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Pogacar fa festa a Parigi

L'irlandese della Deceuninck-Quick Step vince in volata la frazione conclusiva sui Campi Elisi. Nessuna sorpresa per lo sloveno, incoronato re della Grande Boucle 2020

(Parigi)- Dopo 3483 chilometri il Tour de France termina a Parigi con la classica passerella per velocisti che premia Sam Bennett, primo davanti a Pedersen e Sagan. Quinto Viviani, miglior azzurro al traguardo. Le luci dei riflettori però sono tutte per Tadej Pogacar, che conquista la classifica generale finale (con 59” su Primoz Roglic e 3’30” su Richie Porte) e fa sue anche la maglia bianca e quella a pois: nessuno ci era mai riuscito.

Sul magico sfondo dell’Arco di Trionfo, Tadej Pogacar brinda alla conquista del Tour de France 2020: portando tranquillamente a termine la ventunesima e ultima frazione della Grande Boucle, vinta da Sam Bennett (Deceuninck-Quick Step) in volata davanti a Mads Pedersen (Trek-Segafredo), Peter Sagan (Bora-Hansgrohe), Alexander Kristoff (Uae Emirates) e l’azzurro Elia Viviani (Cofidis), il ventunenne corridore sloveno diventa il primo rappresentante della sua nazione a vestire la maglia gialla sul podio di Parigi. Alla vigilia del suo 22esimo colmpeanno, Pogacar è inoltre il secondo più giovane di sempre a vincere la corsa francese (dietro Henri Cornet, che ci riuscì nel 1904 a meno di 20 anni) e il primo in assoluto ad abbinare alla vittoria finale anche la conquista della maglia bianca di miglior giovane e quella a pois di miglior scalatore.

La Slovenia, oltre a celebrare il portacolori della Uae Emirates, festeggia anche il secondo posto, a 59 secondi, di Primoz Roglic (Jumbo-Visma) mentre Richie Porte (Trel-Segafredo), terzo a 3 minuti e mezzo, esulta per il primo podio in carriera in una delle tre grandi corse a tappe. Sul palco delle premiazioni finali salgono poi lo stesso Bennett, che conquista la maglia verde della classifica a punti, Marc Hirschi (Sunweb), che conquista il titolo di corridore più combattivo e il Team Movistar, che vince la classifica a squadre. L’Italia chiude senza successi di tappa ma applaude il meritato decimo posto in classifica generale di un ottimo Damiano Caruso (Bahrain-McLaren), capace di entrare nella top ten dopo aver lavorato tre settimane per Mikel Landa, quarto nella graduatoria finale.

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