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Vaccini, Breton: “In Italia arriveranno più dosi del previsto”

"Nei prossimi tre mesi arriveranno 54 milioni di dosi per l'Italia, ben 6 milioni in più", ha spiegato il commissario europeo per il Mercato interno e capo della task force sui vaccini

(Bruxelles)- “Ad agosto 2020 non sapevamo il funzionamento del vaccino e abbiamo sottoscritto un contratto importante con AstraZeneca e poi Pfizer, Moderna e Sanofi. Abbiamo ricevuto 106 proposte e ne abbiamo scelte 6. Spero che presto sia disponibile anche il Sanofi. Con gli inglesi abbiamo sottoscritto un contratto importante con AstraZeneca, dovevano consegnare 100 milioni di dosi nel primo trimestre, poi 180 milioni, invece ci hanno dato solo il 30%. Di fatto non si è deciso nulla sul contratto AstraZeneca, si vedrà, ma ci sarà attenzione per quello che è successo fino a questo momento”. Lo ha dichiarato Thierry Breton, commissario europeo per il Mercato interno e i servizi della commissione Ue a “Che Tempo Che Fa” su Rai3. “Però vi do una notizia: nei prossimi tre mesi arriveranno 54 milioni di dosi per l’Italia, ben 6 milioni in più di quelle previste. Non sono solo Pfizer, ma di tutto il portfolio, si tratta più di tre volte di quello ricevuto nel primo trimestre. C’è una fase di accelerazione. E’ importante farsi vaccinare perché solo dopo si arresterà l’epidemia”, ha aggiunto.

Passaporto sanitario con alto numero vaccinati  “Vogliamo creare questo passaporto digitale verde da metà giugno in concomitanza con l’aumento delle persone vaccinate e deve essere un numero significativo. L’obiettivo della Commissione è avere sufficienti vaccini al 15 luglio in modo tale che più del 70% della popolazione adulta abbia ricevuto anche la seconda dose. Con questa soglia possiamo creare questo certificato”, ha affermato Breton, aggiungendo: “E’ importante che le persone capiscano che sul certificato ci sarà indicazione dello stato della patologia, se è stato vaccinato o se è portatore di un anticorpo se ha avuto la malattia. Se la persona non appartiene ai primi due casi, dovrà fare un testo molecolare prima di prendere un aereo o vedere una partita o andare a teatro. Sul certificato ci sarà indicazione del test negativo. Sarà un certificato volontario e non obbligatorio. Se avremo più del 70% della popolazione vaccinata entro l’estate, il pass sarà molto importante per riaprire i luoghi pubblici e per i mezzi di trasporto e per ricominciare una vita normale. Ma vanno sempre rispettate le regole perché la vaccinazione non è obbligatoria anche se io la incoraggio”.

L’Ue non dà per scontato il rinnovo del contratto con AstraZeneca per le forniture di vaccini in scadenza il 30 giugno, alla luce dei ritardi nelle consegne. “La mia priorità come gestore dei vaccini è che coloro con cui stipuliamo un contratto consegnino in tempo”, aveva in precedenza spiegato Breton in un’intervista su Bfmtv. “Abbiamo ordinato 120 milioni di dosi per il primo trimestre e 180 milioni per il secondo”, ha ricordato Breton, “AstraZeneca ne ha consegnati prima 30 milioni e poi 70 milioni”. “Niente è definitivo, continueremo a discutere”, ha aggiunto gettando un’ombra sul rinnovo. Venerdì scorso, il ministro dell’Industria francese Agnès Pannier-Runacher ha detto che è probabile che l’Unione europea non rinnoverà i suoi contratti con il gruppo svedese-britannico nel 2022 per le stesse ragioni di quelle avanzate da Thierry Breton. Per quanto riguarda il vaccino sviluppato in Russia Sputnik V, Breton spiega: “ho molto rispetto per scienziati russi ma non è questa la questione. Dovevano fare la richiesta ed è stata fatta qualche giorno fa. Prenderà alcune settimane e forse qualche mese. Non ho alcun dubbio sul fatto che alla fine del processo possa arrivare l’autorizzazione”.

 

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