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Mose Venezia, per la prima volta entra in funzione il sistema di 78 dighe mobili

Si tratta di un test generale di innalzamento delle paratoie per salvare la città dalle acque eccezionali. Conte: "Va completato entro lʼautunno-inverno"

(Venezia)- Giornata storica a Venezia, dove la laguna è stata chiusa completamente al mare per poter effettuare il primo test completo delle 78 dighe mobili del sistema Mose, per salvare la città dalle acque. Sull’isola artificiale che divide la Bocca di Porto del Lido è stata approntata “una regia” dove si sono seguite le operazioni. Stop completo al traffico marittimo. E’ stato Conte a premere il pulsante per dare il via all’innalzamento delle dighe.

Tanta l’attesa per l’evento. Dopo i 187 centimetri di acqua alta del 12 novembre scorso, c’è stata un’accelerazione dei lavori. L’inaugurazione del Mose è prevista per la fine del 2021.
Conte: “A chi protesta dico auguriamoci funzioni”Conte ha parlato delle proteste per l’opera. “Ci sono movimenti di protesta, la mia sicurezza era preoccupata. Io ho detto ‘andiamo’: è giusto ci sia una visione dialettica. Dico a chi protesta, ai cittadini e agli intellettuali che hanno perplessità: concentriamoci sull’opera, auguriamoci tutti che funzioni”.

“Va completato entro l’autunno-inverno” “Questo Mose – prosegue il premier – va completato e dobbiamo fare in modo che il prossimo autunno-inverno ci sia uno strumento di salvaguardia”. “L’opera – ha ricordato Conte – ha attirato su di sé tante critiche e dibattiti, e’ stata avversata e auspicata, rallentata nella sua esecuzione. Si sono addensati cari episodi di corruzione e malaffare che ne hanno compromesso il funzionamento. Sono episodi deprecabili, non dimentichiamo nulla ma ora concentrarci.sull’obiettivo”.

In occasione del test, infatti, una decina le imbarcazioni si sono radunate, nello specchio d’acqua davanti a Piazza San Marco per un’azione di protesta contro il Mose. Guardati a vista da imbarcazioni della polizia, i barchini hanno sventolato bandiere contro le grandi navi e contro quella che definiscono “un’opera inutile”.La protesta del movimento “No Mose” è poi sfociata in una “battaglia navale” con le forze dell’ordine. “Ci siamo radunati in Bacino e abbiamo accerchiato una motonave di addetti al sistema che si recava verso la bocca di porto di Malamocco”, dice Tommaso Cacciari, leader degli antagonisti veneziani. “C’era di tutto in acqua, dalle moto d’acqua della polizia, ai gommoni, motoscafi e navi della Guardia costiera. Abbiamo cercato di infrangere il blocco, ma non c’è stato nulla da fare”.

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