli anziani. Indiscrezioni smentite dall’azienda secondo cui i dati pubblicati su Lancet “dimostrano che gli anziani hanno mostrato forti risposte immunitarie al vaccino, con il 100% che produceva anticorpi specifici” contro la proteina Spike del coronavirus Sars-CoV-2 “dopo la seconda dose”. In realtà però secondo alcuni esperti si tratterebbe di dati parziali. “Lasciando il responso all’Ema, ma è certo che la fascia sopra i 65 anni non era molto rappresentata negli studi validativi” ha detto oggi il presidente dell’Aifa Giorgio Palù, ospite di Buongiorno su Sky TG24 commentando il processo di validazione del vaccino AstraZeneca. “Quando è uscito Lancet nel novembre 2020 c’erano pochi casi che poi sono stati incrementati ma è oggetto di valutazione. Se così non fosse, coprirebbe comunque soggetti in attività lavorativa fra i più esposti come anche gli insegnanti”. L’Ema sul vaccino AstraZeneca “si è presa del tempo fino a fine gennaio e sembra che venerdì prossimo possa essere una data utile – ha aggiunto – Poi ci sarà l’approvazione della Commissione Europea e poi passa in Aifa il cui giudizio non sarà sull’immissione in commercio, come altri farmaci, ma solo di equivalenza e sovrapponibilità con gli altri vaccini. E potrà entrare nel merito delle categorie per età a cui somministrare questo vaccino”.

Per Pascal Soriot, dunque, non ci è stato nessun obbligo verso l’Unione europea. “Nel nostro contratto c’è scritto chiaro: “miglior sforzo”, ossia “faremo del nostro meglio”. Abbiamo deciso di utilizzare questa formula nel contratto perché all’epoca l’Ue voleva avere la stessa capacità produttiva del Regno Unito, nonostante il contratto sia stato firmato tre mesi dopo”.

Ma Bruxelles non ci sta. Non solo contesta le parole dell’Ad di AstraZeneca ma chiede anche lo svincolo dalla clausola di segretezza per poter pubblicare il contratto e smentire pubblicamente Soriot. Insomma, è ufficialmente iniziata la “guerra dei vaccini”.

Il portavoce della Commissione Ue, Eric Mamer ha ribadito che l’azienda deve rispettare il contratto e procedere con le consegne, stessa linea del presidente Ursula von der Leyen che durante il World Economic Forum di Davos: ha bacchettato i produttori di vaccini che “devono rispettare le consegne”.Oggi alle 18.30 era prevista una riunione del comitato direttivo sui vaccini Ue con AstraZeneca, in cui il comitato avrebbe insistito sulla consegna delle dosi ma l‘incontro è stato fatto slittare a domani dalla società. Segno che il clima resta teso.

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