Cinema

7 DONNE E UN MISTERO, UN REMAKE ITALIANO

Arriva nelle sale il giorno di Natale il film di Alessandro Genovesi remake di Ozon con Deneuve e Huppert

(Roma)-7 donne e un mistero è il remake, con parecchie modifiche e vent’anni dopo, di 8 donne e un mistero di Francois Ozon, ed è diretto e cosceneggiato (con Lisa Nur Sultan) da Alessandro Genovesi. L’impianto, come in Ozon, resta fortemente teatrale (entrambi i film sono basati sulla commedia per il palcoscenico scritta da Robert Thomas “Huit Femmes”), e dovrebbe tradursi in un continuo gioco al rialzo, nonché una gara di bravura, fra le attrici protagoniste. In realtà quel che succede qui (più che in Ozon) è che un paio di interpreti – Margherita Buy e Luisa Ranieri – spiccano notevolmente sulle altre, e che la commedia, che dovrebbe viaggiare su un registro comico-grottesco, non riesce a mantenere un tono univoco e un ritmo, soprattutto di regia, adeguato alla storia.

È un peccato soprattutto che, invece di comunicare un’idea di lavoro di squadra al femminile, 7 donne e un mistero appiccica solo alla fine un messaggio di sorellanza che contraddice le dinamiche fino a quel momento messe in scena, quando sarebbe stato molto più coraggioso e sincero, anche in nome della political correctness, strutturare un finale sulle corde della mutua convenienza. Vigilia col morto. Il pranzo di Natale è servito, ma non c’è niente da festeggiare. Una famiglia al femminile disunita dove ognuna sospetta l’altra dell’omicidio dell’unico uomo di questa storia. Era un Don Giovanni, questa è l’unica cosa certa.7 donne e un mistero di Alessandro Genovesi (esce il 25 dicembre per Warner Bros. che lo produce anche, con Wildside) è la versione italiana di 8 donne e un mistero del francese François Ozon (dalla piéce di Robert Thomas). Chi ci guadagna dalla morte dell’uomo (dal cospicuo patrimonio)? Gelosie e ripicche, le donne si accapigliano, si accusano, si rovesciano tutto addosso. Margherita Buy, la moglie non affranta, prende il posto di Catherine Deneuve; la figlia ribelle Benedetta Porcaroli (Ludivine Sagnier), la primogenita devota Diana Del Bufalo (Virginie Ledoyen), la zia zitella acida Sabrina Impacciatore (Isabelle Huppert), la suocera ubriacona e spilorcia Ornella Vanoni (Danielle Darrieux), la cameriera molto intima del morto Luisa Ranieri (Emmanuelle Béart), la sua amante Micaela Ramazzotti (Fanny Ardant).

Margherita, com’è stato baciare sulla bocca la donna rivale? «Io cerco sempre di non baciare mai in un film, che sia uomo o donna. Però…». Gruppo unito, gioioso e complice di attrici («sarebbe bella una versione coatta», dice Micaela), hanno anche una chat tra loro ma ora devono vedersela con un’arrembante Sabrina che non molla il microfono. Margherita ride: «Ci diciamo cose erotiche». E Benedetta: «Soprattutto volgari». Dopo un rapido sondaggio, per loro tra le celebri colleghe francesi vincono Deneuve («è riuscita a trasformare la sua bellezza algida in personaggio divertente e comico, che si prende in giro») e Huppert («una calamita»). Si è rinunciato all’ottava donna, la tata-mamy Firmine Richard. Altre differenze, siamo negli Anni ’30 e non nei ’50 («abbiamo messo atmosfere più alla Hitchcock e Agatha Christie«), e non si balla né si canta. Ma com’è, Sabrina, un set senza uomini? «Liberatorio, il Me too ci dà più importanza e ruoli. Quando non si tratta di riprodurre la specie, siamo meno competitive degli uomini».

 

Ambientato nell’Italia degli anni ’30, 7 DONNE E UN MISTERO racconta le concitate ore che seguono l’inspiegabile omicidio di un imprenditore, nonché marito e padre, al centro di un variopinto gruppo di donne che, dopo essersi riunite nella villa di famiglia per celebrare insieme la vigilia di Natale, si trovano costrette ad affrontare e rivelare l’un l’altra segreti e sotterfugi per cercare di risolvere un mistero che in qualche modo le riguarda tutte. Sono infatti tutte sospettate, chi sarà l’assassina?

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